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Coronavirus: Inail, più di 28mila lavoratori contagiati, è il tributo di chi è in prima fila negli ospedali. 98 i casi mortali

printDi :: 03 maggio 2020 16:49
Coronavirus: Inail, più di 28mila lavoratori contagiati, è il tributo di chi è in prima fila negli ospedali

Coronavirus: Inail, più di 28mila lavoratori contagiati, è il tributo di chi è in prima fila negli ospedali

(AGR) Tra febbraio e aprile in Italia si sono registrati più di 28mila contagi tra i lavoratori impegnati in prima fila negli ospedali a contrastare il Covid 19. I numeri sono quelli registratati dall'Inail, l'Istituto contro gli infortuni sul lavoro. Scorrendo le tabelle emerge che quasi la metà dei contagiati (45,7%) riguarda infermieri e altri tecnici della salute, seguiti da operatori socio-sanitari (18,9%), medici (14,2%) e operatori socio-assistenziali (6,2%). I casi mortali sono stati 98, pari a circa il 40% del totale dei decessi segnalati all’Istituto nel periodo preso in esame.

L'importanza del Report la spiega il presidente dell’Inail, Franco Bettoni: «Con l’avvio della fase 2 dell’emergenza, continueremo a monitorare l’andamento delle denunce di contagio sul lavoro da nuovo Coronavirus, anche allo scopo di ricavare informazioni utili per fornire indicazioni sulle misure di prevenzione da adottare con la graduale ripresa delle attività produttive. Nel frattempo, tutti i casi accertati di infezione contratta in occasione di lavoro e in itinere continueranno a essere tutelati dall’Istituto come infortuni, già a partire dal periodo di quarantena».

Nel dettaglio il 71,1% dei contagiati sul lavoro sono donne e il 28,9% uomini, con un’età media di poco superiore ai 46 anni (46 per le donne, 47 per gli uomini). Tra gli infermieri e gli altri tecnici della salute, in particolare, più di tre denunce su quattro sono relative a lavoratrici. Il 12,6% dei casi riguarda invece lavoratori stranieri, tra i quali la percentuale delle donne è pari all’80%. Concentrando l’attenzione sui 98 casi mortali denunciati, il rapporto tra i generi si inverte. I decessi dei lavoratori, infatti, sono stati 78, quelli delle lavoratrici 20, con un’età media pari a 58 anni sia per gli uomini che per le donne.

A leggere le pagine del comunicato emerge anche un paradosso: alcune tra le categorie più a rischio non rientrano nella platea degli assicurati (e quindi sono fuori dai conteggi ufficiali). E' il caso «di categorie particolarmente esposte al rischio di contagio, come quelle dei medici di famiglia, dei medici liberi professionisti e dei farmacisti». Un paradosso (e un dramma) che ha riproposto il tema dell'estensione della copertura obbligatoria e e che ha portato l'Inail a costituire un gruppo di lavoro con le federazioni dei medici «per studiare la possibilità di estendere la nostra copertura ai medici liberi professionisti e convenzionati».

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