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Accordo storico tra Fondazione Museo della Shoah e Yad Vashem: i documenti donati a Roma entrano nell’archivio mondiale della memoria

Il Presidente di Yad Vashem Dani Dayan in visita alla Casina dei Vallati per siglare l’intesa con il Presidente Mario Venezia

printDi :: 24 marzo 2026 15:53
Accordo storico tra Fondazione Museo della Shoah e Yad Vashem - ©Fondazione Museo della Shoah

Accordo storico tra Fondazione Museo della Shoah e Yad Vashem - ©Fondazione Museo della Shoah

(AGR) Roma – La Fondazione Museo della Shoah e Yad Vashem, Ente nazionale israeliano per la Memoria della Shoah, hanno siglato oggi un accordo di collaborazione che segna un punto di svolta nella tutela della memoria in Italia: d’ora in avanti, ogni documento d’archivio donato alla Fondazione Museo della Shoah entrerà a far parte anche dell’archivio di Yad Vashem, il più grande centro di documentazione sulla Shoah al mondo.

L’intesa è stata firmata presso la Casina dei Vallati, attuale sede espositiva della Fondazione, dal Presidente della Fondazione Museo della Shoah Mario Venezia e dal Presidente di Yad Vashem Dani Dayan, alla presenza del Consigliere per gli Affari Pubblici dell’ Ambasciata d’Israele in Italia, Ophir Eden. La firma è stata preceduta da una visita alla mostra attualmente in corso alla Casina dei Vallati e da un confronto sulle attività educative e di ricerca promosse dalla Fondazione, nonché sulle ulteriori concrete possibilità di futura collaborazione con Yad Vashem. 

 
Il fulcro dell’accordo è un meccanismo chiaro e concreto. Ogni cittadino che donerà alla Fondazione Museo della Shoah un documento d’archivio, come una lettera, una fotografia, un documento d’identità o un diario, potrà contribuire alla sua conservazione a Roma e alla sua digitalizzazione e preservazione nell’ambito della collaborazione con l’archivio di Yad Vashem a Gerusalemme. “L’iniziativa con Yad Vashem rafforza ulteriormente il valore e l’impatto delle donazioni. La possibilità di rendere accessibile questo straordinario patrimonio storico-affettivo a un pubblico su scala mondiale restituisce alle famiglie donatrici il giusto riconoscimento e una visibilità commisurata all’importanza del loro gesto. In un contesto storico in cui troppo spesso si alimentano divisioni per conquistare consenso, la Fondazione continua a sostenere la collaborazione come strumento di crescita più forte”, dichiara Mario Venezia.

Dani Dayan ha aggiunto: “Ogni oggetto racconta una storia personale, pur facendo parte della storia più ampia della Shoah. Attraverso questa collaborazione, queste storie saranno ora conservate nell’archivio di Yad Vashem, accessibili a tutto il mondo e alle generazioni future.”

La Fondazione invita chiunque sia in possesso di documenti, fotografie, lettere, diari o oggetti legati alla Shoah a contattare i propri uffici, per continuare ad arricchire questo inestimabile patrimonio di memoria che, grazie a tale collaborazione, potrà essere custodito e valorizzato in modo ancora più ampio. La Fondazione Museo della Shoah, presieduta da Mario Venezia, ha la propria sede espositiva presso la Casina dei Vallati a Roma, nel cuore dell’ex Ghetto ebraico. La Casina dei Vallati ospita mostre storico-documentarie, convegni, attività didattiche e di ricerca dedicate alla memoria della Shoah in Italia.
www.museodellashoah.it

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