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Priorità alla scuola, mobilitazione in 23 città, recovery fund anche per la scuola pubblica

Domani 25 gennaio Priorità Alla Scuola, insieme ai COBAS Scuola, organizza presidi, manifestazioni e assemblee pubbliche in 23 città italiane. Chiedono un adeguato finanziamento della scuola pubblica tramite il Recovery Fund

printDi :: 24 gennaio 2021 20:02
Priorità alla scuola, mobilitazione in 23 città, recovery fund anche per la scuola pubblica

(AGR) scuola. domani priorità alla scuola organizza mobilitazioniin 23 città per chiedere fondi del recovery fund per la scuola pubblica

scuola. domani priorità alla scuola organizza mobilitazioni in 23 città per chiedere fondi del recovery fund per la scuola pubblica

A Roma appuntamento dalle 16 davanti al Ministero dell’Istruzione in viale Trastevere

Le città coinvolte: Firenze, Milano, Roma, Bologna, Genova, Napoli, Cremona, Prato, Bari, Massa Carrara, Salerno, Modena, Reggio Emilia, La Spezia, Pisa, Trieste, Mantova, Catania, Siracusa, Ancona, Vicenza, Padova, Venezia

Il 25 gennaio Priorità Alla Scuola, insieme ai COBAS Scuola, organizza presidi, manifestazioni e assemblee pubbliche in 23 città italiane davanti agli Uffici scolastici regionali e provinciali, e a Roma davanti al MIUR, per chiedere un adeguato finanziamento della scuola pubblica tramite il Recovery Fund affinché gli slogan sulla Next Generation non siano solo retorica politica. Aderiscono alla mobilitazione anche FLC-CGIL, UIL, CNPS, Rifondazione Comunista, Potere al Popolo. Il 25 gennaio è il giorno in cui chiudono le iscrizioni alle scuole per l'anno scolastico 2021-22.

"Questa data - si legge in una nota stampa del movimento - rappresenta l'occasione giusta per porre fine alle cosiddette “classi pollaio”, la riduzione del numero di alunni per classe è una condizione prioritaria per garantire una scuola di qualità per tutti, insieme all'incremento degli spazi scolastici e dell’organico di docenti e personale ATA. La pandemia ci ha insegnato che le classi non devono essere sovraffollate e che le scuole necessitano di maggiori spazi e diffusi nel territorio anziché di enormi plessi che attirano un bacino di utenza troppo ampio.È necessaria una completa inversione di tendenza rispetto agli ultimi decenni: come per la sanità pubblica, la pandemia ha avuto l'effetto di certificare la dissennatezza dello smantellamento di tutti i servizi pubblici, che si traduce in riduzione di diritti fondamentali di cittadinanza.

Si chiede la revisione immediata dei criteri per la formazione delle nuove classi, fissando a venti il tetto massimo di studenti per classe e investimenti dedicati alla riduzione significativa del numero di alunni per classe con il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA e la tempestiva stabilizzazione degli insegnanti precari.

Inoltre, si chiede:

- il potenziamento del trasporto locale dedicato agli studenti;

- screening costanti in tutte le scuole superiori sul modello della Regione Toscana;

- un accesso rapido ai tamponi per tutta la popolazione scolastica e un tracciamento efficace all'interno delle scuole;

- l'inserimento del personale scolastico ad alto rischio come prioritario nella fase 1 dell’agenda vaccinale;

- l'investimento finanziario di fondi del Recovery Fund e della legge di Bilancio per una riduzione significativa del numero di alunni per classe e per il conseguente ampliamento dell’organico docenti e ATA, con una tempestiva stabilizzazione dei precari;

- l'investimento finanziario di fondi del Recovery Fund e della legge di Bilancio per l’edilizia scolastica;

- il ripristino delle infermerie in tutte le scuole.

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