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Cinema e salute: al Gemelli un convegno con MediCinema conferma i benefici della cineterapia sui pazienti

Al Gemelli un convegno dedicato alla Cineterapia promosso da MediCinema Italia ETS nell’ambito della 21° Festa del Cinema di Roma. Obiettivo: rendere l'arte uno strumento ufficiale a supporto della salute e lo stanziamento di fondi dedicati.

printDi :: 23 ottobre 2026 15:53
Cinema e salute: al Gemelli un convegno con MediCinema foto da comunicato stampa

Cinema e salute: al Gemelli un convegno con MediCinema foto da comunicato stampa

(AGR) La “prescrizione dell’arte” ha ricevuto un’importante legittimazione istituzionale lo scorso 5 febbraio con l’approvazione in Conferenza Stato-Regioni di un Protocollo d'intesa siglato tra il Ministero della Cultura e il Ministero della Salute e mirato a rendere l'arte uno strumento ufficiale a supporto della salute, con l'istituzione di un comitato scientifico paritetico e lo stanziamento di fondi dedicati.

Durante il convegno  “La Cineterapia e Prescrizione Medica ” promosso da MediCinema Italia ETS  con Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS e Festa del Cinema di Roma 2026, rappresentati delle istituzioni, ricercatori e clinici si sono riuniti per parlare della cosiddetta “Arts on Prescription” , un modello di welfare che integra la fruizione di attività artistiche e culturali — musei, mostre, musica, teatro e cinema — all'interno dei percorsi di prevenzione e cura per il benessere psicofisico, un’importante declinazione è rappresentata dalla cineterapia che vede Fondazione Gemelli all’avanguardia e grazie alla collaborazione ormai decennale con MediCinema Italia  che ha realizzato una vera sala cinematografica all’interno del Policlinico, grazie anche al sostegno di The Walt Disney Company  Italia.

 
“La sala Medicinema è Un luogo magico all’interno del Gemelli.” lo ha definito Manuela Cacciamani, AD di Cinecittà, intervenuta al convegno “Cineterapia e Prescrizione Medica” continuando “Il cinema è fondamentale per raccontare alle persone nel mondo quello che succede in luoghi dove magari non andremo mai. Insieme a MediCinema c’è stata la volontà di coinvolgere i distributori per portare in sala i film in contemporanea con le sale cinematografiche”.

Daniele Piacentini, Direttore Generale di Fondazione Policlinico Gemelli IRCCS ha aggiunto:” È un modo concreto per prendersi cura delle persone anche dal punto di vista umano, psicologico e sociale; ringrazio dunque Disney Italia, Cinecittà, i registi, gli attori e i produttori che in diverse occasioni hanno dato il loro contributo per far sì che questo spazio fosse ricco di contenuti e donasse emozioni alle persone ricoverate nel nostro ospedale” –

“L’unione fa la forza – gli fa eco Fulvia Salvi, Presidente di MediCinema Italia – e la cosa più bella che abbiamo trovato al Gemelli è stata la voglia di innovare. La cineterapia è molto diversa dal puro intrattenimento: è una vera e propria cura complementare, integrata. E la sala di MediCinema è un vero e proprio ‘ambulatorio’, non solo un posto dove si offre intrattenimento.  E la ricerca del Policlinico Gemelli e dell'Università Cattolica è stato un elemento essenziale per dare dignità alla cineterapia e farne uno strumento di cura. Il grande lavoro in collaborazione con gli ospedali è modellizzare questo intervento per arrivare alla prescrizione sociale della cura con l'arte, compreso il cinema. Oggi dimostriamo a tutti gli effetti, grazie alla ricerca clinica, i benefici e l’impatto che il cinema può avere nel sostegno di cura. La sala cinema è a tutti gli effetti un ambulatorio”.

Importante anche l’endorsement alla cineterapia arrivato dalla Ministra per le Disabilità Alessandra Locatelli. “I medici dovrebbero prescrivere sempre di più terapie di questo tipo, che accompagnino quelle classiche e ordinarie. Parlare del cinema come terapia può avvicinare a un percorso importante tanti bambini, ragazzi e adulti con patologie complesse, attivando attraverso le immagini e le emozioni una forte reattività e la voglia di farcela.”

L’evento ha acceso i riflettori sull’evoluzione della normativa e delle sinergie istituzionali, in particolare dopo l’approvazione del Protocollo d’Intesa tra Ministero della Cultura e Ministero della Salute sulla “Prescrivibilità dell’Arte”.

Per la Dott.ssa Maria Teresa Di Natolo (Dipartimento One Health - Ministero della Salute): «Il concetto di salute è complesso e va ben oltre il luogo di cura: inizia prima, nella famiglia, nei luoghi di istruzione e attraverso le attività culturali. Con il protocollo d'intesa Cultura e Salute, la cultura entra ufficialmente nel perimetro delle politiche sanitarie come risorsa integrata e valutabile attraverso la prescrizione sociale»

Ha fatto eco il Prof. Giovanni Capelli, Direttore del Centro Nazionale Prevenzione dell’Istituto Superiore di Sanità: “Il contributo delle arti nella prevenzione e promozione della salute è confermato da oltre 3.000 studi scientifici internazionali. Costituire un gruppo di lavoro tra Ministero della Cultura, Ministero della Salute e ISS serve a raccogliere le esperienze, ridurre la frammentazione e misurare l’impatto reale”.

