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Decreto Rilancio: ennesima dimenticanza per le vittime del dovere e per gli Eroi dell'emergenza COVID

printDi :: 11 luglio 2020 19:28
Emanuela Piantadosi, Presidente dell'Associazione vittime del dovere

Emanuela Piantadosi, Presidente dell'Associazione vittime del dovere

(AGR) Che l’attenzione destinata alle Vittime del Dovere fosse mutevole o, ancora meglio, a tempo, lo sapevamo già, ma che addirittura si dovesse assistere all’ennesima illusione, nonostante mesi di atroci sofferenze che hanno coinvolto la nostra Nazione, ciò ci lascia semplicemente basiti.

Alcune voci in questi ultimi giorni osannano i provvedimenti inseriti a favore degli eroi dell’emergenza Covid19  all’interno del Decreto Rilancio ma, alla resa dei conti e soprattutto, alla lettura delle carte, non pare ci sia molto da gioire.

Come Associazione avevamo diffuso in data 19 marzo un comunicato stampa di sensibilizzazione del Governo e dell’opinione pubblica sul tema del riconoscimento delle tutele previste per le Vittime del Dovere anche per il personale sanitario ( medici, infermieri, Oss) e per gli appartenenti alle Forze dell’Ordine e Forze Armate che durante il servizio in occasione della pandemia sono periti a causa COVID19, in nome del loro alto sacrificio per la Nazione. Successivamente in data 7 aprile 2020 avevamo fatto pervenire al Presidente del Consiglio, ai Ministri competenti, nonché al Ministro delle Finanze, proposte emendative alla Legge di conversione del Decreto Cura Italia (primo strumento legislativo straordinario adottato dall’Esecutivo durante l’emergenza sanitaria) sia sollecitando provvedimenti della progressiva equiparazione delle Vittime del Dovere a quelle del Terrorismo, sia proponendo il riconoscimento di status per le Vittime del Covid decedute, in quanto operative e in prima linea per il Paese.

Precisando per quest’ultime, la coerenza e la pertinenza di un tale provvedimento emendativo già attribuito in passato al personale sanitario, sacrificatosi nell’adempimento della propria missione, quale esempio delle più alte virtù civiche. Infatti, avevamo ritenuto opportuno presentare un articolo che semplificasse il riconoscimento per la specifica ipotesi e che prestasse attenzione al reperimento di idonee risorse finanziarie per garantire un equo ristoro a tutte le Vittime del Dovere. Ovviamente nessuno dei Ministeri interpellati ha riscontrato alcunché, nonostante gli struggenti discorsi tenuti nell’immediatezza dei fatti in circostanze pubbliche.

Stessa sorte spetta alla formulazione originaria del Decreto-legge di conversione del Decreto Rilancio dove nulla era previsto né per il personale sanitario per le Vittime del Dovere.

Non sono mancati i tentativi di inserire degli emendamenti al testo di Legge, per rimediare alla svista, tanto che in Commissione Bilancio della Camera dei Deputati sono stati presentati ben tre emendamenti.

Il primo volto a includere tra le Vittime del Dovere il personale appartenente alle Forze di Polizia a ordinamento civile, a ordinamento militare e al corpo nazionale dei vigili del fuoco, deceduti a seguito di contagio da COVID-19 (Proposta emendativa 23.11, presentata dagli Onorevoli Prisco Emanuele, Trancassini Paolo, Rampelli Fabio, Lucaselli Ylenja) .

Certo, l’invalidità permanente non viene considerata e l’estensione avrebbe effetto solo per i deceduti, però èun primo passo pregevole, se si pensa alla difficoltà che potranno incontrare queste persone nell’ottenere lo status di Vittima in ragione di un’emergenza sanitaria non certo contemplata all’origine dalla norma.

Come più volte ripetuto gli Operatori delle Forze dell’Ordine e delle Forze Armate potrebbero comunque rientrare nella normativa senza alcuna modifica alla legge originaria, ma data la tendenza a restringere le maglie dei riconoscimenti, avrebbe comunque fatto comodo un aiuto.

Il secondo e il terzo emendamento, molto simili tra loro, prevedevano l’Estensione dei benefici previsti per le vittime del dovere ai medici, agli operatori sanitari agli infermieri, agli operatori socio-sanitari e agli altri lavoratori di strutture sanitarie e socio-sanitarie deceduti in conseguenza del contagio da COVID-19 (Proposta emendativa 16.06, presentata dagli Onorevoli Gelmini Mariastella, Russo Paolo, Prestigiacomo Stefania, Mandelli Andrea, D'Ettore Felice Maurizio, Occhiuto Roberto, Cannizzaro Francesco, Pella Roberto, D'Attis Mauro nonché proposta emendativa 23.022, presentata dagli Onorevoli Comaroli Silvana Andreina, Garavaglia Massimo, Bellachioma Giuseppe Ercole, Cattoi Vanessa, Cestari Emanuele, Frassini Rebecca, Gava Vannia, Tomasi Maura).

Comunque, nel corso dell’ultima seduta della V Commissione Permanente Bilancio, tesoro programmazione del 2 luglio scorso, è stato espresso parere contrario sul primo emendamento, nonostante fosse stato accantonato in attesa di una riformulazione da parte del Governo, che pare non essere mai pervenuta.

Invece sono stati approvati gli emendamenti Gelmini 16.06 e Comaroli 23.022 chiedendone però una riformulazione.

L’attuale articolo 16 bis del Decreto Rilancio prevede l’ Estensione dei benefici di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 23 novembre 1998, n. 407, ai medici, agli operatori sanitari, agli infermieri, agli operatori socio-sanitari e agli altri lavoratori nelle strutture sanitarie e socio-sanitarie vittime (sia per decesso sia per l’invalidità permanente) del contagio da COVID-19.

Appare subito evidente che la portata dell’emendamento originario, oltre a dimenticare il “personale appartenente alle Forze di Polizia a ordinamento civile, a ordinamento militare e al corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, deceduti a seguito di contagio da COVID-19” ha decisamente ridimensionato la tutela promessa al personale sanitario.

Infatti, l'articolo 16-bis estende esclusivamente la disciplina specifica sul collocamento obbligatorio prevista per le Vittime del Dovere, del terrorismo e della criminalità organizzata.

Questo provvedimento rasenta il ridicolo, se si considerano le nostre recenti lotte affinché tale diritto risulti fruibile dalle Vittime stesse e la corrispettiva tendenza alla riduzione dell’ambito di applicazione della norma operata dal Governo.

Il problema è antico, perché il collocamento mirato non funziona:

- La quota di riserva assolutamente risibile pari all’1% è satura e si riferisce non solo alle Vittime del Dovere, terrorismo e criminalità organizzata, ma anche ai caduti sul lavoro, alle vittime di violenza, ai testimoni di Giustizia, agli invalidi di guerra e di servizio, in perenne lotta nonostante la drammaticità delle loro vicende personali.

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