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Giuliana Di Pillo, il mio impegno politico nasce dall' amore per Ostia

La presidente del X Municipio: da amministratrice assegno sempre la precedenza alla tutela dei più deboli, alla difesa dei loro diritti, al ruolo dei giovani e dei più piccoli. Uno sguardo intenso va al territorio, un ambiente che ha bisogno di protezione

printDi :: 09 maggio 2021 18:28
Giuliana Di Pillo, il mio impegno politico nasce dall' amore per Ostia

(AGR) di Ginevra Amadio

Una gestione del territorio che affonda le sue radici nella storia personale, in un percorso di dedizione lungamente coltivato. La presidente del Municipio X, Giuliana Di Pillo, risiede da sempre a Ostia e con questa realtà ha un rapporto sincero. Cresciuta sui campi di pallacanestro dell’area, istruttrice di minibasket e insegnante di sostegno, rintraccia nei propri slanci il seme della politica. Attenta ‘esploratrice’ dei luoghi, ha fatto dell’ambiente un osservatorio privilegiato: «Necessità di cura, sguardo al territorio e alle componenti ecologiche. Questa è la componente dei nostri luoghi, questo il terreno di ricostruzione». La raggiungo telefonicamente e le chiedo se desidera ripercorrere la sua strada. Prima della politica, nel proprio universo-donna.

Presidente Di Pillo, ha voglia di raccontarmi la sua storia? Come è approdata alla politica, qual è stata la molla?

“La mia è una formazione ‘personale’, legata alla storia della mia vita. Io sono un’insegnante di sostegno che ha lavorato prevalentemente con la disabilità e i bambini molto piccoli, giacché sono una specialista dell’età evolutiva e istruttrice di minibasket. Al contempo – da sempre – sono un’amante del territorio in cui vivo, mi batto indefessamente per la sua tutela. Ho fatto a lungo parte dell’Associazione Ostia che Cammina, che si occupa di mobilità alternativa, piste ciclabili, diritti dei pedoni. Ho fatto dunque attivismo civico, focalizzandomi su temi cogenti, che sento ‘miei’ da tanti anni. Poi ho abbracciato le idee di Beppe Grillo, direi sin dall’inizio – facendo parte degli “Amici di Beppe Grillo” già dal 2008. Nel 2013, passata al MoVimento 5 stelle, sono stata consigliera di opposizione in Municipio per poi approdare nel 2017 alla presidenza dello stesso. Gli interessi che oggi coltivo sono ad ampio raggio, essendo il principale amministratore del Municipio. La mia ‘tendenza’ più cara è sempre legata alla tutela dei più deboli, alla difesa dei loro diritti, al ruolo dei giovani e dei più piccoli. Uno sguardo intenso, particolare, lo dedico al territorio, a quest’ambiente che ci circonda e ha bisogno di attenzione. Questo è sicuramente un dato personale, ma se si guarda la nostra politica sarà facile coglierne il riflesso in ambito pubblico. Gran parte delle nostre mission sono perfettamente in linea con quanto detto e con quella che è, senza dubbio, la mia attitudine”.

Ecco, queste componenti si sono innestate in maniera armonica sul territorio?

“Sicuramente sì. Noi abbiamo e stiamo ridando spazio ai cittadini, sia mediante gli eventi che organizziamo al Chiostro (per fare un solo esempio), sia con la ri-appropriazione di spazi di comunità come l’ex mercato San Fiorenzo che diverrà Casa della Cultura intitolata a Gigi Proietti, l’ex chiesa San Tommaso all’Infernetto che sarà un certo polifunzionale. E ancora gli ex lavatoi di Ostia Antica: insomma, stiamo portando avanti una serie di procedimenti partecipati volti – nei fatti – al coinvolgimento dei cittadini. Sul fronte ambientale c’è poi la pista ciclabile sul lungomare, lo stesso anello a Casal Palocco nonché il lavoro fatto sulle spiagge libere, rese accessibili alla cittadinanza. L’obiettivo principale è sempre stato questo, coerente con la nostra politica e, ovviamente, con la mia storia. Non da ultimo, e credo parli da sé, il nuovo assessorato alla Transizione Ecologica che va incontro a un’esigenza primaria, che – in questo momento – oserei definire universale. Si tratta di cambiare paradigma di vita, ponendo al centro tante cose che prima non erano considerate ‘essenziali’. La pandemia ci sta insegnando anche questo, ma a imprimere il passo sono anzitutto i giovani, con le loro azioni e le loro richieste. Tutti loro, oggi, sono attenti ai problemi ambientali, si occupano di sostenibilità, di ecologia. Ecco, bisogna essere pronti a recepire queste istanze – e a farle proprie”.

Su tale versante, lei ritiene che Ostia si presti bene a questo cambio di passo? Penso al mare, alle tante aree verdi…

“Senz’altro. Ostia ha un mare di pregio, basti pensare alle dune di Capocotta, alla spiaggia di Castelporziano, i Cancelli, tutto ciò che noi abbiamo dal punto di vista naturalistico. Poi la pineta, la vicinanza con il Tevere, la parte archeologico-museale: c’è una ricchezza unica, ideale per mettere a punto una serie di progetti, di obiettivi riguardanti tale argomento. Siamo l’emblema, se vogliamo. Abbiamo tutte le caratteristiche”.

Se mi concede, vorrei farle una domanda più ‘intima’, personale. Ha voglia di parlarmi del suo amore per Ostia, per tutto il territorio in cui è cresciuta e che oggi amministra?

“Serbo un amore viscerale per questi luoghi. Sono nata a Roma ma è stato un passaggio minimo, la mia vita si è interamente compiuta a Ostia, dove abitavano i miei genitori. Qui ho sempre vissuto, ho compiuto il ciclo di studi, poi la mia storia, per varie ragioni, mi ha portato a lavorare ad Acilia, sia sul fronte della pallacanestro – ho allenato nella zona di San Giorgio – sia nell’ambito della scuola, poiché qui ho insegnato un anno. Lo stesso lasso di tempo l’ho trascorso in un istituto di Casal Bernocchi e ora la mia scuola si trova a Ostia Antica. Conosco dunque bene i vari quartieri del Municipio e, vivendoli, ho notato la loro ricchezza, la peculiarità di ciascuno di essi. C’è tanta storia, un percorso unico e irripetibile. Ecco, è come se si trattasse di tanti tasselli di un grande mosaico. Certo, Ostia è il luogo in cui vivo e a questo sono connessi una serie di ricordi, di emozioni indelebili. Potrei raccontare della tristezza che seguì il grande incendio in pineta, di quanto abbia segnato noi cittadini che – in certi casi – abbiamo persino pianto dinnanzi a quello scempio, guardando i pini che fumavano. Penso che l’amore per un territorio si misuri soprattutto così, anche nelle avversità. Ci sono tante realtà che nascono e si radunano intorno a certi temi. Io mi ricordo che in quel periodo sono sorte diverse associazioni a difesa della pineta e del territorio, ed è una ricchezza che si conserva, che si alimenta costantemente. Questa è un’area densissima di idee, di associazionismo dal basso. Abbiamo visto mutare il territorio, diventare più grande, assumere altri tanti volti. C’è gioia, tendenza all’azione, ma anche un forte desiderio di salvaguardia”.

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