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ROTARY CLUB OSTIA E LE INIZIATIVE PER IL X MUNICIPIO

Un aiuto e un supporto alle fasce più deboli del territorio Ostiense: gli imprenditori della ristorazione, le famiglie indigenti, le donne che subiscono violenza. Il Rotary Club Ostia insieme all’Ospedale Grassi di Ostia e alla Comunità di Sant’Egidio

printDi :: 28 febbraio 2021 18:39
ROTARY CLUB OSTIA E LE INIZIATIVE PER IL X MUNICIPIO

(AGR) È bello vedere che qualcosa si muove, su un territorio considerato periferico della Capitale che tuttavia presenta delle caratteristiche importanti e premianti dal punto di vista sociale e culturale.

Il Rotary Club Ostia, negli ultimi giorni ha messo a segno un paio di iniziative a favore del territorio Ostiense.

La prima iniziativa si è svolta il 23 febbraio u.s. La “conviviale diffusa” realizzata con il supporto del distretto 2080. Ogni socio ha potuto anche contribuire all’iniziativa acquistando un pasto da consumare presso la propria abitazione. In tal modo si è ottenuto un duplice obiettivo: un supporto al settore della ristorazione e un supporto alle fasce più deboli.

Con questa iniziativa si è voluto coniugare il servizio sociale condiviso con l’aiuto economico ad una delle categorie imprenditoriali che ha maggiormente sofferto in quest’ultimo anno: la ristorazione. Sono state individuate delle strutture di ristorazione presenti sul X Municipio che hanno offerto il servizio di preparazione dei pasti, confezionati uno ad uno e nel rispetto della normativa COVID-19, destinati ad un congruo numero di persone indigenti.

“È stato fatto un lavoro di selezione dei ristoratori, che con un costo contenuto hanno preparato dei pasti di ottima qualità per persone che non possono più permettersi nulla” ha detto Roberto Cepparotti Presidente del Rotary Club di Ostia. Il servizio della distribuzione dei pasti è stato affidato ai volontari della comunità di Sant’Egidio di Ostia, i quali hanno garantito con sistemi di trasporto idonei, la consegna a domicilio dei pasti alle persone appositamente individuate (circa un centinaio).

La seconda iniziativa si è svolta domenica 28 febbraio presso il ristorante "il Venezia" di Ostia durante l'incontro per la Festa della Carta del Club fondato ben 12 anni fa e, ha visto un  approfondimento del tema della violenza di genere. Iniziativa che ha tenuto conto della normativa COVID 19.

All'incontro erano presenti, oltre che le speaker della giornata,  il direttore generale della ASL Roma 3 Marta Branca e il direttore del Pronto Soccorso della Medicina d'urgenza del presidio ospedaliero Giovan Battista Grassi di Ostia, Giulio Maria Ricciuto. Giulio Maria Ricciuto,  è stato eletto socio onorario del Rotary Club Ostia per essersi distinto nel corso del tempo per i suoi servizi resi alla comunità Ostiense. 

“È stato scelto di affrontare un tema fortemente sentito anche qui, nel X Municipio, che riguarda la violenza di genere, situazione molto preoccupante in questo momento storico, poiché molte donne hanno perso il lavoro (già precario) e sono costrette a non denunciare queste violenze, perché, più delle volte non indipendenti economicamente” ha detto il Presidente del Rotary Club di Ostia, Roberto Cepparotti.

Il tema della violenza di genere è stato analizzato anche a livello di esperienza territoriale con Maria Rosaria Forte, Maria Gaia Pensieri e Manuela Del Zompo.

Maria Rosaria Forte, assistente sociale, referente dell’emergenza Codice Rosa dell’Ospedale Grassi di Ostia da otto anni segue i casi di violenza di genere. Durante l’incontro ha evidenziato che la violenza di genere è innanzitutto un problema socio culturale dato che ci troviamo ancora in una società patriarcale dove l’uomo considera la donna di sua proprietà dominandola e controllandola sia dal punto di vista fisico che psicologico. Il ruolo assegnato alla donna, ancora oggi, in taluni casi, è alla fine molto distorto benché dovrebbe essere, al contrario, considerato importantissimo, a supporto della società e della famiglia. La violenza di genere colpisce tutte le fasce sociali anche quelle più elevate sia a livello culturale che economico, quelle in cui magari la posizione privilegiata del marito in ambito lavorativo,  non consente alle vittime di poter denunciare. Il futuro, il cambiamento, per la riduzione della violenza di genere potrà avvenire solo applicando l’informazione e la prevenzione, nelle scuole, nelle famiglie. Tuttavia la complessità di raggiungere un risultato positivo è ancora ben lontana. Senza dimenticare i programmi di recupero per gli uomini maltrattanti.

Anche per Maria Gaia Pensieri, sociologa e criminologa, il problema è socio culturale. La donna è ancora inserita, in talune fattispecie, in un contesto di retaggio maschilista che non prevede la parità tra donna e uomo.Un problema non di facile e immediata soluzione che si consolida, ancora oggi, nelle famiglie di origine, dove la differenza di genere proviene dall’educazione impartita in maniera non idonea, purtroppo.
Anche se la recente legislazione ha in qualche modo consentito un passo avanti rispetto a leggi del codice Rocco come ad esempio il delitto d’onore o  al matrimonio riparatore, siamo ancora molto indietro nella risoluzione delle problematiche con cui tante donne devono fare i conti.Nel maggio 2011 il Consiglio d’Europa con la Convenzione di Instanbul, attuata nel regolamento italiano nel 2013 ( L. 77/2013) ha messo a disposizione un nuovo strumento internazionale giuridicamente vincolante per il riconoscimento della violenza contro le donne quale violazione dei diritti umani, oltre che forma di discriminazione contro le donne.

E, sempre  per parlare di strumenti normativi a disposizione,per combattere la violenza di genere almeno dal punto di vista giuridico, in Italia sono stati previsti diversi nuovi reati, ma alla fine c’è sempre da fare i conti con chi subisce queste forme di violenze, della loro fragilità e della loro impotenza.

Si perché nella violenza di genere è importante tener conto, del contesto vero e proprio che caratterizza la denuncia (o meno) del maltrattante e della proiezione che queste donne hanno di se stesse, della loro visione e della visione dei loro figli (presente e futura).

Ma è chiaro che per quanto doloroso e faticoso sia, il dovere di una donna verso se stessa e verso la propria dignità dovrebbe essere più forte delle violenze fisiche e psicologiche che lei stessa, non amandosi abbastanza, decide di subire, sperando che non sia troppo tardi per finire la propria vita vittima di un femminicidio cioè di quella violenza estrema da parte di un uomo a danno di donne solo perché donne.

Emanuela del Zompo, giornalista, attrice e autrice ha presentato: ‘Grunda, l’angelo dalle ali rotte’, fumetto sul tema del femminicidio presentato alla 75° Mostra del Cinema di Venezia e alla 69° edizione di Berlino e  "Kaira" nobildonna di un antico casato che sta per sposarsi contro la sua volontà. Indipendente e libera rifiuterà il suo legittimo consorte e questo gli costerà la vita. 

E allora da dove ripartire ?

Sicuramente da una formazione nelle scuole per le nuove generazioni, da una formazione nelle famiglie e da un forte intervento da parte delle Istituzioni per contrastare la violenza di genere e la violenza domestica e magari, proprio partendo da una comunicazione diversa fatta ai giovani, come i fumetti, arrivare alle nuove generazioni in maniera più veloce, con lo scopo di cambiare lo scenario della violenza di genere nel minor tempo possibile.

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