Medicina bio-rigenerativa, a Roma Primo Congresso Internazionale dal 29 al 30 maggio
Il Congresso si pone come momento di confronto tra esperienze diverse: dalle innovazioni tecnologiche dell'idrogenoterapia, della genetica e della medicina aerospaziale, alla vulnologia, riparazione tessutale ed esosomi, fino alle cellule staminali mesenchimali (MSC) e Plasma Ricco di Piastrine PRP

Foto di fernando zhiminaicela da Pixabay
(AGR) L'attuale evoluzione demografica, segnata dall'aumento dell'età media della popolazione e dalla crescente incidenza delle patologie degenerative, pone oggi la medicina di fronte a una trasformazione profonda: non più soltanto la gestione della malattia, ma il recupero della funzionalità biologica e della capacità rigenerativa dei tessuti. In questo scenario si inserisce la Medicina Bio-rigenerativa, disciplina emergente e interdisciplinare che integra ricerca scientifica, pratica clinica e tecnologie avanzate per promuovere la rigenerazione tissutale e il ripristino delle funzioni fisiologiche. Se ne parlerà al Primo Congresso Internazionale di Medicina Bio-Rigenerativa, organizzato da BIORI – Accademia Italiana di Medicina e Chirurgia Biorigenerativa, in programma il 29 e 30 maggio a Roma, nel Complesso Monumentale del Santo Spirito.
Dalle ultime innovazioni tecnologiche nel campo dell'idrogenoterapia, della genetica e della medicina aerospaziale, alla vulnologia, riparazione tessutale ed esosomi, fino all'utilizzo di cellule staminali mesenchimali (MSC) e Plasma Ricco di Piastrine (PRP), il Congresso si propone come momento di confronto tra esperienze e competenze diverse, con l'obiettivo di approfondire le basi scientifiche e le applicazioni cliniche delle bioterapie e, nei limiti consentiti, delle cellule staminali, delineando nuove prospettive terapeutiche per le condizioni degenerative e per una medicina sempre più orientata alla prevenzione e al benessere globale della persona.
Presidente Gatta, la popolazione italiana e quella mondiale stanno invecchiando e, con l'età, anche i tessuti tendono a degenerare...
"Sì, è una constatazione che si porta dietro già la risposta. È il risultato di una lenta ma costante evoluzione nello studio di una disciplina che non è una singola branca della medicina, ma piuttosto un ambito trasversale. Coinvolge l'ortopedia, che oggi ne è uno dei motori principali, ma anche la medicina estetica e la chirurgia plastica, intesa non solo in senso estetico, ma anche come ricostruzione di tessuti complessi, ad esempio dopo interventi oncologici importanti e demolitori. Su questo, durante il Congresso, avremo contributi di colleghi che lavorano quotidianamente proprio nella ricostruzione di tessuti colpiti da neoplasie rilevanti: quindi non si tratta soltanto della chirurgia plastica 'di tutti i giorni'".
Ma a che punto è la Medicina Bio-Rigenerativa nel nostro Paese?
"A livello internazionale- risponde Gatta- questa disciplina è molto più avanzata, soprattutto perché in molti Paesi gli investimenti nella ricerca sono decisamente superiori rispetto ai nostri. Noi in Italia siamo molto forti dal punto di vista tecnico e nella capacità di proporre protocolli, ma questi devono essere continuamente aggiornati con dati, studi e evidenze della letteratura internazionale. Da qui nasce l'idea di un congresso internazionale a Roma: per mettere in dialogo esperienze e competenze di Paesi anche inattesi, che possono offrire contributi molto significativi. Non solo Stati Uniti, che restano un punto di riferimento importante, ma anche realtà oggi emergenti o già pienamente emerse, come Brasile e India, dove la quota di PIL investita in ricerca sta producendo risultati davvero rilevanti. Questo confronto internazionale è stato uno dei motivi principali che ci ha portato a organizzare l'evento".
Presidente Gatta, quali saranno i principali temi affrontati al vostro Congresso internazionale?
"Tutti gli interventi - sottolinea- saranno di grande livello, abbiamo coinvolto specialisti di molte aree: fisiatri, ortopedici, medici dello sport, chirurghi plastici e altri ancora. Abbiamo organizzato una sessione dedicata all'innovazione, che è uno degli aspetti centrali del congresso. Tra i temi, ad esempio, c'è l'idrogenoterapia, un approccio in rapida evoluzione che potrebbe avere un ruolo importante nel prossimo futuro. È interessante notare come anche agenzie come l'Agenzia Spaziale Italiana e la NASA stiano già studiando applicazioni preventive in ambito astronautico: un segnale significativo del potenziale di questa tecnologia. Il professor Brandi, di Bologna, presenterà inoltre lavori sviluppati insieme a me sul tema della sicurezza di questi trattamenti, oggi in una fase ormai matura di applicazione clinica. Parleremo anche di terapie cellulari avanzate, come le piastrine attivate (PRP), ormai giunte a protocolli più evoluti e standardizzati, con procedure sempre più semplici da integrare nella pratica clinica quotidiana: dallo screening iniziale alla valutazione del paziente, fino alla scelta condivisa del trattamento più adeguato in base al profilo rigenerativo dei tessuti.
E poi, ancora, una sessione sarà dedicata alla vulnologia, cioè allo studio e al trattamento delle ferite complesse come quelle croniche, vascolari, da arteriopatie o da ustioni...
"Sì, in questo ambito utilizziamo anche brevetti di livello internazionale, con tecnologie che permettono, ad esempio, la formazione di una sorta di 'pelle sintetica' protettiva, impermeabile all'esterno, che può ridurre o eliminare la necessità delle medicazioni quotidiane. I risultati, soprattutto in combinazione con PRP e fattori di crescita, sono molto promettenti. Infine, un'ampia parte sarà dedicata all'ortobiologia, cioè all'ortopedia rigenerativa, dove si confronteranno esperienze sull'uso di PRP di nuova generazione, anche con l'aggiunta di componenti cellulari come linfociti, e sull'impiego di cellule mesenchimali derivate da tessuto adiposo o da osso corticale" conclude il Presidente dell'Accademia italiana di medicina e chirurgia Bio-rignerativa.
















