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Messina, smantellato cartello dedito alle corse clandestine, spaccio droga e truffa

I carabinieri hanno smantellato un'organizzazione criminale dedita alle corse dei cavalli, con particolare attenzione alle corse clandestine, al traffico di stupefacenti, all'intestazione fittizia di beni.

printDi :: 11 novembre 2020 18:23
Messina, smantellato cartello dedito alle corse clandestine, spaccio droga e truffa

(AGR) Nel corso della notte, i Carabinieri del Comando Provinciale di Messina hanno arrestato 24 persone ritenute responsabili – a vario titolo – dei reati di associazione di tipo mafioso, corse clandestine di cavalli, scommesse clandestine su competizioni sportive non autorizzate, maltrattamento di animali, trasferimento fraudolento di valori, estorsione, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti, spaccio di sostanze stupefacenti.

In esecuzione dei provvedimenti, 18 persone sono state associate in carcere, 6 agli arresti domiciliari e 9 sono state sottoposte all’obbligo di presentazione alla Polizia Giudiziaria.

L’ASSOCIAZIONE MAFIOSA E LE CORSE CLANDESTINE DI CAVALLI

Le misure cautelari si basano sulle risultanze acquisite dai Carabinieri nell’ambito dell’indagine convenzionalmente denominata “Cesare”, concernente l’attuale operatività della famiglia mafiosa operante nel rione “Giostra” di Messina e riconducibile a G. L. capo storico del sodalizio, la cui esistenza, negli anni, è stata riconosciuta in varie sentenze passate in giudicato.

L’indagine, basata anche sul contributo dichiarativo di un collaboratore di giustizia, ha consentito di individuare ulteriori 7 affiliati alla citata compagine mafiosa, ai quali è stato contestato il reato di partecipazione ad associazione mafiosa e di documentarne, fra l’altro, l’operatività con metodo mafioso, nell’organizzazione di corse clandestine di cavalli e nella gestione delle relative scommesse illecite, i cui proventi alimentavano le casse del sodalizio criminale. Tale settore criminale è da sempre appannaggio della criminalità organizzata messinese, come accertato in passato in varie indagini.

Le investigazioni hanno fatto emergere il ruolo di I. G., commerciante di prodotti ortofrutticoli e genero di G. L., quale rappresentante di spicco del clan sul territorio, in forza della fiducia accordatagli dal suocero che da anni è recluso in regime di cui all’art. 41 bis dell’Ordinamento Penitenziario.

La banda era fra l’altro, dedita all’organizzazione di competizioni clandestine di cavalli, da cui traevano ingenti profitti attraverso la gestione del correlato e proficuo business delle scommesse illecite. Il gruppo criminale aveva base operativa presso un noto negozio di rivendita di frutta e verdura, sito nel popoloso quartiere cittadino di Giostra, ove avvenivano anche le riunioni per organizzare le competizioni.

Alcuni componenti della banda si occupavano di accudire e preparare i cavalli, sottoponendoli agli allenamenti e, grazie ad un veterinario compiacente, alla somministrazione illecita di farmaci per migliorarne le prestazioni, nonché provvedendo alla raccolta del denaro puntato dagli scommettitori e alla gestione dei successivi pagamenti.

Le corse clandestine si svolgevano nel corso della notte, in pochissimi minuti, su strade urbane ed extraurbane che venivano rapidamente chiuse al transito delle auto da gruppi di giovani a bordo di scooter e motocicli, con il fine di consentire il passaggio di cavalli e calesse e di rallentare l’eventuale intervento di pattuglie delle forze di polizia.

Nel corso delle investigazioni sono stati documentati rapporti tra il gruppo criminale di Giostra e il catanese G.S., per l’organizzazione di corse di cavalli tra scuderie messinesi e catanesi, nonché interessanti interlocuzioni con esponenti della criminalità mafiosa catanese, riconducibili al clan Santapaola, per la risoluzione di controversie connesse con la gestione dei proventi delle scommesse clandestine. Le gare tra messinesi e catanesi venivano organizzate nella zona di Fiumefreddo di Sicilia (CT), posta a confine tra la Provincia di Messina e quella di Catania.

L’INTESTAZIONE FITTIZIA DI BENI

L’I. G.è anche indagato di trasferimento fraudolento di valori per avere fittiziamente intestato a prestanome una società immobiliare e le quote di una ditta titolare di una nota enoteca del centro di Messina. Le due società e i relativi beni aziendali, per un valore complessivo di circa 2 milioni di euro, sono quindi state sottoposte a sequestro preventivo eseguito nella mattinata odierna.

IL TRAFFICO DI SOSTANZE STUPEFACENTI 

L’operazione ha anche consentito di procedere all’arresto di numerose persone dedite alla distribuzione di droga di vario genere nella città di Messina, contestando il reato di associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti ad 11 indagati.

Un primo gruppo criminale capeggiato da A. C., operava sia nel rione messinese di “Giostra” che a “Santa Lucia Sopra Contesse”, nella zona sud della città, rifornendosi di ingenti quantitativi di cocaina e marijuana in Calabria e Campania, per poi procedere alla distribuzione del narcotico al dettaglio, attraverso una rete di spacciatori. Lo smistamento della droga avveniva anche all’interno di un negozio di barbiere gestito da due sodali e le indagini hanno fatto emergere anche episodi di estorsione per il recupero di crediti derivanti dalle narco-transazioni.

Un secondo gruppo criminale è stato individuato grazie all’indagine convenzionalmente denominata “Affari di Famiglia”, condotta dal Nucleo Operativo della Compagnia di Messina Sud che ha documentato l’operatività di un sodalizio a composizione familiare, dedito alla stabile distribuzione di sostanze stupefacenti del tipo cocaina, hashish e marijuana, nei rioni “Villaggio Aldisio” e “Fondo Fucile”, ubicati nella zona sud della città. Una donna appartenente a tale gruppo criminale era solita utilizzare il figlio 12enne per effettuare le consegne senza incorrere nei controlli delle forze dell’ordine. Il minore è stato inserito all’interno di una comunità familiare, in ottemperanza di specifico provvedimento del Tribunale per i minorenni di Messina.

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