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Roma, consegne a domicilio di droga individuate dalla Polizia, un pusher nascondeva la droga in un calzino

A Fiumicino, la droga seguiva una filiera costruita sulle consegne a domicilio. Le ordinazioni sarebbero state gestite a distanza, mentre l’ultimo tratto verso il cliente veniva percorso in sella ad una bicicletta elettrica. Un pusher sulla Cassia in mano teneva un calzino con sei dosi di cocaina.

printDi :: 16 settembre 2026 18:29
Polizia la droga sequestrata

Polizia la droga sequestrata

(AGR) Basi di rifornimento ricavate in locali di fortuna, dosi in formato tascabile pronte per la vendita e consegne direttamente all’indirizzo dei clienti sono gli scenari che ricorrono negli ultimi interventi della Polizia di Stato tra il centro ed il litorale romano, conclusisi con l’arresto di cinque pusher.
All’Eur, a guidare gli investigatori del IX Distretto Esposizione sulle tracce di due degli odierni indagati sono stati i loro movimenti intorno ad una dependance di pertinenza di una struttura ricettiva in Via Pontina.
Un ingresso di pochi minuti ed alcuni movimenti sospetti intorno ad una busta gialla sistemata nei pressi di un frigorifero hanno orientato l’attenzione degli agenti su quello che sarebbe risultato essere un punto di appoggio per la vendita al dettaglio.

Quando i due sono tornati verso l’auto, uno di loro, accortosi della presenza della Polizia, avrebbe tentato di disfarsi di alcuni involucri di cocaina lasciandoli cadere nei pressi della vettura. Il gesto ha ricondotto gli investigatori proprio alla dependance: all’interno della busta gialla sono state recuperate altre 23 dosi di cocaina e crack, insieme a tre bilancini di precisione. Circa 800 euro in contanti sono stati, invece, rinvenuti nella disponibilità dei due, entrambi arrestati in concorso per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.

 
A Fiumicino, la droga seguiva, invece, una filiera costruita sulle consegne a domicilio. Le ordinazioni sarebbero state gestite a distanza, mentre l’ultimo tratto verso il cliente veniva percorso in sella ad una bicicletta elettrica. Seguendo il circuito del delivery, gli investigatori del Commissariato di P.S. Fiumicino sono risaliti alla base dalla quale sarebbero partite le consegne.
È qui che, all’interno di un cassetto della scrivania, sono stati rinvenuti oltre 34 grammi di cocaina e circa 9 grammi di hashish, oltre a due bilancini di precisione, telefoni cellulari e 230 euro in contanti. Per l’uomo è scattato l’arresto per detenzione ai fini di spaccio.

Sulla Cassia, invece, sono stati pochi secondi a tradire un automobilista incrociato da una pattuglia del Commissariato di P.S. Flaminio Nuovo. Alla vista dell’auto della Polizia, l’uomo avrebbe improvvisamente cambiato direzione, attirando l’attenzione degli agenti, che lo hanno raggiunto e sottoposto a controllo. Nel palmo della mano stringeva un calzino utilizzato come involucro di fortuna per nascondere sei dosi di cocaina. Anche per lui è scattato l’arresto.
L’ultima operazione si è concentrata nel cuore della Capitale, all’interno dell’atrio della stazione Colosseo della linea B della metropolitana. Ad indirizzare gli agenti del Commissariato di P.S. Celio verso lo zaino di un uomo è stato il fiuto del cane antidroga Nia. Il controllo ha svelato un ulteriore espediente per dissimulare lo stupefacente: quasi un etto di hashish era stato occultato tra le pieghe di un lenzuolo riposto all’interno dello zaino, determinando l’arresto del pusher.

Tutti gli arresti sono stati convalidati dall’Autorità Giudiziaria.

Per completezza si precisa che le evidenze informative ed investigative sopra descritte attengono alla fase delle indagini preliminari e che, pertanto, per tutti gli indagati vige il principio di presunzione di innocenza fino ad un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.Quanto sopra, si comunica, nel rispetto degli indagati che sono da ritenere presunti innocenti, in considerazione dell'attuale fase del procedimento, ovvero quella delle indagini preliminari, fino a un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile e al fine di salvaguardare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito.

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