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Ostia, via mar dei caraibi, subito la bonifica dell'ex nido

Lo chiede con insistenza in una nota dettagliata Marco Possanzini, segretario di Sinistra Italiana X Municipio che denuncia lo stato di degrado e pericolosità del fabbricato abbandonato da anni. Un pericolo concreto per la probabile presenza dell'amianto.

printDi :: 29 settembre 2020 16:16
Ostia, via mar dei caraibi, subito la bonifica dell'ex nido

(AGR) "In un Municipio  come  il nostro, praticamente privo di spazi pubblici e luoghi di socialità, - scrive Marco Possanzini Sinistra Italiana X Municipio - vedere l'ex nido di Via Mar dei Caraibi in uno stato letteralmente disastrato fa male al cuore. La struttura, posizionata al confine con la Scuola Comunale per l’infanzia “Stella del Mare” e dell’enorme plesso scolastico Mar dei Caraibi,  è a rischio crollo e molto  probabilmente rappresenta una minaccia per la salute delle persone e per l’ambiente in generale. Le pareti del prefabbricato, vista l’età della struttura, sono molto probabilmente farcite di amianto e di chissà quali altre sostanze nocive per la salute.

Vandalizzazioni e incendi hanno completato l’opera di distruzione e, ad oggi, materiali di ogni tipo sono dispersi ovunque, addirittura in forma volatile osservando i rivestimenti danneggiati che fuoriescono dai pannelli costituenti le pareti del fabbricato. Esiste quindi un pericolo concreto quanto silenzioso per la salute dei bambini, che quotidianamente si recano a scuola a pochi metri da questi manufatti disastrati, e dei  residenti del quartiere esposti potenzialmente a respirare la pericolosa fibra killer così come altre sostanze nocive.

Per il controllo, la demolizione e la messa in sicurezza di questo immobile - continua Possanzini -  sembra siano stati stanziati circa 200.000 euro ma finora l'Amministrazione non ha dato notizie sugli interventi da eseguire e sulle certificazioni relative alle sostanze nocive presenti in quella ex scuola prossima al collasso strutturale, praticamente nessuno ha mosso un dito.  Chiediamo chiarezza, le voci di corridoio e le rassicurazioni più o meno ufficiose non bastano più.

E’ il momento di certificare una volta e per tutte quante e quali sostanze nocive sono presenti fra i rottami di quell’edificio e conseguentemente di chiedere che quei 200.000 euro siano spesi immediatamente per avviare la bonifica dell’area in questione. Abbiamo inviato ad ARPA Lazio e alla ASL RM 3 una richiesta di intervento al fine di certificare, una volta e per tutte, quali sostanze siano presenti fra quei rottami. E’ questo l’unico modo per stimolare l’Amministrazione ad intervenire. Non va mai dimenticato che il Sindaco di una città è formalmente responsabile della salute dei cittadini e quindi non può ignorare o sottovalutare una possibile emergenza sanitaria derivata dalla presenza di sostanze gravemente nocive come possono esserlo l’amianto, soprattutto quando la “bomba” ambientale confina con dei plessi scolastici.

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