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Arriva in libreria "Psicologia per le arti performative"

Il primo manuale italiano dedicato alla salute mentale di chi vive sul palco

printDi :: 31 agosto 2026 12:15
Psicologia per le arti performative  PH: Ufficio Stampa Gargiulo Mercatante

Psicologia per le arti performative PH: Ufficio Stampa Gargiulo Mercatante

(AGR) Dall'11 settembre per Carocci Editore il volume di Chiara Carlotta Leonetti. Prefazione di Paolo Genovese: "Gli artisti non sono macchine per emozionare gli altri". Un approccio autonomo dalla psicologia dello sport, tra corpo, identità e precarietà

ROMA – Cosa succede nella mente di chi trasforma emozioni, corpo e identità in lavoro? E perché non possiamo più affrontare la fragilità degli artisti con gli strumenti della psicologia dello sport? Arriva a colmare un vuoto lungo decenni “Psicologia per le arti performative” di Chiara Carlotta Leonetti, in libreria dall'11 settembre per Carocci Editore (Collana I Manuali, 206 pagine, 22 euro).

 
È il primo manuale italiano che propone una trattazione sistematica delle esigenze psicologiche di attori, danzatori, cantanti e professionisti dello spettacolo, riconoscendone le specificità.

Non è sport: il giudizio è soggettivo, il corpo è in gioco

Fino ad oggi, in assenza di riferimenti specifici, molti interventi sul benessere dei performer attingevano alla psicologia dello sport. Un'analogia solo apparente, come spiega l'autrice:

«Il contesto delle arti performative ha caratteristiche decisamente diverse: mentre nello sport la prestazione può essere valutata, in molti casi, attraverso parametri oggettivi, nello spettacolo il giudizio è fortemente soggettivo e l'interprete mette in gioco il proprio corpo, le emozioni e parti della propria identità – sottolinea Leonetti – Per un attore, poi, c'è anche il rapporto con il personaggio e con storie intense capaci di entrare in contatto con i vissuti personali».

Da qui la necessità di costruire un paradigma autonomo, che l'autrice sviluppa integrando psicoterapia, neuroscienze, pedagogia teatrale e ricerca internazionale.

Ansia da palcoscenico, corpo e vulnerabilità

Il manuale affronta i nodi centrali della vita di scena: ansia da prestazione, regolazione degli stati affettivi, attenzione, identità, dinamiche di gruppo, precarietà, relazioni di potere e condizioni di lavoro.

Centrale è la dimensione corporea: percezione, plasticità cerebrale, presenza scenica, ma anche pressioni estetiche, immagine di sé, infortuni e trasformazioni fisiologiche che accompagnano la carriera di danzatori e attori.

Un focus necessario, supportato dai dati: le ricerche internazionali indicano una maggiore vulnerabilità di artisti e professionisti dello spettacolo ad ansia e depressione rispetto alla popolazione generale. Lo conferma anche l'indagine condotta nel 2023 dalla stessa Leonetti su oltre 800 attori professionisti, i cui risultati fotografano un settore a rischio.

Lo psicologo in produzione: prevenzione, non solo emergenza

Il volume rivendica un altro passaggio culturale: la presenza stabile dello psicologo all'interno delle produzioni teatrali, cinematografiche e televisive. Non come figura da chiamare nell'emergenza, ma come presidio clinico, preventivo ed etico.

«Sensibilizzare le produzioni e creare un dialogo concreto con i professionisti della salute mentale, perché il benessere di un ambiente lavorativo riguarda tutti coloro che ne fanno parte, indipendentemente dal ruolo che ricoprono», è l'obiettivo indicato dall'autrice.

L'autrice: dalla scena alla clinica

A dare forza al manuale è la doppia storia di Chiara Carlotta Leonetti. Prima di diventare psicologa e psicoterapeuta, è stata danzatrice e attrice professionista e, dietro le quinte, coreografa e referente artistica per una grande casa di produzione cinematografica internazionale. Una prospettiva che le ha permesso di conoscere esigenze e fragilità sia degli interpreti sia di chi costruisce una produzione.

Nella prefazione, il regista Paolo Genovese sintetizza così il senso dell'operazione:

«Chiara Leonetti compie un'operazione difficile: attraversa neuroscienze, clinica, pedagogia attoriale e vita di palcoscenico senza perdere né il rigore né l'umanità. E soprattutto senza quella fastidiosa tendenza accademica a scrivere testi incomprensibili per dimostrare di essere intelligenti. Qui l'intelligenza c'è, ma serve a illuminare, non a intimidire. Questo libro ci ricorda una verità semplice: gli artisti non sono macchine per emozionare gli altri. Sono esseri umani che trasformano emozioni in lavoro. E qualche volta pagano un prezzo altissimo per farlo. Perciò consiglio questa lettura a registi, attori, insegnanti, produttori, studenti e anche a quegli spettatori convinti che 'tanto stanno solo recitando'. Non è vero. A volte stanno sopravvivendo».

Con questo libro, insomma, cambia la prospettiva: la salute mentale non è un accessorio del talento, ma parte integrante della qualità e della sostenibilità dell'intero processo creativo.

Chiara Carlotta Leonetti  PH: Ufficio Stampa Gargiulo Mercatante

Chiara Carlotta Leonetti PH: Ufficio Stampa Gargiulo Mercatante

BIOGRAFIA CHIARA CARLOTTA LEONETTI

Chiara Carlotta Leonetti è psicologa, psicoterapeuta e terapeuta EMDR.

Ex danzatrice e attrice professionista, ha maturato esperienza nel settore dello spettacolo e si occupa di salute mentale nelle arti performative, lavorando con interpreti nella costruzione di ruoli cinematografici e teatrali attraverso un approccio fondato sul lavoro con l’inconscio e sulla psicoterapia ipnotica. Realizza interventi di benessere psicologico e consulenze per produzioni di cinema, teatro e televisione e svolge attività di divulgazione presso diverse realtà artistiche italiane.

Nel 2023 ha condotto un’indagine che ha coinvolto oltre 800 attori professionisti e, nello stesso anno, ha presentato un proprio contributo scientifico al congresso dell’Associazione Medica Italiana per lo Studio dell’Ipnosi presso l’Università Milano-Bicocca, successivamente apprezzato da Mark Seton dell’Università di Sydney, tra i principali studiosi internazionali del benessere degli interpreti.

Nel settembre 2026 è stata relatrice al simposio internazionale The S Word Symposium - Healthy practices for artistic rewards, ospitato dalla Royal Academy of Dramatic Art (RADA) di Londra. È inoltre membro attivo dell’Actor Wellbeing Facilitators Collective, collettivo internazionale impegnato nella tutela psicologica nel settore dello spettacolo.

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