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Dal Canada arriva​ al Careggi di Firenze​ il​ professor Gabriele Baldini per avviare il primo programma italiano di Preabilitazione

printDi :: 12 gennaio 2022 16:43
professor Baldini con il professor Romagnoli

professor Baldini con il professor Romagnoli

(AGR) L’Azienda ospedaliero-universitaria Careggi di Firenze sta realizzando un centro dedicato ai programmi di Preabilitazione per i​ pazienti che, destinati a importanti interventi di chirurgia maggiore, possono essere preparati ad affrontare questi eventi​ impegnativi. Il professor Gabriele Baldini, fiorentino rientrato in Italia dalla McGill University in Canada, fra i centri più avanzati​ nello studio delle tecniche di riabilitazione preventiva, è ritornato all’Università di Firenze dove ha studiato e a Careggi, nella Sod​ Anestesia oncologica e terapia intensiva diretta dal professor Stefano Romagnoli, per avviare il primo programma italiano di​ Preabilitazione. Il periodo che precede un intervento di chirurgia maggiore, dal momento della diagnosi al giorno dell’operazione - spiega Baldini -​ è normalmente considerato un tempo di attesa durante il quale i pazienti si sottopongono ad esami diagnostici che consentono di​ preparare la fase intra e post-operatoria.

Questo periodo, che genera spesso ansia e timore, se ben impiegato in programmi​ personalizzati di preparazione psicofisica all’intervento, può diventare una fase preziosa per il paziente aumentando​ concretamente la capacità di affrontare lo stress operatorio e accelerare il successivo recupero.

I programmi di Preabilitazione​ rappresentano inoltre un’opportunità per diffondere anche nei pazienti anziani e fragili stili di vita sani. L’esercizio fisico costante e buone abitudini alimentari potrebbero avere anche un impatto positivo nel miglioramento delle malattie cardiovascolari croniche,​ respiratorie e in alcune malattie metaboliche.

È come prepararsi fisicamente e psicologicamente ad una maratona, la maratona​ della vita - aggiunge Baldini, che prosegue - la capacità funzionale di un paziente è determinata dall’efficienza cardiaca,​ polmonare, muscoloscheletrica e dallo stato nutrizionale e psicologico e viene ulteriormente ridotta dallo stress determinato​ dall’intervento chirurgico. Dopo la chirurgia la capacità funzionale necessita di molto tempo per ritornare ai livelli pre-chirurgici,​ ritardando quindi il ritorno alle attività normalmente svolte dal paziente. È per queste ragioni che il periodo che precede un​ intervento di chirurgia maggiore rappresenta un’opportunità fondamentale per preparare il paziente allo stress chirurgico aumentandone preventivamente la capacità funzionale e attenuando di conseguenza il declino indotto dalla chirurgia. 

I maggiori sforzi del periodo pre-operatorio - ricorda Romagnoli - sono attualmente impiegati per individuare fattori di rischio​ medici quali ad esempio: diabete, malattie cardiovascolari, malattie respiratorie, con la finalità di poter predire il rischio di​ sviluppare complicanze postoperatorie e pianificare un adeguato trattamento chirurgico e anestesiologico. Scarsa attenzione è​ invece rivolta verso i fattori di rischio potenzialmente modificabili come la ridotta capacità funzionale, la malnutrizione e gli stili di​ vita poco sani e tendenzialmente sedentari come il fumo di sigaretta, l’abuso di alcol e la scarsa attività motoria, sebbene​ rivestano un equivalente valore prognostico.

È ben noto - prosegue Romagnoli - che i pazienti con una ridotta capacità​ funzionale, ovvero con una ridotta capacità di compiere attività quotidiane, come pazienti anziani, pazienti con malattie​ oncologiche, fragili, malnutriti o socialmente emarginati, abbiano un rischio più elevato di sviluppare complicanze postoperatorie e una degenza ospedaliera prolungata con tassi di mortalità più elevati.

Siamo impegnati - afferma Baldini - per avviare al Careggi di Firenze il programma innovativo di Preabilitazione (in inglese Pre-Habilitation) che è stato sviluppato negli anni dal professor Francesco Carli della McGill University, con l’obiettivo di sfruttare il​ periodo pre-operatorio, al contrario dei programmi di Riabilitazione che intervengono dopo la chirurgia, con percorsi specifici di​ esercizio fisico aerobico e di resistenza, ottimizzando lo stato nutrizionale e proteico del paziente e mitigando l’ansia associata​ all’attesa dell’intervento chirurgico.

Questo tipo di preparazione richiede un approccio strutturato e multidisciplinare che include​ numerose figure professionali: anestesisti, chirurghi, dietisti, fisioterapisti, geriatri, medici dello sport e psicologi che, con le loro​ competenze specifiche, possono preparare il paziente ottimizzandone e aumentandone le capacità funzionali prima​ dell’intervento.

​ La durata media è di circa 4-6 settimane, con sessioni di esercizio settimanali in centri specialistici o a casa a​ seconda delle necessità. I risultati degli studi svolti in questi anni hanno confermato che i programmi di Preabilitazione​ aumentano in modo significativo lo stato funzionale del paziente durante la preparazione all’intervento, mitigano il declino​ funzionale indotto dalla chirurgia e accelerano il recupero postoperatorio, raggiungendo a volte livelli funzionali anche superiori a​ quelli di partenza, soprattutto nei pazienti più fragili. Alcuni studi recenti hanno dimostrato anche una riduzione delle complicanze​ postoperatorie

La Pre-Habilitation - conclude Maria Ter­esa Mechi direttore sanitario di Careggi - costituisce un im­portante completamen­to del​ protocollo Enhanced recovery aft­er surgery (ERAS) già attivato a Careggi da diversi anni e attualmente oggetto di un piano di​ svilu­ppo ulteriore e di estensione a più spec­ialità chirurgiche.

Questo si inserisce nelle risposte di ec­cellenza presenti a Careggi​ in campo on­cologico e della chi­rurgia oncologia sia del fegato, del pan­creas, del tubo dige­rente, ortopedica, toracica,​ otorinolar­ingoiatrica, neuroch­irurgica, oculistica, maxillofacciale. Si tratta di patologie per le quali la di­sponibilità di tecno­logie​ quali la robo­tica e di altre tecn­iche innovative, mes­se a disposizione at­traverso studi clini­ci per i quali viene chiesta la​ collabo­razione dei professi­onisti di Careggi per le elevate compete­nze, costituisce un valore aggiunto impo­rtante.

Vi è lettera­tura​ scientifica che dimostra come l'es­ecuzione di tecniche chirurgiche comples­se in contesti altam­ente specializzati aumenti​ enormemente la possibilità di su­ccesso con esiti pos­itivi per il pazient­e.

A tale proposito i dati del Piano naz­ionale esiti (PNE)​ recentemente pubblic­ati mostrano risulta­ti in termini di sop­ravvivenza per inter­venti per tumori del pancreas, rene, sto­maco, retto, colon e tumori cerebrali op­erati a Careggi, mig­liori della media na­zionale.​

Foto da comunicato stampa  

Ufficio Stampa AOU Careggi

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