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Traffico di rifiuti ferrosi, commercializzate circa 2700 tonnellate di rifiuti per un utile di 1900 mila euri, cinque arresti

I Carabinieri del NOE di Milano hanno scoperto l'illecita gestione e commercio di oltre 2700 tonnellate di rifiuti ferrosi. I militari hanno accertato guadagni illeciti per quasi 2 milioni di euro. Aumenta l'attività di contrasto al traffico illecito

printDi :: 24 maggio 2021 16:34
carabinieri NOE

carabinieri NOE

(AGR) Nella mattinata odierna in Lombardia, i Carabinieri del NOE di Milano hanno dato esecuzione a un’ordinanza di misura cautelare a carico di 5 persone emessa dal G.I.P. del Tribunale di Milano nei confronti di soggetti ritenuti responsabili, a vario titolo, di “attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti” e “gestione di rifiuti non autorizzata”. Nel corso delle indagini sono stati denunciati in stato di libertà ulteriori 7 indagati nonché sono stati sottoposti a sequestro 5 automezzi utilizzati per il trasporto illegale dei rifiuti.

Le attività investigative, condotte dal Nucleo Operativo Ecologico Carabinieri di Milano a seguito degli accertamenti svolti dalla Stazione CC Forestale di Carlazzo (CO) sul conto di alcuni trasportatori di rottami ferrosi operanti nelle province di Como, Lecco e Sondrio, e coordinate dalla DDA di Milano, hanno consentito di individuare l’esistenza di una struttura criminale operante attraverso una società a conduzione familiare con impianto in Provincia di Lecco, adibito a nodo strategico per la gestione, il traffico ed il commercio di ingenti quantitativi di rifiuti ferrosi acquisiti tramite l’operato di vari trasportatori - tra i quali gli odierni indagati in stato di libertà - e di una vasta rete di fornitori (in totale 82, la cui posizione sarà oggetto di successivo approfondimento) i quali, contravvenendo al principio della tracciabilità dei rifiuti, effettuavano un’attività illecita di raccolta al dettaglio e porta a porta e successivo conferimento presso il suddetto impianto benché privi del formulario d’identificazione rifiuti e senza l’obbligatoria iscrizione dei mezzi di trasporto all’albo gestori ambientali.

Attraverso le indagini, è stato possibile ricostruire come gli acquisti e le cessioni di materiale ferroso, seppur costituente una vera e propria gestione in forma imprenditoriale, era da considerarsi illecita in quanto:

- il materiale veniva raccolto nell’impianto da trasportatori non autorizzati;

- i rifiuti venivano conferiti con autocarri non iscritti all’Albo Gestori Ambientali e senza la documentazione giustificativa;

- venivano predisposti falsi formulari d’identificazione dei rifiuti al solo fine di bilanciare le entrate illecite dei rottami ferrosi con le uscite verso impianti autorizzati.

Inoltre, è emerso come gli appartenenti al gruppo criminale si siano adoperati per tentare di inquinare o sviare l’accertamento dei fatti ad opera dei Carabinieri del NOE in quanto consapevoli delle condotte illecite tenute nelle modalità di gestione dell’impianto, come dimostrano alcune conversazioni intercettate attraverso le quali gli indagati comunicavano tra loro la presenza dei militari nell’impianto o nelle immediate vicinanze e le strategie attuate per evitare di incorrere in eventuali controlli. Nel corso dell’operazione sono stati raccolti elementi di reità in ordine alla commissione per un illecito profitto di circa € 1.900.000,00 euro mentre la stima dei rifiuti metallici illecitamente gestiti ammonta a circa 2700 tonnellate.

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