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Roma, retata di pusher della Polizia, 10 arresti negli appartamenti ed "on the road"

Gli appartamenti utilizzati come basi di spaccio organizzati e studiati “a tavolino” con ambienti domestici trasformati in veri e propri centri di lavorazione. Scoperti due laboratori in house con la cucina adibita a piano per il “taglio” e130 gr di cocaina. Al Flaminio sequestrati 140 gr di hashish

printDi :: 02 aprile 2026 17:07
Polizia la droga sequestrata negli arresti

Polizia la droga sequestrata negli arresti

(AGR) Droga pronta allo smercio, smartphone usati come canali di vendita e basi operative dentro appartamenti apparentemente anonimi: è il flusso emerso dall’attività della Polizia di Stato, che, in pochi giorni, ha portato a 10 arresti tra la Capitale e la provincia.Il primo colpo è stato messo a segno a Ponte di Nona, dove gli agenti delle Volanti hanno intercettato un ventisettenne romano, sorpreso a muoversi tra i palazzi con l’atteggiamento tipico di chi è in attesa di acquirenti. Alla vista della pattuglia, il giovane ha subito tentato la fuga, che è stata però prontamente interrotta dagli operatori.
Il controllo ha consentito di rinvenire un vero e proprio kit “pronto vendita”: 32 dosi di crack, confezionate singolarmente e contraddistinte da involucri di colori diversi, utili a distinguere rapidamente il tipo o il peso della sostanza, oltre a denaro contante suddiviso in banconote di piccolo taglio.

Uno schema analogo è stato individuato anche in zona Porta Maggiore, dove lo scambio avveniva all’interno di un’autovettura, utilizzata come luogo “protetto” per la cessione. L’intervento degli agenti ha interrotto la trattativa, consentendo di sequestrare 35 involucri di cocaina nascosti nel vano portaoggetti.

 
La filiera di arresti è poi proseguita “al chiuso”, dove lo spaccio viene organizzato e studiato “a tavolino”, in ambienti domestici trasformati in veri e propri centri di lavorazione.
Così, gli investigatori dei Commissariati di P.S. Colleferro e Flaminio hanno scoperto due laboratori in house della droga.
Nel primo caso, la cucina era stata adibita a piano per il “taglio”, con oltre 130 grammi di cocaina e materiale per il confezionamento.

Nel secondo, nel quartiere Flaminio, sono stati sequestrati più di 140 grammi di hashish, già pronti per la distribuzione.
In entrambi i casi è scattato l’arresto dei due “gestori”.
Sul fronte dell’approvvigionamento, invece, sono stati gli agenti del Commissariato di P.S. Civitavecchia ad intercettare un veicolo sospetto: all’interno, un ventiduenne romano trasportava “scorte” di hashish, suddiviso in panetti destinati al mercato del litorale.

Intorno al sistema delle chat per la prenotazione e la consegna on demand hanno preso forma altri 6 arresti, tutti operati a fronte di scambi costruiti tramite strumenti di messaggistica istantanea utilizzati per le richieste su ordinazione e per l’organizzazione delle consegne.

Le operazioni, condotte tra i quartieri Fidene, Romanina, Trieste e Portuense, hanno portato al sequestro di decine di grammi di cocaina, crack e ketamina.

Per completezza si precisa che le evidenze investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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