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Migranti: Save the Children, in Grecia più di 5 mila minori non accompagnati in condizioni precarie

printDi :: 12 marzo 2020 18:54
Migranti

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(AGR) In seguito alla visita di oggi in Grecia della Commissaria Ue per la migrazione Johansson, Save the Children esprime apprezzamento per la volontà della Commissaria di procedere al ricollocamento dei minori migranti e rifugiati non accompagnati. L’Organizzazione accoglie con favore l’impegno a migliorare le condizioni di vita dei bambini migranti e rifugiati e, in particolare, l’annuncio di una conferenza che si terrà a maggio per discutere del ricollocamento dei minori non accompagnati dalla Grecia.   Più di 40 mila persone, di cui circa 4 su 10 sono bambini, sono attualmente bloccate nei campi sovraffollati delle isole greche e vivono in condizioni disumane, esposte a rischi per la loro salute fisica e mentale. Anche gli arrivi via mare dalla Turchia a Lesbo e sulle altre isole greche dell'Egeo sono aumentati e con essi la pressione sui campi già sovraffollati e allo stremo. In Grecia, vi sono più di 5 mila minori migranti non accompagnati, la maggior parte dei quali vive in condizioni a dir poco precarie sul territorio greco o sulle isole. Nell’ultima settimana, decine di migliaia di persone, compresi i bambini e le famiglie, si sono radunate al confine tra Grecia e Turchia. Molte di queste persone dormono all'aperto in condizioni impervie, con accesso limitato a servizi di prima necessità e a ripari, e le famiglie con bambini piccoli si trovano a dover fronteggiare la mancanza di beni essenziali, tra cui alimenti per bambini e pannolini. “Accogliamo con favore l'impegno della Commissaria Ue nei confronti della situazione dei minori migranti e dei rifugiati non accompagnati in Grecia. Incoraggiamo tutti gli Stati membri dell'Ue a intensificare il loro impegno affinché i minori non accompagnati di tutta la Grecia, comprese le isole, possano trovare sicurezza altrove – ha affermato Anita Bay, Direttrice di Save the Children Europa, l’Organizzazione internazionale che da oltre 100 anni lotta per salvare i bambini a rischio e garantire loro un futuro - . Esortiamo inoltre gli Stati membri a lavorare insieme per trovare soluzioni a lungo termine per le 42 mila persone, molte delle quali sono famiglie con bambini piccoli, bloccate sulle isole greche senza cibo adeguato, riparo o cure sanitarie. La priorità dovrebbe essere quella di dar vita a un meccanismo di condivisione delle responsabilità tra gli Stati membri dell’Unione Europea. Save the Children ha sostenuto il ricollocamento dei bambini dall'Italia e siamo pronti a contribuire, con la nostra esperienza in materia di protezione dei minori, anche al ricollocamento dei bambini dalla Grecia”. “Siamo fortemente preoccupati per il trattamento riservato ai migranti e ai rifugiati dall’Ue e dalla Grecia. Le notizie di persone - compresi bambini - che vengono rinchiuse ed espulse senza un giusto processo, di violenti respingimenti ai confini e l'uso costante di un linguaggio di tipo militare, mostrano un'Unione Europea che ha abbandonato il suo ruolo di portabandiera globale dei diritti umani. Il diritto all’asilo è un diritto fondamentale, previsto sia dalla Convenzione di Ginevra che dai trattati istitutivi dell'Ue. Il modo in cui l'Europa tratta migranti e rifugiati ha ripercussioni sul modo in cui vengono trattati altrove. Ci auguriamo quindi che la visita e le osservazioni della Commissaria Johansson in Grecia rappresentino l'inizio di una cooperazione più umana che metta al primo posto la protezione delle persone", ha concluso Anita Bay.

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