La cineterapia ha dimostrato di ridurre ansia e depressione e consente una migliore gestione dello stress grazie all’effetto ‘pausa’; assistere in compagnia alla proiezione di un film rappresenta un’occasione di socializzazione, mentre la visione ‘guidata’ di un film aiuta a riconoscere e ad elaborare meglio le proprie emozioni e i temi esistenziali.

L’aspetto istituzionale legato all’audiovisivo è stato ribadito dal Dott. Angelo Cagnazzo (Dirigente Direzione Generale Cinema – MIC): “L’iniziativa di inserire contributi per il potenziamento delle sale cinematografiche nelle strutture sanitarie è stata fortemente voluta dal Ministero della Cultura. Immaginare un protocollo d’intesa con il Ministero della Salute serve a istituzionalizzare questo percorso, conferendogli solidità e concretezza”.

Ma è necessario ‘misurare’ questi benefici attraverso la ricerca e il Gemelli è all’avanguardia in questo tipo di attività, grazie proprio alla collaborazione con MediCinema. “In questi dieci anni – ricorda la professoressa Maria Antonietta D’Agostino, vice-direttore scientifico di Fondazione Gemelli IRCCS - MediCinema ha offerto ai nostri pazienti la proiezione di oltre mille film in questa sala, una vera e propria terapia del sollievo. Dal 2021 conduciamo studi clinici no-profit per testare l'effetto reale della cineterapia. Dalle pubblicazioni scientifiche emerge che l'empatia migliora, ansia e sintomi depressivi diminuiscono e si ottengono migliori strategie di coping. Integrare il cinema nella terapia permette ai pazienti di accettare meglio la patologia e di ricevere in modo più efficace le cure”.

Infatti dal 2021, a questa preziosa attività, si è affiancata anche quella di ricerca, grazie alla psicologia clinica, con il gruppo della professoressa Daniela Chieffo Direttrice Unità di Psicologia Clinica - Fondazione Policlinico Gemelli che ha affermato: “I risultati scientifici evidenziano che la visione di un film consente ai pazienti un tempo di sospensione in cui richiedono persino meno terapie analgesiche per il dolore. Il cinema restituisce al corpo malato una sensazione di esistenza, favorendo la condivisione e la riattivazione della memoria».

Sull'importanza del gruppo nell'elaborazione emotiva si è soffermata la Prof.ssa Marianna Mazza, Dirigente dell'Unità di Psichiatria Clinica d'Urgenza. «La cineterapia di gruppo ha un'efficacia fortissima perché permette di vivere l'immersione nel film e successivamente di rielaborare insieme le emozioni provate. Nello studio su ansia e depressione femminile 'CinEmotion', abbiamo dimostrato che la cineterapia si attesta come un'efficace terapia complementare validata dalla ricerca».

 La domanda al centro degli studi clinici già completati e di quelli in fase di realizzazione è “come testare gli effetti della CineTerapia per poter arrivare alla sua prescrivibilità?” I
 punti nodali da sviluppare per rispondere a questa domanda sono l’elaborazione di protocolli standard (selezione dei film, numero di ‘sedute’, figure professionali in sala), la condivisione nei diversi centri interessati dai progetti di ricerca le stesse scale validate e gli stessi biomarcatori per avere degli esiti misurabili comuni e la creazione di una rete di ricerca per effettuare studi multicentrici con gruppi di controllo.

Oltre agli aspetti clinici e sociali, la discussione ha messo in luce la sostenibilità economica e l’impatto positivo dell’approccio integrato sull’intero Sistema Sanitario Nazionale.

Sull’impatto economico si è espresso il Prof. Vincenzo Valentini, Direttore del Centro Eccellenza Oncologia dell’Ospedale Gemelli Isola: “Se dimostriamo che la cineterapia riduce sintomi come ansia o nausea, oltre al beneficio umano otteniamo un valore economico ed assistenziale enorme per l’intero sistema sanitario”.

Valutazione confermata dal Prof. Antonio Giulio De Belvis, De Belvis, professore associato di  Igiene generale e applicata all’Università Cattolica e responsabile UOC di Percorsi e Valutazione Outcome Clinici del Policlinico Gemelli: “valutare l’impatto del social prescribing significa anche considerare il benessere dei team assistenziali e il risparmio economico per il Sistema Sanitario Nazionale. Le strutture leader devono farsi promotrici di reti nazionali sul social prescribing”.

Infine, il Prof. Giuseppe Fioroni, Vicepresidente della Fondazione Gemelli, ha concluso: “Il nostro obiettivo fondamentale è avere cura di coloro che curiamo non solo dal punto di vista della malattia organica, ma anche dello spirito”.

A chiusura del convegno è stato proiettato in anteprima il documentario “CINETERAPIA – Quando il cinema diventa cura”, prodotto da Cinecittà e diretto da Tommaso Deboni. La pellicola illustra come la fruizione delle immagini interagisca con il cervello e come la visione guidata da terapeuti esperti, quali psichiatri e psicoterapeuti, si trasformi in un efficace percorso cognitivo-comportamentale capace di supportare i pazienti nel superamento delle proprie criticità, confermando il ruolo del cinema come strumento integrato fondamentale all’interno dei piani di cura.

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