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Roma, cornetti alla cocaina, sigilli ad un bar

Alla Collatina una cornetteria era stata trasformata in base di spaccio. Emesso un provveddimento di chiusura per 30 giorni. Chiusura associazione culturale in via del Mandrione per inottemperanza ai protocolli COVID 19, che impongono divieti balli al chiuso

printDi :: 19 luglio 2020 18:14
Roma, cornetti alla cocaina, sigilli ad un bar

(AGR) Erano stati i Falchi della Squadra Mobile di Roma a scoprire una base di spaccio all’interno di una cornetteria in zona Collatina dove i clienti, oltre ai prodotti da forno, acquistavano anche droga, e a sequestrare circa mezzo kg. di cocaina suddivisa in dosi pronte per essere smerciate.

 In seguito a tale attività, finalizzata al contrasto dello spaccio di sostanze stupefacenti e alla tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica, e per la quale il titolare era finito in manette, il Questore di Roma, in ossequio all’art. 100 TULPS, ha emesso un provvedimento di chiusura nei confronti dell’esercizio commerciale per un periodo di 30 giorni. Sono stati gli agenti del commissariato Torpignattara, diretto da Giuseppe Amoruso, ad affiggere, sulla serranda  del locale, il cartello “Chiuso con provvedimento del Questore”. Il proprietario dell’attività si trova ora sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

La Questura di Roma – Divisione Polizia  Amministrativa e Sociale – ha proceduto inoltre alla chiusura di un’associazione culturale in via del Mandrione per inottemperanza ai protocolli COVID 19, che impongono il divieto di esercizio alle discoteche al chiuso.Nella circostanza sono state trovate a ballare circa 80 persone assembrate, prive di mascherina e senza rispettare la distanza di 2 metri  prevista dallo specifico protocollo.

Inoltre  non era stato designato nessun addetto alla sorveglianza che facesse rispettare il distanziamento interpersonale adeguato rispetto alla capienza del locale di circa 400 metri quadri. L’attività di controllo si inserisce in un programma di serrate verifiche in funzione del contrasto all’abusivismo del settore.Gli accertamenti hanno evidenziato una conduzione irregolare del circolo, con attività di intrattenimento e spettacolo e somministrazione di bevande ed alimenti esercitata, oltre che in maniera difforme alle norme COVID, in forma del tutto abusiva in quanto svolta come se si trattasse di esercizio pubblico, dal momento che l’accesso al locale era consentito in distintamente a tutti e non ai soli soci.

Pertanto al  presidente del circolo sono stati contestati i reati di apertura abusiva di luoghi di pubblico spettacolo ed intrattenimento e sanzioni per un ammontare di circa 6 mila euro, dovute alla mancanza dell’etilometro, del Kit alcol – test e del divieto di fumo.

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