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Roma, maxi sequestro della Polizia per 2 milioni di euro, disposto dal Tribunale per riciclaggio auto

Le imprese coinvolte avrebbero dissimulato le operazioni commerciali intracomunitarie con un acquisto fittizio all’estero. In tal modo si sarebbero sottratte al versamento dell’imposta, avvalendosi illecitamente della causa di esclusione prevista per gli acquisti di veicoli usati

printDi :: 06 maggio 2026 12:23
Roma, maxi sequestro della Polizia per 2 milioni di euro, disposto dal Tribunale per riciclaggio auto

(AGR) È in corso un’operazione della Polizia di Stato di Roma volta all’esecuzione di un provvedimento di sequestro di beni finalizzato alla confisca emesso, ai sensi della normativa antimafia, dal Tribunale di Roma – Sezione Misure di Prevenzione -, su proposta avanzata dal Questore di Roma.

L’attività si inserisce nell’ambito della strategia di contrasto all’accumulazione dei patrimoni di origine illecita, con la duplice finalità di disarticolare in maniera radicale le organizzazioni criminali mediante la sottrazione delle ricchezze e di liberare l’economia legale dalle infiltrazioni della criminalità.

 
Dall’alba di questa mattina, sono in campo agenti della Divisione Anticrimine della Questura di Roma, dei Commissariati Casilino, Lido e Frascati, del Gabinetto Provinciale Polizia Scientifica del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e del Compartimento Polizia Stradale Lazio-Umbria.

Il provvedimento ha riguardato un notevole compendio patrimoniale dal valore di circa 2 milioni di euro, composto da due società aventi le proprie sedi a Roma e Pomezia -  attive rispettivamente quali agenzia per il disbrigo di pratiche auto e centro revisione di autovetture- cinque unità immobiliari situate in Roma, zona Borghesiana, Finocchio e Montecompatri, e cinque terreni a Frascati, riconducibili ad un sessantatreenne romano, inserito in elevati contesti criminali dediti al riciclaggio di autovetture.

L’indagine patrimoniale svolta ha consentito di evidenziare la collaudata ed incessante operatività del proposto nel settore di disbrigo di fittizie pratiche funzionali alla nazionalizzazione ed immatricolazione di veicoli usati, intestati a “privati”, con l’obiettivo di eludere la normativa in tema di versamento dell’I.V.A.

Le imprese coinvolte dissimulerebbero le loro operazioni commerciali intracomunitarie con un acquisto fittizio all’estero. In tal modo, dunque, si sottraevano al versamento dell’imposta, avvalendosi illecitamente della causa di esclusione prevista per gli acquisti di veicoli usati effettuati in altri Stati Membri dell’UE fuori dall’esercizio di imprese, arti e professioni.

L’odierno proposto, rivestendo la qualifica di pubblico ufficiale, in quanto delegato per lo Sportello Telematico dell’Automobilista, attraverso l’esercizio dell’attività d’impresa, agevolava l’immatricolazione in Italia di veicoli provenienti dal mercato principalmente spagnolo e tedesco, risultati da una attività di immagine radiati dai relativi elenchi che ne abilitavano la circolazione e, dunque, di fatto inesistenti.

Sulla base delle risultanze investigative economico-patrimoniali, il Tribunale ha ritenuto sussistenti gli elementi per qualificare il proposto quale soggetto socialmente pericoloso. Quest’ultimo è risultato disporre direttamente o indirettamente di un compendio patrimoniale di ingente valore, stimato in circa 2 milioni di euro.

Il decreto di sequestro è stato disposto ai sensi del d.lgs. n. 159/2011, in attesa del contraddittorio che avrà luogo nell’ambito del relativo procedimento di prevenzione, volto alla verifica della sussistenza dei presupposti per la confisca dei beni.

foto archivio AGR sequestri polizia

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