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Napoli, duro colpo al clan che controllava i parcheggiatori abusivi

Le indagini sono partite dal 2016 con l'arresto di un detenuto evaso che aveva ripreso le attività criminali peer la gestione del territorio. Documentate estorsioni in danno di attività imprenditoriali e commerciali, imprese edili, parcheggiatori abusivi.

printDi :: 19 gennaio 2021 13:49
Comando Provinciale Carabinieri Napoli

Comando Provinciale Carabinieri Napoli

(AGR) Nella mattinata odierna i Carabinieri del Comando Provinciale di Napoli hanno eseguito 15 misure cautelari nei confronti di appartenenti al clan "D'AUSILIO", operante nei quartieri di Cavalleggeri d'Aosta, Bagnoli, Coroglio ed Agnano del Capoluogo, ritenuti gravemente indiziati a vario titolo di "associazione di tipo mafioso", "omicidio", "lesioni personali", "detenzione illegale di armi", "estorsione", "favoreggiamento", "ricettazione" ed altro.

L'11 maggio 2016, il detenuto D,F., lasciava la Casa di Reclusione di Tempio Pausania (SS), ove stava scontando la pena dell'ergastolo per i reati omicidio e associazione di tipo mafioso, per godere di un permesso. Una volta uscito dal carcere, autorizzato a recarsi presso l'abitazione della sorella libero e senza scorta, si rendeva immediatamente irreperibile.

D.F., sebbene in clandestinità, imponeva il suo predominio per riconquistare il controllo delle attività criminali sui suddetti quartieri e fin da subito si registrava una escalation di violenze con "stese", pestaggi, atti intimidatori e dimostrativi posti in essere da soggetti a lui riconducibili per la ripresa della gestione delle attività illecite sul territorio. Le indagini, coordinate dalla DDA partenopea, oltre a consentire la cattura il 19 dicembre 2016 del latitante D. F. e l'individuazione della sua rete di fiancheggiatori, hanno fatto emergere l'inequivocabile contrapposizione armata in atto tra gruppi criminali e la piena operatività del clan.

Inoltre, sono state documentate numerose estorsioni in danno di attività imprenditoriali e commerciali: imprese edili, bar, officine meccaniche, lidi balneari, parcheggiatori abusivi, prostitute ed ormeggi di barche, con il pagamento, con cadenza periodica o una tantum, di somme di denaro tra 100 euro e 50mila euro.

Le indagini hanno permesso, inoltre, di acquisire importanti elementi probatori in relazione ad una gestione "mafiosa" dei parcheggi abusivi in prossimità dei locali notturni insistenti sull'area Flegrea, che si concretizzava anche con azioni violente nei confronti degli stessi parcheggiatori per costringerli a sottostare al dominio criminale e a versare una parte degli introiti illeciti alle casse del sodalizio, con il pagamento di una "tangente" di almeno 200 euro a settimana.

Proprio nell'ambito di questa strategia criminale è avvenuto l'omicidio di un parcheggiatore abusivo , il 17 giugno 2016, per il quale sono stati raccolti gravi indizi di colpevolezza a carico di affiliati al clan.

Nel corso delle attività investigative erano stati già sottoposti a fermo di indiziato di delitto, emesso dalla DDA nel settembre 2016 e maggio 2017, sette appartenenti al gruppo camorristico per il reato di estorsioni in danno di imprenditori ed attività commerciali.

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