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Dl Rilancio, un articolo nega l'altro e il Governo "dimentica" le indennità di aprile e maggio per i liberi professionisti

La questione sollevata da Adepp (Casse private): basta disattenzioni, ora chiediamo una correzione. Puglisi (sottosegretario al Lavoro): punti che possono essere integrati o migliorati

printDi :: 25 maggio 2020 18:57
Dl Rilancio, un articolo nega l'altro e il Governo dimentica le indennità di aprile e maggio per i liberi professionisti - Foto di fauxels da Pexels

Dl Rilancio, un articolo nega l'altro e il Governo "dimentica" le indennità di aprile e maggio per i liberi professionisti - Foto di fauxels da Pexels

(AGR) Norme contraddittorie che producono un autentico cortocircuito. Sono le misure contenute nel testo del decreto Rilancio che stanno mandando in fibrillazione gli iscritti alle casse di previdenza private: un primo articolo, il 78, rifinanzia la misura di marzo anche per aprile e maggio, un altro articolo il numero 86, rende l’indennizzo già erogato a marzo incompatibile con quello dei mesi successivi. Una disattenzione, un "refuso" che sta bloccando però le procedure per il pagamento dell'indennità esentasse di 600 euro prevista per aprile e maggio e per il quale lo Stato ha stanziato complessivamente 1 miliardo e 150 milioni di euro.

Dalla lettura testuale dell'articolo 86 emerge chiaramente che se un libero professionista ha incassato i 600 euro per il mese di marzo in base all'art. 44 del Decreto legge Cura Italia 17 marzo 2020 n. 18, modificato in parte dall'art. 78 del Decreto legge Rilancio, non potrebbe più incassare l'indennità di 1.200 euro complessivi previsti per i due mesi di aprile e maggio 2020. Una situazione subito denunciata da Adepp, che rappresenta 20 Casse di previdenza privata e oltre 2milioni di professionisti: «Da un lato il Governo ha rifinanziato gli indennizzi statali per i mesi di aprile e di maggio – dice il presidente Alberto Oliveti – dall’altro un codicillo ha stabilito che chi ha preso i 600 euro a marzo, non potrà ottenerli nei mesi a venire. Confidiamo che si tratti di un errore materiale e a tal proposito abbiamo chiesto chiarimenti ai ministeri e un’eventuale correzione». In realtà, stando a quanto riportato da Adepp la questione dei 600 euro non è l'unico tema che continua a rendere teso il rapporto tra il Governo, alle prese anche con le pastoie burocratiche che ne rallentano l'azione e il mondo dei liberi professionisti: «Lamentiamo disattenzione anche sul fronte fiscale, perché vorremmo che l’esenzione fiscale applicata ai 600 euro statali (cioè erogati dall'Inps per i lavoratori autonomi ndr) venga riconosciuta ai sussidi autonomi e aggiuntivi delle Casse. Nelle more proporremo interpello all’Agenzia delle Entrate».

Intanto un timido segnale di apertura sembra arrivare dalla compagine governativa. Partecipando a un incontro promosso dall’Istituto Nazionale Esperti Contabili, Francesca Puglisi, sottosegretario al ministero del Lavoro ha infatti lasciato intendere che interventi sul decreto Rilancio siano possibili: «Ci sono diversi punti che possono essere integrati o migliorati e in questo l’aiuto e il confronto con i professionisti è fondamentale. Come ad esempio il tema dell’esclusione dei professionisti stessi da misure a fondo perduto che auspico possa essere corretto dal Parlamento in sede di conversione del decreto in legge».

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