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Ostia, no alla dipendenza dall’alcol, campagna di sensibilizzazione della Asl rm 3 al porto turistico

Il murales di Moby Dick raffigura una sirena, immersa nell' alcol, che si dimena per liberarsi dalla bottiglia in cui è stata intrappolata. 1 milione e 270 mila giovani (11-24 anni) beve con modalità pericolose 580 mila minorenni consumano alcol

printDi :: 03 ottobre 2026 14:19
Mai in bottiglia non alcol campagna sensibilizzazione Asl rm 3 ph credit Pino Rampolla

Mai in bottiglia non alcol campagna sensibilizzazione Asl rm 3 ph credit Pino Rampolla

(AGR) di Pino Rampolla

Ieri pomeriggio, dinanzi a decine di persone, giovani e studenti l’inaugurazione del murales. Nella foto gli ultimi ritocchi dello street artist Mobi Dick al suo murales realizzato al Porto. Nello specifico la campagna di sensibilizzazione contro la dipendenza dall’alcol tra i giovani "MAI IN BOTTIGLIA. No alcol!", promossa dalla Asl Roma 3 con la Regione Lazio. Il murales raffigura una sirena, immersa nel liquido alcolico, che si dimena per liberarsi dalla bottiglia in cui è intrappolata. Alla giornata di sensibilizzazione hanno partecipato le scuole e le associazioni del territorio. Il murales è visibile all’ingresso del porto dal lungomare Duca Degli Abruzzi.

 
“I dati dell'Istituto Superiore di Sanità (ISS) sul consumo di alcol mostrano una realtà preoccupante: 8,2 milioni di italiani sono consumatori a rischio, 1 milione e 270 mila giovani (11-24 anni) beve con modalità pericolose 580 mila minorenni consumano alcol, nonostante sia vietato dalla legge. Il cervello umano completa il suo sviluppo solo a 25 anni.

Sotto i 16-18 anni l'organismo non ha gli enzimi per smaltire l'alcol. Il Disturbo da Uso di Alcol colpisce il 40,8% delle femmine e il 45,5% dei maschi non è un vizio o una colpa, ma una vera e propria malattia che si può curare. Uscire dalla dipendenza dall'alcol è possibile” ha spiegato il dott. Giuseppe Anastasi, Direttore UOC Salute Dipendenze della ASL Roma 3.

“L’idea del murales ha permesso di trasformare uno spazio pubblico in un luogo permanente di riflessione e sensibilizzazione. Un progetto con il quale è possibile comunicare in modo diretto e positivo l’importanza di prendersi cura di sé, della propria salute e delle proprie relazioni. Ma vorrei sottolineare soprattutto che l’arte diventa uno strumento per parlare ai giovani con un linguaggio immediato e coinvolgente, trasformando il messaggio della prevenzione in un segno visibile e condiviso dalla comunità” ha sottolineato Laura Figorilli, Direttore Generale della ASL Roma 3.

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