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Roma, nasce OPSV: Osservatorio Permanente Servizi Veterinari

Francesco Albano, founder: OPSV ha l'ambizione di diventare il punto di riferimento privilegiato per interpretare le dinamiche del sistema veterinario italiano e, soprattutto, sulle persone che operano nelle strutture. Un settore da 1,3 miliardi di euro, 5000 tecnici ed un potenziale di crescita

printDi :: 21 aprile 2026 11:41
Clinica Veterinaria e veterinari al lavoro foto pixabay

Clinica Veterinaria e veterinari al lavoro foto pixabay

(AGR) Fotografare un mercato in rapida evoluzione per colmare il gap con l’Europa: con questo obiettivo nasce OPSV Osservatorio Permanente Servizi Veterinari, il primo organismo indipendente dedicato all’analisi dei dati e dei modelli gestionali della sanità animale in Italia.

“L’osservatorio ha l'ambizione di diventare il punto di riferimento privilegiato per interpretare le dinamiche del sistema veterinario italiano, ponendo una lente d'ingrandimento sulla dimensione organizzativa e, soprattutto, sul valore delle persone che operano nelle strutture. Attraverso un monitoraggio costante e un'analisi puntuale del settore, l’OPSV si impegna a fornire dati e strumenti concreti per supportare le decisioni strategiche e migliorare i modelli di gestione. L’obiettivo finale è accompagnare la crescita del sistema, valorizzando le competenze professionali e promuovendo un’evoluzione che metta al centro l’efficienza operativa e il benessere di chi lavora ogni giorno per la salute animale”, dichiara Francesco Albano, Founder dell’Osservatorio.

 
Nell’ambito delle prime attività, OPSV, con il supporto tecnico di realtà del settore come ABIVET (società benefit di servizi veterinari), ATAV (Associazione Tecnici Ausiliari Veterinari) e AniCura (network di ospedali e cliniche veterinarie specializzate nella cura degli animali da compagnia), ha realizzato una mappatura nazionale della figura del Tecnico Veterinario, contribuendo alla definizione del primo “golden standard” italiano per questa professione.

Un mercato in espansione: i numeri del settore
Il settore veterinario italiano vive una fase di espansione strutturale. Secondo i dati UnionCamere e InfoCamere, le imprese dedicate alla cura degli animali sono quasi raddoppiate negli ultimi dieci anni (+90,1%). Oggi il mercato ha un valore stimato di 1,3 miliardi di euro, con una crescita media annua del 7%.

Le strutture veterinarie private sono oltre 8.400 e rappresentano un sistema diffuso su tutto il territorio nazionale

Parallelamente, cresce anche la figura del Tecnico Veterinario:

circa 4.000 - 6.000 professionisti attivi

quasi il 50% concentrato nel Nord Italia

circa 16 tecnici ogni 100 veterinari
Un dato che evidenzia ancora un ampio margine di sviluppo rispetto agli standard europei.

Una professione sempre più centrale

Il Tecnico Veterinario rappresenta oggi una figura chiave nelle strutture veterinarie moderne: supporta il medico veterinario nelle attività cliniche e organizzative, contribuendo a migliorare l’efficienza operativa e la qualità del servizio. Nelle strutture più organizzate, l’integrazione del tecnico consente: una migliore gestione dei pazienti, maggiore continuità assistenziale e l’ottimizzazione dei tempi e delle risorse.

I dati evidenziano come modelli organizzativi basati sul lavoro in team possano generare anche un significativo impatto economico, con incrementi di produttività e ricavi fino al +36%

Formazione e accesso al lavoro

L’analisi OPSV, condotta su un campione di 519 professionisti rivela che nei percorsi formativi a forte impronta pratica:circa il 73% dei profili trova lavoro entro un mese, il 76% riceve un’offerta dalla struttura di tirocinio

Un dato che conferma come il settore veterinario rappresenti oggi uno dei pochi ambiti con un collegamento diretto tra formazione e inserimento lavorativo.

Verso un nuovo assetto: tra realtà indipendenti e modelli corporate

Il panorama veterinario italiano sta vivendo una profonda metamorfosi nei suoi assetti organizzativi. Da un lato troviamo il cuore pulsante del settore, composto da quel 98% di strutture indipendenti che garantiscono una presenza capillare su tutto il territorio. Dall'altro, stiamo assistendo all'ascesa delle realtà corporate: pur rappresentando oggi una nicchia (meno del 2% delle sedi), queste strutture riescono a generare quasi un quinto del fatturato totale del comparto. Il segreto di questo impatto risiede in una gestione industriale dei volumi e dei servizi, che sta accelerando l’evoluzione dell’intero settore verso modelli basati sul lavoro di squadra e su una forte integrazione di personale tecnico specializzato.

La sfida europea: colmare il gap per liberare il potenziale

Proprio il ruolo del tecnico veterinario rappresenta, a oggi, il vero spartiacque tra l’Italia e il resto d’Europa. Se guardiamo oltre confine, il confronto è impietoso: nel Regno Unito il rapporto è di un tecnico per ogni medico, mentre in Francia e Germania si attesta su uno ogni due. In Italia, invece, siamo ancora fermi a un rapporto di uno ogni 6 o 7 veterinari.

“Colmare questo divario non è solo una questione di numeri, ma una straordinaria opportunità di crescita. Secondo le proiezioni di OPSV, allinearsi agli standard europei significherebbe dare una spinta decisiva al sistema, portando nel medio periodo a una rete professionale di oltre 15.000 tecnici veterinari. Un salto di qualità che trasformerebbe radicalmente l'efficienza delle nostre cliniche e la qualità delle cure” conclude Albano.

L’Osservatorio Permanente Servizi Veterinari (OPSV) sarà presentato lunedì il 18 maggio 2026, in occasione del Career Day ABIVET via Etiopia, 19 Roma alle ore 10.30.

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