Utilizziamo i cookie per abilitare e migliorare le funzionalita' del sito web, servire contenuti per voi piu' pertinenti, ed integrare i social media. E' possibile rivedere la nostra privacy policy cliccando qui e la nostra cookie policy cliccando qui. Se chiudi questo avviso, acconsenti all'utilizzo dei cookie. Per modificare le impostazioni dei cookies clicca qui

SEI GIA' REGISTRATO? EFFETTUA ADESSO IL LOGIN.



ricordami per 365 giorni

HAI DIMENTICATO LA PASSWORD? CLICCA QUI

NON SEI ANCORA REGISTRATO ? CLICCA QUI E REGISTRATI !

Caro carburanti, FederTerziario Logistica: misure strutturali per proteggere la competitività delle imprese ed i posti di lavoro

Gli interventi governativi sono un segnale importante ma non bastano. Necessari un tavolo permanente su autotrasporto e logistica per superare la logica dell’emergenza ed investimenti per la transizione energetica.Garantire che le imprese possano continuare a lavorare, investire e creare occupazione

printDi :: 08 ottobre 2026 16:23
Enzo Rindinella, presidente nazionale FederTerziario Logistica foto da comunicato stampa

Enzo Rindinella, presidente nazionale FederTerziario Logistica foto da comunicato stampa

(AGR) I provvedimenti del Governo per contrastare il caro carburanti, dalle misure sulle accise al credito d’imposta per le imprese di trasporto, rappresentano un segnale concreto di attenzione ma non sono ancora sufficienti. Alla luce della prolungata crisi energetica è indispensabile compiere un ulteriore passo, trasformando le misure emergenziali in una vera strategia nazionale per la sostenibilità economica dell’autotrasporto e della logistica.

FederTerziario Logistica, Servizi e Trasporti rivolge un appello al Governo chiedendo l’apertura di un confronto strutturato per proteggere le imprese di trasporto, la continuità delle filiere produttive e migliaia di posti di lavoro: “Chiediamo al MIT e al Governo di istituire un tavolo permanente sull’economia dell’autotrasporto e della logistica, nel quale monitorare l’andamento dei costi di esercizio, valutare gli effetti delle variazioni del prezzo dei carburanti e individuare tempestivamente gli strumenti necessari a evitare che gli shock energetici ricadano esclusivamente sulle imprese”, dichiara Enzo Rindinella, presidente nazionale FeterTerziario Logistica. L’obiettivo è passare da una politica che interviene quando l’emergenza è già esplosa a una politica capace di prevedere e monitorare: “FederTerziario Logistica, Servizi e Trasporti è pronta a mettere a disposizione delle istituzioni la propria esperienza, le proprie competenze e il confronto quotidiano con le imprese e gli operatori del settore” – prosegue Rindinella. “Non puntiamo semplicemente a ridurre il costo di un litro di gasolio, ma a garantire che le imprese possano continuare a lavorare, investire e creare occupazione”.

 
Il quadro è aggravato dalla forte dipendenza del nostro Paese dalle fonti fossili: nel 2025 il gas fossile ha rappresentato il 47,3% della produzione totale di energia elettrica contro il 21,5% della Spagna e il 34,8% dell’Olanda. Molti Paesi europei hanno inoltre accelerato la transizione verso fonti rinnovabili, con la Spagna che ha raggiunto lo scorso anno il 56% della produzione di energia elettrica, mentre l’Italia è ferma al 47,7%. I ritardi dell’Italia rendono il nostro sistema produttivo più fragile ed esposto agli shock esogeni.

Quando aumenta il carburante non aumenta soltanto il costo di un pieno, ma anche il costo complessivo del servizio di trasporto e, di conseguenza, la pressione sulla marginalità delle imprese. Se si considera, per esempio, un mezzo pesante con un consumo medio di 30 litri ogni 100 chilometri, con un prezzo del gasolio di 2,316 euro al litro il solo carburante comporta un costo di 69,48 euro ogni 100 chilometri. Per un’impresa che opera con più veicoli, l’effetto si moltiplica rapidamente. Considerato che le PMI dell’autotrasporto operano spesso con margini contenuti e con elevati costi fissi, anche pochi centesimi in più al litro, su grandi percorrenze, possono trasformarsi in migliaia di euro di costi non recuperati.

Il problema del caro carburanti non riguarda soltanto la redditività dell’impresa nel breve periodo, ma anche la capacità di accantonare risorse per manutenzione, rinnovo dei mezzi, sicurezza, formazione, innovazione e transizione energetica: “Quando la marginalità si riduce eccessivamente, diminuisce anche la capacità d’investimento e aumenta la fragilità finanziaria dell’impresa”, avverte Rindinella. “Per questo il costo del carburante deve essere considerato all’interno di una più ampia politica di sostenibilità economica del trasporto, attraverso meccanismi di adeguamento dei corrispettivi, strumenti di compensazione nelle fasi di forte volatilità e politiche d’investimento coerenti con la realtà delle PMI. Il trasporto non è semplicemente un costo dell’economia: è una delle infrastrutture che consentono all’economia di funzionare. Proteggere chi fa muovere l’Italia significa proteggere l’Italia”, conclude il presidente di FederTerziario Logistica.

La proposta di FederTerziario per rispondere alla crisi in corso si articola in una serie di misure mirate a rafforzare, in particolare, i meccanismi di adeguamento dei corrispettivi dei servizi di trasporto; garantire maggiore certezza nei rapporti contrattuali tra committenti e vettori; sostenere economicamente il rinnovo del parco veicolare; accompagnare la transizione energetica senza scaricarne integralmente il costo sulle PMI; facilitare l’accesso al credito e agli investimenti; ridurre gli oneri burocratici.

Partecipa anche tu affinche' l'informazione vera e trasparente sia un bene per tutti

 
 
x

ATTENZIONE