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Atac, appalti pulizie e sanificazione :“Dopo sit-in azienda ci ha ascoltato, auspichiamo soluzione rapida”

“Faremo tutto il possibile affinché non siano i lavoratori a pagare il prezzo della situazione: parliamo di persone che in questo momento svolgono un’attività delicata e di fondamentale importanza”

printDi :: 05 marzo 2021 20:49
ATAC

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(AGR) “A seguito del sit-in che si è tenuto ieri, di fronte alla sede centrale di Atac in via Prenestina, per evitare i licenziamenti dei lavoratori "scomparsi" dagli elenchi allegati al bandi di gara, Atac ci ha ricevuto ed ha ascoltato le nostre ragioni: abbiamo ribadito che è inaccettabile che la successione di aziende nella gestione del servizio di pulizia e sanificazione degli autobus sia la causa della perdita di 15 posti di lavoro, consentendo che le persone coinvolte siano gettate in un vero e proprio ‘limbo’ occupazionale. E’ paradossale che possa esserci questa prospettiva per dei lavoratori che, a maggior ragione in questo momento di pandemia, svolgono una mansione delicata e importante, garantendo la salute pubblica a bordo mezzi”.

E’quanto si legge in una nota della Filcams CGIL Roma Lazio, Fisascat-CISL Roma Capitale e Rieti e Uil Trasporti Lazio, in cui si aggiunge che “per parte sua, Atac si è impegnata a convocare, prima del prossimo confronto sindacale per il cambio appalto, programmato per il prossimo 8 marzo, la società uscente e quella subentrante, al fine di individuare soluzioni condivise a tutela di tutti i lavoratori e di un servizio fondamentale”.

 “Accogliamo positivamente – si prosegue nella nota -  il fatto che l’azienda ci abbia ascoltato, ma adesso si deve agire rapidamente e con responsabilità per tutelare il futuro di 15 lavoratori: faremo tutto il possibile affinché il cambio appalto non sia pagato a caro prezzo dai lavoratori”.

“Laddove non si garantisse il mantenimento dei posti di lavoro – concludono - saremmo costretti a dichiarare  lo stato di agitazione dei lavoratori addetti alle pulizie e sanificazione in tutti i depositi di Atac, per poi arrivare a proclamare uno sciopero che tutti i soggetti coinvolti dovrebbero avere l'interesse di evitare, anche in considerazione della ripresa dei contagi”.

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