SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



ricordami per 365 giorni

HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO ? CLICCA QUI E REGISTRATI !

Frutta più cara nel carrello della spesa

Stangata sui prezzi dell'ortofrutta e a sorpresa calano le vendite della farina. I dati di Coldiretti e Cia

printDi :: 17 aprile 2020 16:45
Frutta più cara nel carrello della spesa

Frutta più cara nel carrello della spesa

(AGR) Dopo il gelo e la siccità di questo inverno e la pandemia da Covid 19, ecco arrivare la stangata sui prezzi di frutta e verdura. E questo nonostante la frenata dell'inflazione certificata nei giorni scorsi (aumento dello 0,1%) dall'Istat. A lanciare l'allarme la Coldiretti: «Dalle mele alle patate, l’aumento dei prezzi per i consumatori ad un tasso superiore di 40 volte quello dell’inflazione è un pericoloso segnale di allarme sullo sconvolgimento in atto sul mercato di frutta e verdura con le difficoltà nelle esportazioni, la chiusura delle mense e dei ristoranti e la mancanza di lavoratori stranieri che alimentano anche speculazioni con compensi che in molti casi non coprono neanche i costi di produzione degli agricoltori». A conti fatti secondo l'associazione, gli aumenti sulla frutta si attesterebbero al 3,7%«con punte del 4% per le mele e del 4,1% per le patate».

Una situazione resa drammatica, per molti agricoltori, da un andamento climatico del tutto anomalo al quale si aggiungono «gli effetti della mancanza di almeno 200mila lavoratori stagionali che – sottolinea la Coldiretti – mette a rischio le forniture alimentari degli italiani».

Ma oltre alla frutta a preoccupare è anche la contrazione senza precedenti della vendita di farina. A fronte di un incremento nelle vendite delle confezioni da un chilo, destinate ai consumatori (che però rappresentano mediamente meno del 5%), spiega in una nota l'altra associazione agricola Cia «c'è un crollo della richiesta proveniente dal canale ristoranti, pizzerie, bar, alberghi e dalla pasticceria. La riduzione delle vendite dall’inizio del mese di marzo si attesta al 25% rispetto allo scorso anno e un recupero nei prossimi mesi - conclude Cia - appare altamente improbabile».

Approfondimenti

Partecipa anche tu, con un piccolo contributo, affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE