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Giornata Mondiale della Salute Mentale: Stress da lavoro e "Quiet Quitting": quando la rabbia silenziosa si trasforma in malattia

L'analisi della psicoterapeuta Giovanna Marino sul malessere nei contesti professionali: dallo spegnimento emotivo alle nuove frontiere del Biohacking per resettare il sistema nervoso

printDi :: 03 ottobre 2026 19:50
10  ottobre 2026 Giornata Mondiale della Salute Mentale

10 ottobre 2026 Giornata Mondiale della Salute Mentale

(AGR) Dallo spegnimento mentale alla fuga in malattia

Il distacco emotivo sul posto di lavoro non deve essere confuso con la pigrizia o con un disimpegno di tipo etico. Al contrario, esso rappresenta l'evoluzione di una rabbia silenziosa accumulata nel tempo, spesso alimentata da aspettative disattese o da una cronica mancanza di valorizzazione all'interno del proprio ruolo. Quando il carico mentale supera la soglia di tolleranza, le risposte individuali tendono a polarizzarsi in due fasi interconnesse: lo spegnimento emotivo e la fuga fisica.

 
Inizialmente, il lavoratore tenta di difendersi riducendo la disponibilità oraria ed evitando i compiti straordinari. Tuttavia, a lungo andare, la pressione psicologica non svanisce, ma tende a somatizzarsi, trasferendosi dalla mente al corpo. È in questa fase che insorgono disturbi precisi:

  • Insonnia anticipatoria
  • Stanchezza cronica priva di ristoro
  • Emicranie frequenti e forti tensioni gastriche

L'assenteismo ricorrente per malattia diventa così l'ultima linea di difesa biologica e protettiva. L'assenza temporanea si trasforma nell'unico scudo sociale e legale a disposizione dell'individuo per recuperare le energie prima che si verifichi un crollo definitivo o l'esordio di un burnout conclamato.

Resettare il sistema: le frontiere del Biohacking dello Stress

Per spezzare questo circolo vizioso, le più recenti frontiere delle neuroscienze applicate al lavoro parlano oggi di Biohacking del sistema nervoso. Si tratta di un insieme di micro-tecniche di neuro-regolazione mirate a resettare il cervello direttamente alla scrivania, spegnendo l'allarme dello stress in pochi secondi.

Il focus clinico si concentra sul condizionamento del nervo vago, considerato l'interruttore biologico del rilassamento, attraverso brevi stimolazioni termiche e respiratorie. Tra le raccomandazioni di comprovata efficacia neurobiologica rientrano l'utilizzo del sospiro ciclico e l'esposizione controllata a sbalzi di temperatura sul viso. Questi rapidi interventi permettono al lavoratore di riprendere il controllo del proprio corpo, abbassando la frequenza cardiaca e impedendo alla rabbia di accumularsi fino a trasformarsi in sintomo cronico.

L'importanza di chiedere aiuto prima del crollo

Riconoscere i primi segnali del disimpegno e della necessità di isolarsi è il passo più cruciale per tutelare la salute. Nessun lavoratore dovrebbe affrontare questo percorso in solitudine o attendere che il corpo imponga un arresto forzato.

In merito all'importanza della prevenzione e del supporto clinico nei contesti professionali, la Dott.ssa Giovanna Marino, Psicologa e Psicoterapeuta cognitivo-comportamentale, sottolinea:

“Aprirsi al confronto con professionisti della salute mentale e utilizzare gli spazi di ascolto e orientamento presenti sul territorio sono passaggi fondamentali per decodificare la fonte di stress, superare l'isolamento e ritrovare serenità e dignità. Il benessere psicologico non può più essere considerato un lusso accessorio, bensì un diritto fondamentale da difendere e coltivare, sia per la tutela del singolo individuo, sia per la salute delle intere comunità di cui facciamo parte”.

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