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(AGR) Febbre e dolore: l'appropriatezza terapeutica e la corretta informazione nell'utilizzo degli antinfiammatori

Una recente analisi condotta su oltre 12 milioni di assistiti evidenzia che nell’84% dei casi le prescrizioni dei FANS risultano inappropriate e che nella metà dei casi gli antinfiammatori vengono prescritti a persone che presentano chiare controindicazioni al loro utilizzo

printDi :: 21 gennaio 2026 15:03
Febbre e dolore convegno a Roma di motore sanità foto da comunicato stampa

Febbre e dolore convegno a Roma di motore sanità foto da comunicato stampa

(AGR) Il recente report Osmed conferma i dati di inappropriatezza dei FANS (Farmaci Antinfiammatori Non Steroidei) sono medicinali che riducono dolore, infiammazione e febbre, agendo come analgesici, antiflogistici e antipiretici, evidenziando, ancora una volta, la crescita della spesa sostenuta direttamente dai cittadini che cresce del 2,7% annuo, a fronte di un incremento dei consumi dell’1,2%. Per quanto attiene, invece, alla spesa SSN il report evidenzia una riduzione rispetto al precedente report del 3,9% in termini di spesa e del 5,7% in termini di consumi.

Questi dati, seppur incoraggianti, non risolvono il tema dell’inappropriatezza dei FANS. Infatti, una recente analisi Real world condotta su oltre 12 milioni di assistiti evidenzia che nell’84% dei casi le prescrizioni dei FANS risultano inappropriate e che nella metà dei casi i FANS vengono prescritti a persone che presentano chiare controindicazioni al loro utilizzo con potenziale rischio di importanti effetti collaterali. Un ulteriore dato di inappropriatezza dei FANS è evidenziabile nel loro uso occasionale: il 51,3% dei pazienti riceve una sola prescrizione/anno.

 
In ambito pediatrico, questo approccio è ancora più rilevante: scegliere il trattamento giusto non solo protegge i pazienti più vulnerabili, ma consente anche di ridurre i costi associati all’uso improprio di farmaci come i FANS. Anche nell’utilizzo pediatrico un recente studio Real word condotto in Italia, evidenzia, che i costi della gestione dell’inappropriatezza e delle sue complicazioni cliniche per i circa 160 mila pazienti pediatrici (0-17 anni) dimessi con diagnosi associabili all'uso di farmaci per la febbre e il dolore, arrivano a 2 milioni di euro. Se si considerano anche le patologie respiratorie, sempre più frequenti, il costo sostenuto dall’SSN per l’inappropriatezza dei FANS sale di ulteriore 1.7 milioni di euro. Le linee guida sulla gestione della febbre e del dolore concordano sulla necessità di valutare attentamente il livello di discomfort del bambino come indicazione ad una terapia farmacologica della febbre. Il dolore, invece, deve essere sempre trattato con terapia analgesica. I farmaci per il trattamento di febbre e dolore indicati dalle linee guida sono il paracetamolo e l’ibuprofene, entrambi efficaci su tutti e 2 i sintomi ma con maggiori precauzioni nell’uso dell’ibuprofene che è un FANS e come tale deve essere sempre utilizzato nella massima appropriatezza.

Sulla base di queste evidenze Motore Sanità, con il contributo incondizionato di Angelini Pharma, ha organizzato l’incontro ‘Appropriatezza e corretta informazione nella febbre e dolore. Un’urgenza sociale e assistenziale’, con esperti e istituzioni per una corretta informazione, indispensabile nella gestione del dolore cronico. 

In Italia, il dolore cronico colpisce circa 13 milioni di persone, circa il 10% della popolazione, con forti ricadute in ambito sanitario, compromettendo significativamente la qualità della vita dei pazienti, generando isolamento sociale e lavorativo, oltre a determinare un peso economico importante sia per il singolo che per il sistema sanitario, causando assenteismo e calo della produttività. Adottare trattamenti che garantiscano i migliori esiti di salute, riducendo al contempo gli effetti collaterali e gli sprechi, significa gestire in modo responsabile le risorse pubbliche. La medicina generale e la pediatria svolgono un ruolo essenziale nella gestione di questi pazienti per garantire l’appropriatezza, la prevenzione e la promozione di corretti stili di vita assicurando un approccio multidisciplinare integrato che coinvolge anche lo specialista. Proprio per questo motivo, il Ministero della Salute ha emanato Linee Guida sulla terapia del dolore cronico non oncologico ribadendo la necessità di garantire accesso alle cure attraverso il potenziamento delle reti e la continuità assistenziale tra territorio e ospedale.

"Come Società Scientifica abbiamo il compito di fornire indicazioni chiare e basate sulle migliori evidenze disponibili per la tutela della salute dei bambini. È essenziale che i genitori seguano le raccomandazioni del pediatra, evitando pratiche di automedicazione che possono risultare inappropriate o dannose. Le linee guida pediatriche aiutano a orientare scelte terapeutiche corrette, garantendo l’uso sicuro dei farmaci e interventi tempestivi. Il pediatra, supportato dalle conoscenze scientifiche più aggiornate, è la figura centrale per individuare la terapia più adeguata a ogni bambino e accompagnare la famiglia verso un percorso di cura efficace e responsabile”, ha dichiarato Rino Agostiniani, presidente Società Italiana di Pediatria

“Febbre e dolore in età pediatrica sono condizioni molto comuni che, se non correttamente interpretate, possono generare preoccupazione nelle famiglie e un ricorso inappropriato ai servizi sanitari. È fondamentale promuovere un’informazione chiara e scientificamente fondata, che consenta un utilizzo appropriato delle terapie e valorizzi il ruolo del pediatra di famiglia come primo riferimento. In questo contesto, appropriatezza clinica e corretta informazione rappresentano una reale urgenza sociale e assistenziale, indispensabile per tutelare la salute dei bambini e contribuire alla sostenibilità del sistema sanitario”, ha spiegato Antonio D’Avino, presidente Nazionale Federazione Italiana Medici Pediatri

“L'appropriato approccio terapeutico e la corretta informazione ai cittadini/pazienti nella gestione del dolore cronico lieve-moderato rappresentano oggi un’urgenza sociale e assistenziale, soprattutto nell’ambito delle cure primarie. In questo contesto, la medicina generale assume un ruolo centrale nella presa in carico della cronicità e quindi nella governance del dolore lieve-moderato, garantendo percorsi di cura efficaci, sicuri e sostenibili. I nuovi modelli organizzativi delle Aggregazioni Funzionali Territoriali (AFT) offrono un’opportunità concreta per rafforzare la presa in carico del paziente, favorire la continuità assistenziale e promuovere un uso appropriato dei trattamenti. Investire sul coordinamento tra professionisti, sull’educazione sanitaria e su una comunicazione chiara con i cittadini significa rispondere in modo strutturato ai bisogni di salute della popolazione e migliorare la qualità dell’assistenza sul territorio”, ha detto Nicola Calabrese, vicesegretario Nazionale FIMMG

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