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Federconsumatori: i prezzi della benzina ancora troppo alti

Denuncia Federconsumatori: dopo il taglio delle accise i prezzi dei carburanti sono tornati ad aumentare, oltremisura come accade di consueto. Alle famiglie costerà oltre 334 euro annui il sovrapprezzo di 11 e 18 centesimi per benzina e diesel.

printDi :: 08 luglio 2026 18:44
foto archivio AGR prezzi esposti distributore italiano

foto archivio AGR prezzi esposti distributore italiano

(AGR) Abbiamo aspettato qualche giorno affinché i prezzi si stabilizzassero, ma i conti non tornano in ogni caso. L’O.NF. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha calcolato, tenendo conto dell’andamento della materia prima e del cambio Euro/Dollaro, nonché della variazione delle accise, che attualmente il prezzo della benzina si dovrebbe attestare a circa -11 centesimi in meno rispetto a quello praticato oggi, per il diesel a -18 centesimi.

Questi sovrapprezzi si ripercuotono in maniera pesante sulle tasche dei cittadini, con aggravi di +174,80 euro a famiglia in termini diretti, sui pieni di carburante. A questi si aggiungono +159,40 euro di aggravi in termini indiretti, dovuti all’aumento dei costi per il trasporto dei beni di largo consumo che avviene per oltre l’86% su gomma.

 
Cifre che le famiglie avrebbero potuto risparmiare se il Governo non avesse deciso di eliminare, prematuramente, il taglio delle accise, come se le tensioni e le incertezze geopolitiche fossero magicamente svanite. Una scelta che andrebbe rivista, insieme all’insieme di controlli e sanzioni per contrastare fenomeni speculativi nel settore.

“Da troppi anni i cittadini sono costretti a subire l’intollerabile fenomeno della doppia velocità, con cui le compagnie aumentano i prezzi con estrema rapidità alla prima variazione al rialzo della materia prima senza mai riallinearli adeguatamente al ribasso quando quest’ultima scende” – afferma michele Carrus, Presidente Federconsumatori.

Chiediamo al Governo e alle Autorità di controllo di passare all’azione in maniera più determinata: disponendo opportune sanzioni nei confronti di chi opera scorrettamente. È giunto il momento, poi, di scorporare, una volta per tutte, le accise dal calcolo dell’IVA, che genera una inaudita imposizione di una tassa sulla tassa, generando ulteriori aggravi sulle tasche dei cittadini.

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