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Fase 2, le proposte delle Regioni per infanzia e scuola

Bonaccini (EmiliaRomagna): garantire la socialità dei ragazzi e permettere ai genitori di conciliare tempi di vita e di lavoro. Grieco (Toscana): voucher babysitter e congedi parentali non sono uno strumento sufficienti

printDi :: 29 aprile 2020 20:37
Fase 2, le Regioni a sostegno delle famiglie

Fase 2, le Regioni a sostegno delle famiglie

(AGR) L'apertura timida della Fase 2, ha lasciato sul tavolo tra i tanti dubbi e perplessità, anche il tema della ripresa delle attività scolastiche e dei relativi investimenti durante l’emergenza Covid-19. Da più parti, nei giorni scorsi rappresentanti delle Regioni ed Enti locali avevano sollevato la necessità di trovare con il Governo un'intesa per idonee soluzioni che potessero alleggerire le famiglie. Ora con la riunione che si è tenuta (rigorosamente in videoconferenza) fra la ministra della famiglia Elena Bonetti, la ministra dell’Istruzione Lucia Azzolina, la ministra del lavoro Nunzia Catalfo e il ministro dello sport Vincenzo Spadafora, i rappresentanti degli enti locali, Cristina Grieco (Assessore della Regione Toscana), coordinatrice della Commissione Scuola e Lavoro della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome e la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein qualcosa sembra muoversi verso un'unica direzione. O almeno è quello che auspicano i partecipanti.

«Mi aspetto - commenta il presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini - che le scuole, previo parere del comitato tecnico- scientifico, possano riaprire a settembre». Questo però significa risolvere nell'immediato, il tema dei luoghi per l'infanzia e dei centri estivi, «dove i ragazzi possano stare per garantire loro la socialità e permettere ai genitori di lavorare. So che è una questione molto complicata perché serviranno luoghi in cui non si rischia per la tutela della salute, ma occorre avviare un confronto permanente - Governo-Regioni-Enti locali» conclude Bonaccini.

«Voucher babysitter e congedi parentali, però non sono uno strumento sufficiente» dice Cristina Grieco assessore della Regione Toscana che propone servizi strutturati sui territori, con il coinvolgimento di tutti (scuole e servizi educativi, terzo settore, associazionismo sportivo e culturale) e interventi per il rafforzamento degli strumenti necessari per la didattica a distanza. Anche Elly Schlein, vicepresidente con delega al Welfare dell'Emilia Romagna ha le sue proposte con con fasce orarie diversificate «per evitare assembramenti e contatti tra diversi gruppi, triage all’ ingresso e utilizzo da parte degli educatori dei dispositivi di protezione individuale». Infine Alessandra Troncarelli assessore alle Politiche sociali, Welfare ed Enti locali nella regione Lazio. Sul sito si legge come le azioni messe in campo siano finalizzate a ridurre i costi delle rette a carico dei genitori: «Le varie iniziative ricomprendono tutti i soggetti che ruotano intorno ai nidi, sia come fruitori sia come lavoratori, tenendo conto delle esigenze di ciascuno». 

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