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Violenza sulle donne, da indagine ISTAT, quasi tre milioni di donne italiane l'hanno subita prima dei 16 anni

Comitato Referendum Educazione Affettiva: "La prevenzione deve iniziare dalla scuola che deve avere un ruolo fondamentale nel fornire, con contenuti adeguati all’età, strumenti per riconoscere comportamenti violenti costruire relazioni sul rispetto reciproco. Fondamentale firmare per il referendum".

printDi :: 16 settembre 2026 17:13
Violenza sulle donne, da indagine ISTAT, quasi tre milioni di donne italiane l'hanno subita prima dei 16 anni

(AGR) Secondo l’ISTAT, il 15,3% delle donne italiane tra i 16 e i 75 anni ha subito almeno una forma di violenza fisica o sessuale prima dei 16 anni. L’8,2%, quasi 1 milione e 650 mila donne, ha subito almeno una violenza sessuale prima dei 16 anni. Più del 58% delle vittime non ne aveva parlato con nessuno.

L'indagine evidenzia inoltre un forte legame tra le violenze vissute durante l’infanzia e quelle subite successivamente: tra le donne italiane che avevano subito violenza fisica o sessuale anche da bambine, la quota che dichiara violenze nell’età adulta raggiunge il 57,2%, rispetto al 31,9% complessivo.

 
«Tre milioni di donne che hanno subito una violenza prima ancora di compiere 16 anni sono un dato che non possiamo leggere come l'ennesima statistica. Ci dice quanto sia necessario intervenire prima, quando ragazze e ragazzi stanno imparando cosa siano una relazione, il rispetto dei confini propri e altrui e il consenso», dichiarano Fabrizio Marrazzo e Marina Zela, promotori del Referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole” .

«Quando parliamo di prevenzione della violenza sulle donne non possiamo limitarci a intervenire quando la violenza è già avvenuta. Per il nostro Comitato la scuola deve avere un ruolo fondamentale nel fornire, con contenuti adeguati all’età, strumenti per riconoscere comportamenti violenti, comprendere il consenso, rispettare i confini e costruire relazioni fondate sul rispetto».

Il Comitato ricorda che il referendum “Sì educazione affettiva nelle scuole” ha superato le 500 mila sottoscrizioni online e cartacee, ma la raccolta firme continua.

«Aver superato le 500 mila firme non significa che dobbiamo fermarci. Al contrario, proprio in questi giorni è importante continuare a firmare e far firmare: ogni firma in più rafforza la richiesta che arriva dal Paese affinché la prevenzione e l’educazione affettiva e sessuale nelle scuole diventino finalmente una priorità del dibattito pubblico». continuano Fabrizio Marrazzo e Marina Zela

Il Comitato rivolge inoltre un appello ai telegiornali, alle redazioni e a tutti i mezzi di informazione: «Ogni giorno televisioni e giornali raccontano femminicidi, violenze e abusi. È indispensabile farlo. Ma insieme alla cronaca dei problemi chiediamo che venga dato spazio anche al dibattito sulle possibili risposte e sulle iniziative concrete che i cittadini stanno portando avanti. Esiste un referendum sull’educazione affettiva e sessuale nelle scuole, ha già raccolto oltre mezzo milione di firme e la raccolta è ancora aperta: anche questa è una notizia che merita di arrivare nei telegiornali e nelle case degli italiani».

«Il dato ISTAT secondo cui oltre la metà delle vittime di violenza sessuale subita da bambine non ne parlò con nessuno deve farci riflettere. La prevenzione significa anche dare a ragazze e ragazzi parole, conoscenze e strumenti per riconoscere ciò ch e stanno vivendo e poter chiedere aiuto».Per questo il Comitato invita a continuare a sottoscrivere e sostenere il referendum nei prossimi giorni.

foto archivio AGR no alla violenza sulle donne da Polizia di Stato

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