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Medicina di precisione, dalla malattia alla persona, il nuovo ruolo della diagnostica per immagini

Genetica, imaging quantitativo e IA stanno trasformando diagnosi e percorsi terapeutici. DOC (Diagnostica Obesi e Claustrofobici) punta su tecnologie differenti e accessibilità ad una diagnostica sempre più personalizzata, individuare l'esame appropriato considerando le caratteristiche della persona

printDi :: 07 ottobre 2026 15:36
medicina di precisione locandina

medicina di precisione locandina

(AGR) Non tutte le persone affette dalla stessa malattia presentano le medesime caratteristiche e rispondono allo stesso modo alle terapie. Età, patrimonio genetico, condizioni generali, ambiente e caratteristiche biologiche della patologia possono modificare evoluzione clinica e risposta ai trattamenti.

Da questa consapevolezza nasce la medicina di precisione. Secondo il National Cancer Institute statunitense, utilizza informazioni relative a geni, proteine, ambiente e stile di vita per contribuire alla prevenzione, alla diagnosi e alla cura. Non significa costruire una medicina diversa per ciascun individuo, ma identificare pazienti accomunati da determinate caratteristiche cliniche, biologiche o genetiche per scegliere strategie più mirate.

 
In questo processo la diagnostica per immagini assume un ruolo centrale. Una prospettiva nella quale si inserisce anche DOC – Diagnostica Obesi e Claustrofobici, in via Massaciuccoli 91 a Roma, dove differenti tecnologie vengono integrate con un principio fondamentale: individuare l'esame appropriato considerando il quesito diagnostico e le caratteristiche della persona.

DALL'ANATOMIA AI DATI: COME CAMBIA L'IMAGING

Radiografia, mammografia, ecografia, TAC, risonanza magnetica e PET utilizzano principi differenti e forniscono informazioni differenti. Non esiste quindi un esame migliore in assoluto, ma quello più appropriato rispetto all'organo, al sospetto clinico e al paziente.

Oggi, inoltre, le immagini non descrivono più soltanto forma e dimensioni. Tecniche avanzate consentono di studiare vascolarizzazione, metabolismo, perfusione e diffusione, mentre l'imaging quantitativo permette di misurare volume, densità e caratteristiche del segnale e confrontarle nel tempo.

In oncologia questo significa accompagnare l'intero percorso: individuazione e caratterizzazione della lesione, stadiazione, guida alla biopsia, pianificazione della terapia, controllo della risposta e ricerca delle recidive. Ecografia, TAC e, in specifiche situazioni, RM possono guidare il prelievo verso la parte più significativa di una lesione; modificazioni funzionali o metaboliche possono inoltre comparire prima della riduzione delle sue dimensioni e contribuire alla valutazione dell'efficacia delle cure.

RADIOMICA, RADIOGENOMICA E IA: L'IMMAGINE DIVENTA BIOMARCATORE

La radiomica utilizza sistemi informatici per estrarre dalle immagini caratteristiche quantitative – forma, volume, margini, struttura ed eterogeneità – alcune delle quali difficilmente riconoscibili a occhio nudo. L'obiettivo è sviluppare biomarcatori capaci di contribuire alla conoscenza del comportamento della malattia e della possibile risposta terapeutica.

La radiogenomica studia invece le associazioni tra caratteristiche dell'imaging e profilo genetico o molecolare. Non sostituisce biopsia e analisi genetica: può integrarle, offrendo informazioni sull'intera lesione e sulla sua eterogeneità.

A queste tecnologie si affianca l'intelligenza artificiale, già studiata per migliorare le immagini, ridurre artefatti e tempi di acquisizione, individuare aree sospette, effettuare misurazioni e confrontare esami successivi. Radiomica, radiogenomica e IA rimangono però legate a esigenze decisive di validazione, standardizzazione e controllo medico: l'algoritmo supporta il professionista, non lo sostituisce.

DOC: PERSONALIZZARE SIGNIFICA ANCHE RENDERE L'ESAME ACCESSIBILE

La medicina di precisione pone anche una questione molto concreta: l'esame appropriato deve poter essere realmente eseguito dal paziente.

Obesità, claustrofobia, conformazione corporea e difficoltà di posizionamento possono condizionare l'accesso alla risonanza magnetica. Secondo la sorveglianza PASSI coordinata dall'Istituto Superiore di Sanità, oltre quattro adulti italiani su dieci tra 18 e 69 anni presentano un eccesso ponderale. E uno studio pubblicato sul Journal of Magnetic Resonance Imaging su 4.821 pazienti ha registrato reazioni claustrofobiche nell'1,97% dei casi e interruzioni anticipate dell'esame nell'1,22%.

È su questo terreno che si sviluppa il modello di DOC di via Massaciuccoli 91, dove alla risonanza magnetica ad alto campo si affiancano sistemi di risonanza aperta, da utilizzare secondo indicazione e quesito diagnostico. Tecnologie differenti, non automaticamente intercambiabili, che permettono di considerare anche le caratteristiche fisiche e le difficoltà della persona.

«La medicina personalizzata non può fermarsi alla capacità della tecnologia di produrre informazioni sempre più sofisticate: deve renderle concretamente accessibili alle persone», sottolinea Maurizio Fratini, Amministratore Unico e Rappresentante dell'impresa DOC – Diagnostica Obesi e Claustrofobici. «Sul piano organizzativo significa mettere a disposizione tecnologie differenti e costruire percorsi che tengano conto anche della corporatura, della claustrofobia e delle difficoltà individuali. Innovazione e accessibilità devono procedere insieme».

L'APPROPRIATEZZA RESTA LA VERA MISURA DELL'INNOVAZIONE

Più tecnologia non significa automaticamente migliore assistenza. Esami non indicati possono determinare falsi positivi, reperti incidentali, ulteriori accertamenti, esposizione evitabile alle radiazioni o ai mezzi di contrasto, ansia e costi sanitari.

La medicina di precisione nasce invece dall'integrazione tra radiologia, clinica, anatomia patologica, genetica e biologia molecolare e dal confronto multidisciplinare. Al centro rimane il paziente, che deve conoscere finalità, benefici, rischi e alternative del proprio percorso.

Il futuro sarà sempre più caratterizzato dall'integrazione tra dati clinici, genetica, imaging quantitativo e intelligenza artificiale. Ma la medicina diventa realmente precisa non quando utilizza tutta la tecnologia disponibile: lo diventa quando sceglie l'informazione giusta, l'esame appropriato e il momento corretto per la persona che deve affrontarlo.

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