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Il Caffè di piazza Leopardi, Nicola Convertino interpreta con il suo pennello il mondo del poeta

A Recanati patria del poeta, c'è un intero locale interamente dipinto a mano: dai tavoli alle sedie alle istallazioni fino ai quadri sulle pareti. Nicola Convertino lo ha dipinto sui tavoli e sulle pareti esternando la sua anima... in cui si vede un Leopardi bello, avvenente, leggiadro e seducente.

printDi :: 28 marzo 2022 09:53
Giacomo Leopardi dipinto Nicola Convertino

Giacomo Leopardi dipinto Nicola Convertino

(AGR) Recanati, patria di Giacomo Leopardi, vive nel costante ricordo del grande poeta e non passa giorno che la città ma anche il mondo intero non rimembra le sue poesie, i suoi amori e anche le sue vicissitudini. Il Caffè Piazza Leopardi, sito nella piazza principale della cittadina, ha voluto omaggiare il Poeta facendo interpretare pittoricamente la sua vita e i suoi amori dal Convertino, il quale ha decodificato il tutto in una chiave interpretativa personale ma anche oggettiva.

Leopardi per il Convertino era una anima pura, vivace e a volte isolata dal contesto sociale, una coscienza sia spirituale che materiale che tendeva all’assoluto.

Lui lo ha dipinto sui tavoli e sulle pareti del Caffè Piazza Leopardi in maniera onirica ossia esternando la sua anima anche a livello fisico, ne consegue sia un ritratto similare a quelli del suo periodo storico ma anche un ritratto completamente nuovo, in cui si vede il Leopardi bello, avvenente, leggiadro e a tratti seducente.

Un ‘immagine nuova, provocatoria, stimolante; ritrovarsi un Leopardi aitante apre le porte ad una lettura dell’inconscio profonda, e come vedere l’animo splendente di un poeta traslarsi nel suo fisico, una sorta di osmosi tra l’anima (..) e fattezze fisiche.

Leopardi è stato senza dubbio uno dei grandi poeti del passato, con una vita travagliata dal contesto che lo circondava, innamorato delle donne alle quali dedicava lettere e poesie e il Convertino nell’interpretare il personaggio si è spinto ad interpretare anche i suoi amori, dedicando tavole e scene alle donne del Leopardi, soprattutto a Silvia, o Teresa, se vogliamo chiamarla con il suo vero nome. Infatti in realtà la Silvia della poesia del Leopardi non era altro che Teresa Fattorini, la figlia del cocchiere di casa Leopardi, morta di tisi dieci anni prima di comporre i versi.

Il poeta decise di cambiargli il nome in omaggio a Torquato Tasso, che nell’Aminta aveva raccontato l’amore, non corrisposto, di un pastore per una Ninfa mortale, appunto Silvia. Le tavole del Convertino prevedono quindi anche delle interpretazioni della Silvia del Tasso; una Ninfa con fattezze umane, tipiche delle iconografie riservate agli Esseri Elementari.

Ma il Convertino non si ferma al canonico ma affonda le radici nel profondo, riscoprendo un Leopardi quasi esoterico, Apostolo di un’antica religione ai più conosciuta come Zoroastrismo, il cui esponente era proprio Zarathustra.

Il Leopardi nella suo ode “Ad Arimane” espleta il dualismo zoroastriano ma alla sua maniera, con tutto il suo pessimismo che lo porta a pensare che non ci sia una redenzione dopo la morte ed arriva ad invocare questa creatura diabolica chiedendogli di farlo morire all’età di 35 anni.

Insomma il Convertino Artista va oltre la normale interpretazione del Leopardi idilliaco spostando il baricentro verso una visione più surreale del personaggio ma che è il linea con il pensiero di Giovanni Papini, il Carducci e anche quella di Rudolf Steiner, inoltre il Convertino, in alcune tavole accosta il poeta recanatese alla figura di Giordano Bruno e perfino a quella di Nietzsche che con il suo anticristo è molto vicino al pensiero leopardiano.

Ognuno di loro da una versione diversa dell’avvento dell’anticristo o di Arimane, ma quella del Leopardi è la più estrema e pessimistica.

Giacomo Leopardi aveva la caratura del filosofo ma filosofo non era, in antitesi a Giordano Bruno che aveva la caratura del poeta ma poeta non era…una sorta di inversione dei ruoli; l’uno grande poeta e l’altro grande filosofo, entrambi stregati da quella terra tanto vicino al Vesuvio che entrambi guardavo e si lasciavano ispirare.

Tutto ciò che troverete nelle tavole del Convertino sarà un sunto del pensiero leopardiano che a volte sconfina nella poesia e a volte nel pessimismo tipico del poeta. I colori sono forti quando occorre ma tenui quando si raffigurano le donne, un bel vedere ma che lascia spazio alla riflessione.

foto da comunicato stampa

Photo gallery

Giacomo Leopardi dipinto Nicola Convertino
tavolo moda dipinto Nicola Convertino

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