SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



ricordami per 365 giorni

HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO ? CLICCA QUI E REGISTRATI !

Figline Valdarno -Dal grande schermo al palcoscenico: “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek al Teatro Garibaldi di Figline e Incisa

Francesco Pannofino è il protagonista dell’adattamento del film di Ferzan Ozpetek, qui al debutto come regista teatrale. Già attiva la prevendita online, biglietteria aperta da mercoledì 2 febbraio

printDi :: 01 febbraio 2022 18:38
Comune di Figline e Incisa Valdarno Dal grande schermo al palcoscenico: “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek al Teatro Garibaldi di Figline e Incisa

Comune di Figline e Incisa Valdarno Dal grande schermo al palcoscenico: “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek al Teatro Garibaldi di Figline e Incisa

(AGR) Una delle commedie più amate del cinema italiano di inizio millennio arriva sul palcoscenico del Teatro Garibaldi di Figline: è “Mine vaganti” di Ferzan Ozpetek, adattamento teatrale dell’omonimo film firmato dallo stesso regista, al suo debutto in teatro. Francesco Pannofino torna, nei panni del protagonista, al Garibaldi per le due recite in programma sabato 5 febbraio alle 21 e domenica 6 febbraio alle 16.30.

Biglietti già in vendita online, presso i punti vendita Unicoop Firenze e, a partire da mercoledì 2 febbraio, anche alla biglietteria del Teatro. “Mine vaganti” è la storia del giovane Tommaso e del suo ritorno nella casa di famiglia, in Salento, deciso a rivelare la sua omosessualità nascosta per troppo tempo. Viene però anticipato dal più inatteso coming out del fratello Antonio: ne nasce un ritratto dolceamaro della famiglia italiana. Il film, uscito in sala nel 2010, vinse due David di Donatello, cinque Nastri d’argento e quattro Globi d’oro, risultando uno dei titoli più acclamati da pubblico e critica in quella stagione. Non meno attesa è la sua trasposizione drammaturgica, prima regia teatrale per Ferzan Ozpetek.

Sul palco, nel ruolo di Vincenzo, padre e capofamiglia, ci sarà Francesco Pannofino, di ritorno al Garibaldi dove era già salito nel 2017. Con lui, tra gli altri, Iaia Forte nel ruolo di Stefania, moglie di Vincenzo, Erasmo Genzini nei panni di Tommaso e Carmine Recano che interpreta il fratello maggiore Antonio. I biglietti per tutti gli spettacoli del Teatro Garibaldi sono sempre disponibili in prevendita online sul circuito Ticketone (www.ticketone.it/venue/teatro-garibaldi-24496, solo prezzo intero) e presso i punti vendita Unicoop Firenze. Prezzi: biglietti interi da 26 a 8 euro, previste ulteriori riduzioni per studenti, giovani, over 65, soci Coop e BCC Valdarno Fiorentino.

Gratis per Under 14 accompagnati. La biglietteria del teatro (piazza Serristori - tel. 055952433) sarà aperta da mercoledì 2 a sabato 5 febbraio, con orario 9.30-12.30 e 16-19. Negli orari di apertura è possibile acquistare i biglietti per ciascuno degli spettacoli in calendario al Teatro. Oltre ai principali sistemi di pagamento elettronico, possono essere acquistati anche utilizzando la Carta del docente o il credito del Bonus cultura 18App. Tutte le informazioni su www.teatrogaribaldi.org. TRAMA - Al centro della vicenda la famiglia Cantone, proprietaria di un pastificio in un piccolo paese del Sud, con le sue radicate tradizioni culturali alto borghesi e un padre desideroso di lasciare in eredità l’azienda ai figli. Tutto precipita quando il figlio Antonio si dichiara omosessuale, battendo sul tempo il secondogenito Tommaso tornato da Roma per raccontare anch’egli la sua verità.

Una favola agrodolce che lascia intatto lo spirito essenzialmente intrigante, attraente e al contempo umoristico della pellicola e in cui il pubblico è chiamato a interagire con gli attori, che spesso recitano in platea come se fossero nella piazza del paese. La piazza/pubblico è il cuore pulsante che scandisce i battiti della pièce. Una prospettiva che si realizza con un cast corale e una progressione drammaturgica che ha il sapore di una favola dolce-amara, che fa riflettere con leggerezza e infilza il perbenismo manicheo della famiglia del Sud in cui tutto è plasticamente immobile: i genitori non possono accettare ciò che è fuori dal recinto della “normalità” e i figli si caricano sulle spalle, per anni, il peso del silenzio; ché nulla deve cambiare.

D’altronde il tabù è quello della vergogna sociale, la famiglia non può accettare lo sguardo degli altri e le voci, in paese, corrono.

01/02/2022 16.44

Comune di Figline e Incisa Valdarno

Tratto da Met 

Foto da comunicato stampa

Partecipa anche tu affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE