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Roma. Operazione “Affari di famiglia”. Polizia di Stato e Guardia di Finanza

Penetrazione della camorra nel tessuto economico della Capitale e del Nord Italia. Eseguite 28 misure cautelari, sequestrati beni e aziende per un valore di oltre 15 milioni di Euro

printDi :: 07 luglio 2020 12:43
Operazione “Affari di famiglia”. Polizia di Stato e Guardia di Finanza

Operazione “Affari di famiglia”. Polizia di Stato e Guardia di Finanza

(AGR) Alle prime ore di questa mattina, agenti della Squadra Mobile di Roma e militari del Nucleo Speciale Polizia Valutaria della Guardia di Finanza, con il supporto di altre unità operative del Corpo e della Polizia di Stato, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza applicativa di misure cautelari emessa dal G.I.P. del Tribunale di Roma, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 28 persone e a un sequestro preventivo di beni per circa 15 milioni di euro.

Operazione “Affari di famiglia”.

Operazione “Affari di famiglia”.

Inoltre, sono state eseguite 16 misure cautelari in carcere nei confronti di appartenenti alla cosca, ritenute responsabili, a vario titolo e in concorso, di estorsione, usura, trasferimento fraudolento di valori, riciclaggio, autoriciclaggio e reimpiego di proventi illeciti, con l’aggravante di aver agito con metodo mafioso agevolando la galassia criminale della camorra campana che, dalla terra di origine, si è de localizzata  anche nel Lazio e in altre regioni italiane.

Operazione “Affari di famiglia”.

Operazione “Affari di famiglia”.

In particolare, è stata smantellata la famiglia “SENESE”, più volte coinvolta in indagini di criminalità organizzata, facente capo al noto pluri pregiudicato M. S., attualmente detenuto presso la casa di reclusione di Catanzaro, dove sta scontando una condanna quale mandante dell’omicidio del “boss della Maranella” Giuseppe Carlino. 

Operazione “Affari di famiglia”.

Operazione “Affari di famiglia”.

Il “gruppo SENESE”, di origini napoletane, storicamente collegato al clan “MOCCIA” di Afragola, si è insediato stabilmente nella città di Roma negli anni ’80, dove è riuscito ad affermarsi tra le più influenti realtà criminali capitoline, dedicandosi principalmente al traffico di stupefacenti, alla gestione delle piazze di spaccio e al riciclaggio di proventi illeciti, accrescendo il potere criminale ed economico e agevolando la persistenza e la pervasività dell’associazione mafiosa di riferimento.

La Capitale è diventata il centro nevralgico per tessere le relazioni e i contatti con tutto il territorio nazionale, controllare le attività illecite e convogliare gli ingenti profitti ricavati in settore economici in cui è più facile investire denaro contante, non tracciabile.

Operazione “Affari di famiglia”.

Operazione “Affari di famiglia”.

La famiglia ha costituito cosi un sistema criminale organico, strutturato e collaudato, che ha potuto contare innanzitutto sul ruolo di M. S. che, anche durante il periodo di detenzione, ha continuato a coordinare e gestire le attività illecite della famiglia stabilendo la strategia criminale, mediante i messaggi criptici trasmessi ai familiari autorizzati a presenziare ai colloqui, in particolare il figlio e la moglie. In almeno due occasioni, il detenuto si è scambiato con il figlio, senza farsi notare dal personale di vigilanza, le calzature rispettivamente indossate.

L’odierna operazione - che ha interessato anche le province di Milano, Verona, Napoli, Frosinone e L’Aquila - si inserisce nel quadro delle azioni poste in essere dalla Polizia di Stato e dalla Guardia di Finanza, con il coordinamento della Direzione Distrettuale Antimafia di Roma, volte al contrasto dell’infiltrazione della criminalità organizzata nell’economia legale, nonché all’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati.

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Questura di Roma
Guardia di Finanza
Operazione “Affari di famiglia”.

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