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Roma Est, retata di pusher della Polizia, 8 arresti e 4 kg. di droga sequestrata, stupefacente nascosto in casa e in un camper

A Casal Bruciato, una “matrioska” domestica dello spaccio con una scorta “tascabile” di cocaina, rinvenuta in un pacchetto di sigarette di un pusher.La perquisizione domiciliare ha poi spalancato le porte ad un’abitazione arredata come un vero e proprio deposito a scomparti di stupefacente

printDi :: 19 ottobre 2026 14:17
Polizia la droga sequestrata

Polizia la droga sequestrata

(AGR) Una “matrioska” domestica dello spaccio, sviscerata tra un inventario variegato di mangime, trasportini per gatti e scatole di scarpe, ed un camper-dispenser della droga a motore spento sono le versioni più ingegnose degli ultimi nascondigli per la vendita al dettaglio stanati dai Falchi della Polizia di Stato nella periferia est della Capitale.

Da Casal Bruciato a Ponte di Nona e Tor Bella Monaca, passando per il Quarticciolo, gli investigatori della VI sezione della Squadra mobile hanno neutralizzato in flagranza 8 pusher, nella cui disponibilità sono state rinvenute e sequestrate oltre 800 dosi di sostanze stupefacenti, per un peso complessivo di circa 4 chilogrammi.

 
A Casal Bruciato, a schiudere la “matrioska” domestica dello spaccio è stata una scorta “tascabile” di 20 involucri di cocaina, rinvenuta al seguito di un giovane in un pacchetto di sigarette.La successiva perquisizione domiciliare ha poi spalancato le porte ad un’abitazione arredata come un vero e proprio deposito a scomparti, dove ciascun arredo domestico aveva cambiato destinazione d’uso. Nel salone, la droga era mimetizzata tra gli oggetti della quotidianità: 257 dosi di cocaina erano nascoste tra confezioni di mangime per gatti e scatole di scarpe, mentre un trasportino per felini custodiva 23 panetti di hashish ed altre 37 bustine della medesima sostanza.

La matrioska proseguiva nella camera da letto, con altre 440 dosi di cocaina occultate sotto il letto e, nella cassettiera, involucri e coltelli ancora intrisi della sostanza. Sul balcone, ancora, una cassaforte proteggeva parte degli incassi, mentre bilancini di precisione, macchine per il sottovuoto e centinaia di bustine completavano l’attrezzatura destinata al confezionamento.

La gestione della contabilità, infine, era affidata ad un quaderno riportante date, cifre e riferimenti alle diverse tipologie di cocaina. L’intero inventario -pari a circa 4 kg tra hashish e cocaina ed oltre 1.000 euro in contanti – è stato sequestrato, mentre per il giovane e la madre, conviventi all’interno della casa-deposito, è scattato l’arresto.
Tra le piazze del Quarticciolo, Ponte di Nona e Tor Bella Monaca, lo spaccio al dettaglio si muoveva nella cornice di una rete di protezione di sentinelle.

Rompendo il muro di vedette, i Falchi hanno neutralizzato diverse cessioni in flagranza, arrestando altri 5 pusher, tutti di origine extracomunitaria, e sequestrando al loro seguito oltre 80 dosi di cocaina, nascoste all’occorrenza tra gli indumenti intimi o in depositi di fortuna ricavati nel verde.
Aveva allestito un dispenser più ingegnoso, invece, il giovane di origini egiziane intercettato a Ponte di Nona, tra via Aldo Capitini e via Alberto Luthuli.Aveva trasformato un camper in sosta in un distributore a motore spento: accompagnava gli acquirenti nei pressi del veicolo e, ad ogni richiesta, recuperava la dose in corrispondenza della ruota posteriore, mentre un complice teneva gli incassi separati in una tracolla.
L’allarme lanciato dalle vedette ha seminato quest’ultimo, ma non ha lasciato riparo alla merce ed al rivenditore al dettaglio. Per il giovane, con il sequestro di otto dosi di cocaina, è scattato l’arresto.
Fermo restando che tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità giudiziaria, per completezza si precisa che le evidenze informative e investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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