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Porto Civitavecchia, a rischio 23 milioni per elettrificazione banchine: l'allarme di D'Antò (M5S)

Il Governo Meloni avrebbe revocato i fondi per il cold ironing a Civitavecchia. Il consigliere regionale Enzo D'Antò: "Lavori già iniziati, imprese e lavoratori rischiano di non essere pagati. Salvini faccia chiarezza".

printDi :: 13 ottobre 2026 09:55
Porto Civitavecchia: a rischio 23 milioni elettrificazione banchine

Porto Civitavecchia: a rischio 23 milioni elettrificazione banchine

(AGR) Fondi elettrificazione porto: l'attacco del M5S al Governo

Le risorse destinate al progetto di cold ironing sembrano essere sparite dai piani di finanziamento centrali. "Chiediamo di sapere se i fondi siano stati effettivamente revocati o rimodulati", dichiara Enzo D'Antò.

 
Il consigliere del M5S solleva una questione cruciale legata alla copertura delle opere e al saldo delle prestazioni: "Alcuni lavori sono già iniziati e ci sono imprese che rischiano di non essere pagate per interventi già eseguiti. Le aziende hanno sostenuto costi e assunto impegni economici".

Vincenzo (Enzo) D'Antò – Consigliere regionale del Lazio per il Movimento 5 Stelle ex assessore a Civitavecchia

Vincenzo (Enzo) D'Antò – Consigliere regionale del Lazio per il Movimento 5 Stelle ex assessore a Civitavecchia

Imprese e lavoratori a rischio a Civitavecchia

Lo stop ai finanziamenti rischia di tradursi in una crisi occupazionale e d'impresa per il territorio laziale. Secondo l'esponente del Movimento 5 Stelle, scaricare l'incertezza finanziaria sulle spalle del tessuto produttivo locale è inaccettabile.

I cantieri aperti richiedono garanzie immediate per evitare il congelamento dei pagamenti alle maestranze e lo stop definitivo dei lavori di adeguamento infrastrutturale dello scalo.

L'impatto ambientale dello stop al cold ironing

L'elettrificazione delle banchine rappresenta lo snodo fondamentale per l'abbattimento dell'inquinamento atmosferico nell'area portuale. Il sistema permette alle navi ormeggiate di spegnere i motori termici e collegarsi alla rete elettrica di terra.

"È un investimento importante per la salute e l'ambiente di Civitavecchia, un territorio che ha già pagato un prezzo elevato sul fronte ambientale", rimarca D'Antò, evidenziando il danno per la salute pubblica derivante da un eventuale fallimento del progetto.

Richiesta di chiarimenti al Ministro Salvini

Il Movimento 5 Stelle chiama in causa direttamente il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L'obiettivo è ottenere risposte rapide sulla rimodulazione delle risorse per il porto di Civitavecchia.

"Chiediamo al Governo Meloni, al ministro Salvini e ai rappresentanti del centrodestra di fare chiarezza. Occorre sapere quali risorse siano effettivamente disponibili, e come e quando verranno garantiti i pagamenti per le opere già eseguite", conclude D'Antò.

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