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Storia della "Bugia..." la regina di tutte le verità

Dalla progettazione, al dosaggio alla messa in opera è un susseguirsi di valutazioni oggettive e soggettive sui rischi e sulla sua reale efficacia:l’arte di mistificare la realtà non conosce ostacoli. Infine: perchè una “Bugia” possa esprimere la sua efficacia è legato alla memoria di ogni bugiardo,

printDi :: 14 gennaio 2024 15:41
Pinochio ....foto pixabay

Pinochio ....foto pixabay

(AGR) di Roberto Di Prima

Alzi la mano chi non ha mai detto una bugia, almeno una volta, nella propria vita. Chi più chi meno non può sfuggire alla tentazione di mentire. Sta dentro di noi; ce la portiamo dietro sin da piccoli ed è sempre pronta a saltare fuori. Succede anche che più cresciamo e più impariamo a raffinarne le tecniche, dalla progettazione, al dosaggio, alla messa in opera è un susseguirsi di valutazioni oggettive e soggettive sui rischi e sulla sua reale efficacia.

Pertanto, mentire è un esercizio che richiede uno sforzo cerebrale fuori dall’ordinario, ancora maggiore se si considera che ogni “Bugia” è composta da almeno due elementi fondamentali, come la creazione della menzogna e l’occultamento della verità, in mancanza dei quali non potrebbe esistere. Alcuni tra i più esperti, poi, le assegnano un posto, non proprio secondario, tra le arti più o meno nobili dello scibile umano “l’arte del mentire”.

Altri ancora, i più fantasiosi, sostengono che mentire, dire una “Bugia” è quanto di più poetico possa uscire dall’animo umano, e cioè una “Poesia”. C’è ancora un altro elemento che diventa condicio sine qua non perchè una “Bugia” possa esprimere la sua massima efficacia ed è legato alla qualità della memoria di ogni bugiardo, in difetto della quale la“Bugia” perderebbe la sua efficacia in favore di conseguenze spiacevoli. Le ragioni per cui si mente sono le più svariate possibili, dal proteggere se stessi, all’acquisizione di un vantaggio o guadagno personale, oppure all’idea di ferire qualcuno, e si potrebbe continuare all’infinito.

Uno studio dell'Università dell'Alabama a Birmingham sostiene che nel mondo una persona su 100 mente con almeno 15 bugie al giorno, dunque non c’è persona al mondo che non ricorra o non abbia mai ricorso a questo artificioso esercizio. Lo psicologo Robert S. Feldman all’Università del Massachusetts sostiene che mentire è una delle azioni che l'essere umano compie più frequentemente.

Un suo studio, a tal proposito, ha perfino individuato le tre bugie più frequenti nel mondo: “sto arrivando“, “sto bene“, “ci sentiamo dopo“, quasi mai corrispondono a verità. Sempre secondo l’Università del Massachusetts, in media diciamo una bugia ogni 25 minuti tra amici (siamo quindi più sinceri con loro), ogni 13 tra fidanzati, ogni 5 tra conoscenti e ogni 3 tra sconosciuti.

Le radici della “Bugia” si perdono nella notte dei tempi. Ulisse ne fece ricorso per salvarsi la vita, Platone, addirittura, consigliava ai governanti di mentire nell’interesse del popolo. Nel Medioevo si pensava che la bugia fosse un attacco alla parola di Dio e, quindi, i bugiardi venivano bruciati insieme a ladri, maghi e falsari. Con Machiavelli la bugia venne sdoganata dall'idea di peccato e si trasformò in arte, "l’arte di stupire".

La sottile linea di confine tra menzogne e grandi illusioni sembra oggi del tutto sparita, in favore di una realtà virtuale che stentiamo a non catalogarla come l’ultima grande “Bugia” di cui siamo tutti protagonisti e vittime. Non può certamente sfuggire anche al più distratto degli uomini ciò che avviene in ogni settore della vita sociale, tra bufale e fake news, va in onda ogni giorno l’alterazione della realtà in funzione del principio per cui le “Bugie” sono verità necessarie.

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