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Ostia, un saluto a Pier Paolo...omaggio a Pasolini il 2 novembre

print30 ottobre 2019 16:08
Ostia, un saluto a Pier Paolo...omaggio a Pasolini il 2 novembre
Appuntamento il prossimo 2 novembre al Parco Letterario Pier Paolo Pasolini di Ostia con la memoria e il ricordo di Pier Paolo Pasolini, un momento per riscoprirne anche alcuni versi proposti da Gabriele Portoghese che leggerà le poesie: Una disperata vitalità e Un affetto e la vita. Per l'anniversdario delal sua morte il Teatro di Roma dedica a Pier Paolo Pasolini uno dei percorsi tematici più articolati della nuova Stagione teatrale, per omaggiare il “poeta corsaro” a quarant’anni dalla sua morte tragica, costruendo un percorso composito di spettacoli ed eventi, un’occasione insolita per riflettere sull’attualità attraverso le parole e l’opera di chi l’attualità aveva saputo decifrarla con disincantata lungimiranza. L’omaggio a Pasolini si apre con “Un saluto a Pier Paolo”, sabato 2 novembre (ore 11) al Parco Letterario Pier Paolo Pasolini di Ostia (in Via dell’Idroscalo 170), un appuntamento emozionante con la memoria e il ricordo del grande poeta, per riscoprirne anche alcuni versi con Gabriele Portoghese che leggerà le poesie: “Una disperata vitalità” e “Un affetto e la vita”.

Con “Questo è il tempo in cui attendo la grazia” tre tappe di uno spettacolo a firma di Fabio Condemi e Gabriele Portoghese, ci porteranno nei luoghi che hanno segnato l’esistenza del poeta. Un viaggio a ritroso che parte da Ostia (al Teatro del Lido il 2 novembre ore 20), passando per Roma, (al Teatro India il 3 novembre ore 21), per terminare nella regione della sua infanzia friulana (al Verdi di Pordenone il 5 novembre).

Lo spettacolo propone una biografia onirica e poetica di Pasolini attraverso le sue sceneggiature pensata da Gabriele Portoghese, regista, interprete della pièce e drammaturgo insieme a Fabio Condemi. “Sfogliando una sceneggiatura di Pasolini entriamo immediatamente nella sua officina poetica. – spiegano Condemi e Portoghese - Lo sguardo su un mondo (quello contadino e preindustriale) che sta scomparendo, le periferie come luoghi di disperata e ultima ricerca della grazia, le “folgorazioni figurative” per i pittori medievali e manieristi studiati sotto la guida di Roberto Longhi.

Questo è il materiale col quale ci vogliamo confrontare: non il suo cinema (cioè il prodotto definitivo delle sceneggiature) ma il suo sguardo sempre lucido e sorprendente – raccontano – uno sguardo in continuo movimento, pieno di echi antichissimi e sempre pronto a cogliere attorno a sé autentici momenti di grazia e di vita. Uno sguardo che ci riguarda, sempre”.

Il tema dello sguardo è un punto centrale dello spettacolo. Fabio Condemi e Gabriele Portoghese: “Si comincia col bambino che vede il mondo, la luce, la natura, sua mamma per la prima volta (Edipo) e si prosegue con lo sguardo antico e religioso sul mondo del Centauro (Medea) e si arriva fino allo sguardo su un’Italia imbruttita dal nuovo fascismo consumista (la forma della città) passando per la “disperata vitalità” presente nel fiore delle Mille e una notte e per la scena della Ricotta nel quale il regista viene intervistato e recita “io sono una forza del passato”. I termini “vede”, “come visto da”, “vediamo”, “guarda”, “Attraverso gli occhi di...” compaiono molto spesso in tutti i testi scelti e creano questo filo rosso sul tema del vedere che è molto importante in un periodo nel quale la capacità di guardare le cose si è atrofizzata. Per questo il materiale letterario che abbiamo scelto è tratto dalle sceneggiature dove, a nostro parere, questa capacità di guardare noi stessi e la realtà raggiunge livelli di chiarezza e di bellezza letteraria”.

Ostia, un saluto a Pier Paolo...omaggio a Pasolini il 2 novembre

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