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Covid-19 i giovani chiedono... più chiarezza

Molti giovani dopo i recenti fatti della politica e quanto dichiarato da scienziati illustri si chiedono davvero quali siano le modalità giuste ed i comportamenti da adottare all'alba della Fase 3.

printDi :: 06 giugno 2020 20:40
Covid-19 i giovani chiedono... più chiarezza

Covid-19 i giovani chiedono... più chiarezza

(AGR) In questi giorni il dibattito sulla virulenza del Covid-19 si fa sempre più animato. Tra i giovani e giovanissimi cresce un certa inquietudine, soprattutto per i comportamenti giusti da adottare all’alba della Fase 3. La domanda è: cosa ed a chi devo credere? I ragazzi sono confusi, da una parte il desiderio di tornare ai “bei tempi” antecedenti il lockdown, in molti si chiedono:posso tornare ad abbracciare, a giocare e divertirmi con i miei amici….? posso tornare a ballare, a giocare al calcio e così via…? Certo le notizie contrastanti non aiutano ed una risposta è sempre più difficile. Infine ci si mette la politica, con manifestazioni ed atteggiamenti contrastanti rispetto a quanto si è detto e raccomandato fino a qualche giorno fa. Un giovane di 17 anni scrive: “Il professor Alberto Zangrillo, direttore del reparto di terapia intensiva dell'Ospedale San Raffaele di Milano, ha dichiarato a “Mezz'ora in più” su Rai tre che dal punto di vista clinico il virus non esiste più. Con tale affermazione il medico sostiene che è diminuita la carica virale del coronavirus in Italia. Questo nasce dalla osservazione di uno studio condotto dal virologo Massimo Clementi che asserisce:

“C'è una macroscopica differenza tra i pazienti Covid ricoverati a marzo e quelli ricoverati a maggio, la carica virale e la velocità di replicazione del virus era 10 volte inferiore a due mesi prima. Altri virus, come quello dell'Hiv o quelli dell'epatite B o C, si sono comportati così: tanto maggiore era la loro replicazione, tanto più rapida era la progressione della malattia. Non so se questo basterà a spiegare la differenza clinica osservata, ma continueremo lo studio su altri pazienti e, grazie a Guido Silvestri, lo allargheremo anche ai pazienti negli Stati Uniti”.

Come era prevedibile questa dichiarazione ha dato il via a una serie di discussioni; il virologo Guido Silvestri si è dimostrato d'accordo dicendo che i dati su cui Zangrillo si basa sono molto solidi però il lavoro a cui si riferisce è ancora in atto di revisione e la pubblicazione non è ancora stata accettata. Ad intervenire nel programma “Agorà” è stato anche il governatore del Veneto Luca Zaia:"Penso che abbia ragione. Noi abbiamo un'incidenza del contagio sotto lo 0,6% per mille. È crollato, probabilmente per fattori climatici o non so: i dati dicono che il virus sta scomparendo, ma non bisogna abbassare guardia.Parole dure e contrarie sostanzialmente a questa visione invece arrivano da Massimo Galli, primario del reparto malattie infettive presso l'ospedale Sacco di Milano, il quale sottolinea che i due mesi di lockdown hanno portato a una diminuzione di ricoveri. In sostanza per lui il virus non è scomparso clinicamente e il rischio di una seconda ondata di contagi è possibile. Altre polemiche arrivano da Ilaria Capua, anche lei virologa, che ha aggiunto: "Non è cambiato il virus, noi abbiamo imparato a proteggerci. Clinicamente non è scomparso, ma siamo diventati bravi a gestirlo. Questo dibattito evidenzia che c'è ancora una sorta di confusione nel mondo medico/scientifico riguardo il Covid-19. Vorremmo che ci possa essere più chiarezza sullo stato attuale del virus e sulla sua aggressività presente e futura”.

Fed.Gam.

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