Giuseppe Sommaruga (1867–1917). Visione e regia del Liberty italiano
La grande mostra al festival Art Nouveau Week in Sicilia
(AGR) A Palermo, negli spazi dei Cantieri Culturali alla Zisa, la mostra “Giuseppe Sommaruga (1867–1917). Visione e regia del Liberty italiano”, a cura di Andrea Speziali, rende omaggio a uno dei protagonisti assoluti dell’architettura Liberty in Italia. Dal 8 al 14 luglio 2026, presso lo “Spazio Zero” di via Letizia Battaglia, il pubblico potrà riscoprire l’opera visionaria di Sommaruga, maestro capace di trasformare l’ornamento in struttura e la decorazione in racconto moderno.
L’esposizione sarà visitabile tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:30 e su appuntamento, con ingresso libero.
All’interno di questo quadro, Giuseppe Sommaruga viene restituito non soltanto come protagonista del Liberty lombardo, ma come figura nodale nella definizione di un modernismo italiano caratterizzato da una forte tensione plastica e da un’originale interpretazione del rapporto tra struttura e decorazione. Il suo linguaggio, pur dialogando con esperienze europee quali la Secessione viennese o l’opera di Victor Horta e Hector Guimard, si distingue per una marcata autonomia formale, fondata su una concezione dell’architettura come organismo unitario in cui l’ornamento non è elemento applicato, ma principio generativo dello spazio.
Il percorso espositivo si articola secondo un’impostazione metodologica che integra fonti archivistiche, documentazione iconografica e contributi critici aggiornati, con l’obiettivo di restituire la complessità dell’opera sommarughiana. In questa prospettiva, particolare attenzione è dedicata a quei caratteri che la storiografia più recente ha individuato come distintivi del suo linguaggio: la tensione verticale delle masse architettoniche, la valorizzazione plastica della materia, l’uso dinamico e anti-classico della linea curva e, soprattutto, il ruolo strutturante della decorazione scultorea, spesso affidata a figure fuori scala che instaurano un rapporto diretto e perturbante con lo spazio urbano .
Tali elementi consentono di interpretare l’opera di Sommaruga come momento di transizione verso una concezione organica dell’architettura, anticipando alcune istanze che troveranno sviluppo nelle esperienze del primo Novecento. In questo senso, il Liberty sommarughiano si configura come un laboratorio di sperimentazione in cui si ridefiniscono i rapporti tra arte, tecnica e industria, in linea con le più ampie aspirazioni riformiste dell’Art Nouveau europea, spesso sintetizzate nell’idea di una “arte totale” e di un “socialismo della bellezza” rivolto a una più ampia fruizione sociale .
La mostra si sviluppa inoltre in una dimensione comparativa, mettendo in relazione la produzione di Sommaruga con il contesto europeo e con le trasformazioni urbane di città come Milano e Palermo, che tra fine Ottocento e primo Novecento conosce una crescita demografica e edilizia senza precedenti. Esposte anche le tavole del volume “Studi e Schizzi” di Ernesto Basile edite da C. Crudo & C. della collezione privata Speziali. In tale scenario, l’architettura Liberty si configura come linguaggio privilegiato della nuova borghesia imprenditoriale, assumendo una funzione rappresentativa e simbolica che trova nei grandi edifici residenziali e nei complessi per il tempo libero una delle sue espressioni più significative.
Nel suo insieme, la mostra si propone dunque come un apparato didattico critico tra due grandi protagonisti a confronto quali Giuseppe Sommaruga (Milano, 11 luglio 1867 – Milano, 27 marzo 1917) e Ernesto Basile (Palermo, 31 gennaio 1857 – Palermo, 26 agosto 1932), capace di coniugare rigore scientifico e chiarezza espositiva, offrendo agli studiosi e al pubblico specializzato nuovi strumenti per comprendere il ruolo di Giuseppe Sommaruga e, più in generale, per ridefinire la posizione dell’Art Nouveau italiana all’interno della storia dell’architettura europea. In questa prospettiva, l’esposizione contribuisce a superare la marginalizzazione storiografica del Liberty, riconoscendolo come momento fondamentale nel processo di costruzione della modernità architettonica.
















