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Papa Francesco, il messaggio Urbi et Orbi ai tempi della pandemia

printDi :: 12 aprile 2020 14:59
Papa Francesco, il messaggio Urbi et Orbi ai tempi della pandemia

Papa Francesco, il messaggio Urbi et Orbi ai tempi della pandemia

(AGR) Un momento di silenzio al posto dell'Omelia e poi la scelta di non celebrare il rito del Resurrexit (che ricorda lo stupore di Pietro nel vedere il sepolcro vuoto ndr) per contestualizzare questa Pasqua alle difficoltà del presente. Nel mondo sconvolto dalla pandemia e dalle regole del distanziamento sociale ecco il messaggio di Papa Francesco. Sono parole forti in un momento in cui a ogni latitudine si discute su quando si uscirà da questo tunnel. 

Papa Francesco, il messaggio Urbi et Orbi

Papa Francesco, il messaggio Urbi et Orbi

Il suo pensiero va «ai malati, a coloro che sono morti e ai familiari che piangono per la scomparsa dei loro cari, ai quali a volte non sono riusciti a dare neanche l’estremo saluto». Poi il messaggio ai governanti: «Fornite gli strumenti ai cittadini per superare le difficoltà» e ancora «condonate il debito dei Paesi più poveri». C'è poi il monito all'Europa, quello ripreso dalle testate online di tutto il mondo:«L'Europa ha di fronte a sé una sfida epocale, dalla quale dipenderà non solo il suo futuro, ma quello del mondo intero. Non si perda l’occasione di dare ulteriore prova di solidarietà, anche ricorrendo a soluzioni innovative. L’alternativa è solo l’egoismo degli interessi particolari con il rischio di mettere a dura prova la convivenza pacifica e lo sviluppo delle prossime generazioni».

Lo sguardo del Pontefice corre veloce e arriva anche in quelle terre martoriate dalla guerra che in tempo di coronavirus, paradosso dei tempi, non hanno smesso il linguaggio delle armi. Questo è il tempo «in cui porre finalmente termine alla lunga guerra che ha insanguinato la Siria, al conflitto in Yemen e alle tensioni in Iraq, come pure in Libano. Israeliani e Palestinesi possono trovare una soluzione stabile e duratura che permetta ad entrambi di vivere in pace».

Piazza del Vaticano ai tempi del Coronavirus

Piazza del Vaticano ai tempi del Coronavirus

Ma il Papa non dimentica neanche le altre aree del Mondo dove si consumano crisi umanitarie: «Si doni - dice il Pontefice - la protezione ai tanti migranti e rifugiati, molti dei quali sono bambini, che vivono in condizioni insopportabili, specialmente in Libia e al confine tra Grecia e Turchia e nell'Isola di Lesbo» . E ancora: «Basta con le sofferenze della popolazione che vive nelle regioni orientali dell’Ucraina. Si ponga fine agli attacchi terroristici perpetrati contro tante persone innocenti in diversi Paesi dell’Africa. Il Signore della vita si mostri vicino alle popolazioni in Asia e in Africa che stanno attraversando gravi crisi umanitarie, come nella Regione di Cabo Delgado, nel nord del Mozambico». Infine la supplica perché l'Altissimo «disperda le tenebre della nostra povera umanità e ci introduca nel suo giorno glorioso che non conosce tramonto».

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