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Scuola, lettera aperta dei genitori di un Istituto Comprensivo al Ministro: siamo stremati dall'emergenza

Dalla lettera dei genitori: "La scuola quest'anno sarebbe dovuta ripartire a pieno ritmo, senza DAD e sempre in presenza. Nulla di tutto ciò è accaduto, anzi la situazione è addirittura peggiorata. I bimbi sono tornati a scuola nelle stesse classi e con le mascherine da indossare tutto il giorno

printDi :: 18 dicembre 2021 20:05
Scuola, lettera aperta dei genitori di un Istituto Comprensivo al Ministro: siamo stremati dall'emergenza

(AGR) Riceviamo e pubblichiamo: A nome di molti genitori della nostra scuola riuniti nel “Comitato Genitori IC Vega”, (Istituto Comprensivo viale Vega ubicato nel X Municipio) scriviamo questa lettera aperta rivolta alle istituzioni e per conoscenza agli organi di informazione e a tutti coloro che vivono la scuola:“Sono passati più di due anni e siamo ormai stremati dalle tante fatiche che ci è stato chiesto di affrontare, in un periodo cosiddetto emergenziale. Solitamente un'emergenza dura per un periodo  abbastanza breve, nel quale tutti devono riuscire a sopravvivere in condizioni difficili, inedite ed  eccezionali. Oggi, dopo quasi due anni, come genitori, ci chiediamo cosa ci sia di improvviso e di inatteso in ciò che stiamo vivendo.

La scuola quest'anno sarebbe dovuta ripartire a pieno ritmo, senza DAD e sempre in presenza, con bimbi tracciati e sereni. Nulla di tutto ciò è accaduto, anzi la situazione ci pare addirittura peggiorata.I bimbi sono tornati a scuola nelle stesse classi e con le stesse mascherine da indossare tutto il giorno. Già, perché nella scuola, a differenza di uffici postali, uffici pubblici e negozi, abbiamo spesso 25 alunni stipati in aule, nelle quali, se venisse applicato un reale DISTANZIAMENTO, ne entrerebbe al massimo la metà.

Lo scorso anno  - continua la lettera - si denunciava la necessità di una maggiore quantità di spazi, aule, soldi; insomma poteva essere l'occasione per investire realmente nella scuola, che rappresenta il vero futuro di un paese. E invece niente, si torna tutti negli stessi spazi ristretti, ma peggio di prima. Anzi, i nostri bimbi hanno dovuto rinunciare ai laboratori e alle aule di informatica pur di "farsi" spazio.

Ma gli unici che si sono impegnati sono stati loro, non di certo chi ne aveva il dovere. I pochi spazi concessi hanno evitato ad alcuni i doppi turni, ma non ci hanno consentito di stare più sicuri. Non solo … La pandemia ci avrebbe dovuto insegnare anche a evitare di far ruotare i docenti su più classi della primaria, per limitare i contagi e la difficile gestione delle successive quarantene.

Le circolari ASL, negli ultimi tempi, si caratterizzano nell'essere sempre una diversa dall'altra, anche a distanza di poche ore e non aiutano assolutamente l'organizzazione della vita scolastica e familiare.

All'arrivo del procedimento, le famiglie spesso sono invitate a portare i bimbi a fare il tampone presso drive-in lontani, dove si fanno anche 5 ore di fila. Sono molte le famiglie che per evitare questa Odissea, si rivolgono a centri privati a pagamento. E poi, come spesso accade, arriva il bello: si va tutti in DAD. DAD che nella scuola primaria è di sole 11 ore settimanali a fronte di un tempo pieno che raggiunge le 40 ore. Le ore sono pochissime e non garantiscono né un'adeguata formazione didattica, né assolutamente alcun punto di riferimento psicologico.

Una particolare attenzione, inoltre, va data alle innumerevoli difficoltà riscontrate dagli alunni con disabilità che si trovano, nella maggior parte dei casi, a non essere in grado di seguire una DAD che non comprende le figure preposte all'inclusione, quali gli assistenti alla comunicazione, il tiflodidatta o l'interprete Lis, uniti all'insegnante di sostegno.

Per queste famiglie l'abbandono è TOTALE anche dal punto di vista assistenziale e terapeutico. Viene negato non solo il diritto allo studio, ma anche il diritto all'inclusione ed alla socializzazione che avviene soprattutto in ambito scolastico.

Spesso i genitori sono contemporaneamente in smart-working, non riescono a compensare le lacune e si crea un clima familiare difficile da gestire. Qualcuno ci può spiegare, se ci riesce, come sia mai pensabile “fare” scuola, svolgendo solo 11 ore alla settimana? In questi due anni, è possibile che nessuno dei tanti “saggi” chiamati a disquisire sull'infanzia e sulla didattica sia riuscito a trovare una formula che garantisse un'adeguata sostituzione dalla scuola "vera"?

Per esempio: lezioni asincrone che potrebbero incrementare le ore live, con magari un lavoro svolto da solo dal bimbo per poi correggerlo con la maestra (lezioni a intervalli)? Lezioni a piccoli gruppi per permettere a tutti di non perdersi, anche ai più fragili? Integrazione della DAD con strumenti multimediali didattici alternativi e integrati nella piattaforma della scuola? Riattivazione dei presidi sanitari scolastici?

In tutto questo le poche ore di DAD giornaliere spesso non si possono neanche svolgere, perché la linea internet della scuola è lenta o non funziona del tutto. Vogliamo specificare che abbiamo la massima considerazione dei lavoratori della scuola: presidi, personale ATA e insegnanti, che, come noi, sono costretti a subire le inefficienze del sistema.

Ci rivolgiamo al Ministro, ai Sottosegretari e al Direttore dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio: voi siete stati nominati per ricoprire incarichi fondamentali e importantissimi. I vostri ruoli, oltre a essere ben remunerati, devono porsi anzitutto al servizio della collettività: dalle vostre decisioni dipendono il futuro della nostra scuola e l’istruzione dei nostri figli. Per ricoprire il ruolo di ministro, sottosegretario o alto dirigente pubblico occorre avere delle precise competenze e bisogna assumersene in pieno tutte le responsabilità.

Siamo stanchi dell’immobilismo, della mancata centralità della scuola e delle gravi inadempienze tuttora in essere dopo quasi due anni di pandemia. Non vi chiediamo la bacchetta magica, ma almeno pretendiamo la certezza che svolgiate al meglio il vostro lavoro. Un lavoro che deve essere al servizio di noi cittadini, molti dei quali purtroppo il lavoro lo hanno perso a causa della pandemia. Dobbiamo lottare insieme per realizzare urgentemente e con fatti concreti una scuola migliore per tutti".

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