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Tivoli, 37enne ai domiciliari per presunti abusi su minore e detenzione materiale pedopornografico

Nel corso delle indagini è stato ricostruito il rapporto di dipendenza affettiva e psicologica che legava la minore all’uomo. Quest'ultimo approfittando delle condizioni psichiche e familiari della minore aveva instaurato un rapporto di fiducia e confidenza sfociato in una effettiva convivenza

printDi :: 05 giugno 2026 14:53
polizia tivoli

polizia tivoli

(AGR) Lo scorso 22 maggio 2026, gli investigatori del Commissariato Distaccato di P.S. Tivoli-Guidonia e della Sezione di Polizia Giudiziaria della Procura della Repubblica di Tivoli hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari con  braccialetto elettronico emessa dal Gip del Tribunale di Tivoli, nei confronti di un trentasettenne italiano  gravemente indiziato dei reati di atti sessuali con minore degli anni 14 e detenzione di materiale pedopornografico. 
L’attività investigativa ha avuto origine nel febbraio 2025, in seguito ad una segnalazione di evasione scolastica pervenuta al Commissariato di P.S Tivoli, riguardante alcuni minori appartenenti ad un nucleo familiare residente nel territorio tiburtino. 

Nel corso di un accesso domiciliare effettuato con il supporto dei servizi sociali presso l’abitazione del nucleo familiare, gli agenti hanno riscontrato un quadro di grave degrado abitativo e di forte fragilità sociale. In tale contesto, è emersa l’assenza della figlia maggiore, dodicenne, che, secondo quanto riferito dai familiari, era solita trascorrere abitualmente lunghi periodi in compagnia di un uomo, da tempo vicino alla famiglia ed indicato dalla giovane come uno “zio”.

 
Gli immediati approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare un monolocale, preso in locazione dall’uomo nel mese di gennaio nel comune di Guidonia Montecelio, dove la minore è stata rintracciata. 

Nel corso della perquisizione domiciliare, sono stati rinvenuti e sequestrati 90 involucri contenenti cocaina, oltre a materiale per il confezionamento, telefoni cellulari, schede telefoniche e denaro contante per un ammontare complessivo superiore ai 3.000 euro. I riscontri immediati dell’attività hanno, pertanto, determinato l’arresto dell’uomo per il reato di detenzione di sostanze stupefacenti ai fini di spaccio.

Parallelamente, l’attività investigativa, sviluppata attraverso l’acquisizione delle relazioni dei servizi sociali e della struttura di accoglienza presso la quale la minore era stata collocata, ha consentito di ricostruite il rapporto di dipendenza affettiva e psicologica che la legava all’uomo, indice di vulnerabilità della minore.

Secondo quanto emerso, quest’ultimo, approfittando delle precarie condizioni psichiche e familiari in cui la giovane vittima versava, aveva instaurato un rapporto di fiducia e confidenza sfociato in una effettiva convivenza con la minore.

Gli accertamenti tecnici effettuati tramite l’analisi dei dispositivi informatici rinvenuti nella disponibilità dell’indagato hanno consentito di accertare la presenza di numerosi file dal contenuto pedopornografico. 
Gli elementi raccolti dalla Polizia di Stato e condivisi con l’Autorità Giudiziaria hanno consentito di ritenere sussistenti gravi indizi di colpevolezza a carico dell’uomo in relazione ai reati contestati, determinando l’emissione della misura cautelare degli arresti domiciliari, aggravata dall’ applicazione del dispositivo elettronico di controllo. 

L’indagato è stato quindi sottoposto alla misura cautelare presso la propria abitazione, dove resterà a disposizione dell’Autorità Giudiziaria procedente. Si comunica, nel rispetto dei diritti dell’indagato (da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento – indagini preliminari – fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile) e al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente tutelato. Quanto sopra, pertanto, si comunica, nel rispetto dell’ indagato da ritenersi  presunto  innocente, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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