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Immigrazione clandestina, a Napoli la centrale operativa in un "internet point"

Le indagini hanno consentito di individuare in un internet point di Napoli la base logistica dell’organizzazione che, soprattutto attraverso la creazione di documenti falsi riusciva a conseguire titoli abilitativi alla permanenza nel territorio nazionale.

printDi :: 05 maggio 2021 12:54
Immigrazione clandestina, a Napoli la centrale operativa in un internet point

(AGR) Il 5 maggio 2021, il ROS - col supporto in fase esecutiva del Comando Provinciale Carabinieri di Napoli - ha dato esecuzione a un’ordinanza applicativa di misure cautelari, nei confronti di 14 soggetti ritenuti gravemente indiziati a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, corruzione, falso ideologico e materiale.

Le indagini sono state avviate all’indomani dei gravissimi attentati terroristici che hanno colpito, tra il 2015 e il 2016 , Francia e Belgio, permettendo di documentare l’esistenza e operatività nel capoluogo partenopeo di un’organizzazione - composta da cittadini di nazionalità afghana, pakistana ed italiana - dedita al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina di extracomunitari pachistani, indiani, tunisini, marocchini, afghani, ucraini e russi, in alcuni casi provenienti da aree di crisi.

Il sodalizio, dietro compenso, ha favorito l’ingresso/permanenza sul territorio Nazionale - e conseguentemente in tutta l’area Schengen - di extracomunitari privi dei requisiti per l’ottenimento del permesso di soggiorno. Peraltro l’organizzazione estendeva la propria operatività fuori dei confini nazionali: è emerso, infatti, come gli indagati, in contatto con soggetti localizzati in Belgio e Francia, riuscissero ad ottenere la regolarizzazione a Napoli di extracomunitari dimoranti in quegli stati ai quali veniva materialmente recapitato il documento di soggiorno italiano previa corresponsione del compenso.

Gli approfondimenti investigativi hanno consentito di individuare in un internet point di Napoli la base logistica dell’organizzazione che, soprattutto attraverso la creazione di documenti falsi (certificati di residenza, dichiarazione di ospitalità, certificati di conoscenza lingua italiana, contratti di lavoro, iscrizione a camera di commercio come commerciante, dichiarazione reddituale fasulla, nulla osta alloggiativo) riusciva a conseguire titoli abilitativi alla permanenza nel territorio nazionale.

Tra gli arrestati risulta esserci anche un pubblico dipendente di una Municipalità del Comune di Napoli che in qualità di addetto al settore rilascio e rinnovo delle carte di identità, all’emissione di certificati di residenza o presa in carico di trasferimenti di residenza, alle variazioni di stato di famiglia - indebitamente riceveva o ne accettava la promessa, di somme di danaro, al fine di compiere atti contrari ai doveri d’ufficio, secondo un tariffario stabilito dallo stesso pubblico ufficiale a seconda del tipo di atto da compiere.

Le indagini permettevano anche di documentare che i guadagni illeciti venivano trasferiti, mediante transazioni bancarie e circuiti di Money Transfer, presso conti attestati in Pakistan, o attraverso l’hawala che permette il passaggio di ingenti somme di denaro tra soggetti in differenti nazioni, senza alcuna movimentazione di denaro in quanto basato su un prestito/anticipo fiduciario di denaro. Contestualmente alle misure cautelari, è stato eseguito un decreto di sequestro preventivo dell’internet point, gestito dal principale indagato quale base operativa del sodalizio.

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