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Prato-Palazzo Pretorio dal 17 dicembre apre la nuova mostra ''Gli amici pittori di Cesare Guasti nelle collezioni comunali”

L’evento fa parte delle celebrazioni per il bicentenario della nascita di Cesare Guasti. La mostra apre al pubblico il 17 dicembre e sarà visitabile fino al 10 aprile 2023. Le opere in mostra raccontano uno spaccato dell’ambiente culturale e sociale della Prato del XIX secolo.

printDi :: 14 dicembre 2022 17:21
Prato-Palazzo Pretorio dal 17 dicembre apre la nuova mostra ''Gli amici pittori di Cesare Guasti

Prato-Palazzo Pretorio dal 17 dicembre apre la nuova mostra ''Gli amici pittori di Cesare Guasti

(AGR) Sabato 17 dicembre al Museo di Palazzo Pretorio apre al pubblico la mostra dal titolo “Gli amici pittori di Cesare Guasti nelle collezioni comunali”, a cura di Lia Brunori, Claudio Cerretelli e Rita Iacopino, che sarà visitabile fino al 10 aprile 2023.

In occasione del bicentenario della nascita di Cesare Guasti il Museo di Palazzo Pretorio vuole ricordare i legami di amicizia tra l’illustre archivista, filologo, letterato e poeta pratese e alcuni artisti suoi contemporanei attraverso le opere conservate nelle collezioni comunali: uno spaccato sull’arte dell’Ottocento a Prato, dove la figura di Guasti giocò un ruolo importantissimo, determinando l’affermarsi del pensiero purista e favorendo un’estetica improntata ai valori morali.​

Attraverso quarantacinque dipinti e disegni - di artisti tra cui spiccano Antonio Marini, Luigi Mussini e Alessandro Franchi - la mostra “Gli amici pittori di Cesare Guasti nelle collezioni comunali” racconta in dettaglio proprio questo clima così fervido, che a Prato si sviluppa intorno alla Scuola comunale di Disegno.

Le opere esposte, alcune provenienti in via eccezionale anche dai depositi, sono tutte legate alla figura di Cesare Guasti, a sua volta ritratto da Egisto Sarri in uno dei dipinti in mostra. Come i disegni di Giuseppe Ciardi, raffinato incisore e maestro di disegno, da cui si recò un Cesare Guasti diciottenne per prendere lezioni: con lui imparò a maneggiare matite e colori, e fu educato a quella particolare sensibilità artistica che può derivare solo dall’esperienza.

Guasti fu poi sempre vicino al pittore Antonio Marini - autore di varie opere in mostra, tra cui la Madonna del bacio e Mercurio consegna Bacco fanciullo alle ninfe - del quale scrisse la biografia. Ricorda lo stesso Guasti che «in me l’amore per le arti belle si svegliò alla vista degli antichi dipinti che Antonio Marini, quando io ero fanciullo, restaurò nella comune patria» riconoscendo nel pittore più anziano colui che l’aveva educato al Bello e che lo aveva convinto che l’arte dovesse guardare agli artisti del Trecento e del Quattrocento per liberare le modalità espressive da ogni influsso derivato dal classicismo; il riferimento va all’intervento di restauro sugli affreschi di Filippo Lippi nel Duomo di Prato, realizzato dal Marini nel 1835.

L’adesione agli stessi ideali estetici che ritenevano la bellezza esteriore portatrice di alti valori morali fece invece da cemento all’amicizia con Luigi Mussini, il cui bellissimo autoritratto compare tra le opere esposte. Profondamente legati, i due amici mantennero rapporti fraterni e rispettosi per tutta la vita: numerosi scritti, ritratti e una fitta corrispondenza sono la testimonianza del loro sodalizio.

Insieme, Guasti e Mussini furono coloro che indirizzarono la vocazione artistica di Alessandro Franchi, altro artista ricordato dalla mostra con le sue opere (tra cui proprio un ritratto di Luisa Mussini, figlia di Luigi, che sposò nel 1893) e gli permisero di frequentare l’Accademia di Belle Arti di Siena, con una borsa di studio concessa dal Comune; pur vivendo a Siena, Franchi mantenne vivo il legame con Prato, dove gli furono affidate numerose commissioni, tra cui la decorazione ad affresco della Cappella Vinaccesi in Duomo, della quale Guasti pubblicò un’accurata descrizione.

Una mostra che racconta quindi in profondità uno spaccato della vita artistica e culturale della Prato della metà dell’Ottocento, ma anche dei suoi legami sociali: fin da giovanissimo, Cesare Guasti si affermò infatti come figura centrale nel mondo intellettuale pratese e assecondò il desiderio della comunità di riappropriarsi orgogliosamente della propria identità. Sullo sfondo di questo sentire civile e politico, prese sempre più corpo l’idea di istituire la Galleria Comunale, che nacque nel 1858, curata dal fratello Gaetano, ma fortemente voluta da Cesare, in una sala del Palazzo Comunale (l’attuale sala del sindaco), decorata nel 1870 da Pietro Pezzati.

«“Gli amici pittori di Cesare Guasti nelle collezioni comunali” racconta un pezzo importante della storia di Prato – commenta Simone Mangani, Assessore alla Cultura del Comune di Prato – ma non solo: è anche un’opportunità per valorizzare il ricco patrimonio artistico della collezione comunale, attraverso l’esposizione di dipinti custoditi nei depositi e restaurati per l’occasione. Si tratta di un evento importante, che opera in sinergia con gli allestimenti presso la Biblioteca Lazzerini e nella Biblioteca Roncioniana nel celebrare l’importanza della figura di Cesare Guasti, che ha lasciato un segno indelebile nella cultura della nostra città».

La mostra “Gli amici pittori di Cesare Guasti nelle collezioni comunali” non è infatti l’unico evento che celebra il bicentenario della nascita di Cesare Guasti; a partire dal 20 gennaio, nella galleria espositiva della​ Biblioteca Lazzerini​ saranno in mostra libri e documenti che ricostruiscono il fermento culturale della Prato dell’epoca: letterati, pittori e intellettuali che furono amici di Guasti e che diedero un grande contributo alla crescita morale della città.

Nella sala lettura della Biblioteca Roncioniana sarà invece esposta una selezione di autografi di lettere di Antonio Marini, Alessandro Franchi e Luigi Mussini, con a specchio quelli di Cesare Guasti, testimonianza di un intenso rapporto culturale e di amicizia, instauratosi fra i pittori e il letterato pratese intorno alla comune idea estetica purista. Arricchiscono l’esposizione alcuni disegni inediti di Antonio Marini e Alessandro Franchi.

La mostra, allestita al piano terreno, e visitabile con regolare biglietto di accesso al museo, è stata realizzata dal Comune di Prato e dal Museo di Palazzo Pretorio, in collaborazione con la Soprintendenza​ Archeologia Belle Arti​ e​ Paesaggio per la città metropolitana di​ Firenze e​ le​ province​ di​ Pistoia e Prato, e con il contributo della Regione Toscana.

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