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Domani il 5° anniversario della guerra in Yemen, emergenza idrica per milioni di persone. Un bambino su cinque soffre di malnutrizione

L’appello: «Anche alla luce dell’attuale crisi sanitaria connessa al coronavirus, dobbiamo operare per garantire adeguati livelli di igiene e sostenere le strutture sanitarie»

printDi :: 24 marzo 2020 23:07
Yemen, emergenza idrica per milioni di persone

Yemen, emergenza idrica per milioni di persone

(AGR) Dal suo avvio, tra il 25 e il 26 marzo 2015, la guerra in Yemen ha causato il logorio e, in alcuni casi, la distruzione delle infrastrutture di gestione dell’acqua, interrompendo l’approvvigionamento idrico di milioni di persone. Una circostanza che pesa, oggi, sulla salute delle comunità yemenite: i civili rischiano, sempre più, di contrarre malattie legate al cattivo utilizzo di acqua non sicura e vivono, ancora, lo spettro del colera. A cinque anni dall’inizio delle ostilità, 19.7 milioni di persone, inoltre, non hanno accesso a un’adeguata assistenza sanitaria e, oltre la metà della popolazione, sta vivendo una situazione di grave incertezza sul fronte alimentare.

Il conflitto armato e le violenze che ne consegueno hanno, di conseguenza, un impatto devastante sulla popolazione: i team di Azione contro la Fame impegnati sul campo hanno constatato una elevata mortalità tra i bambini sotto i cinque anni, oltre che il precario stato nutrizionale dell’intera popolazione. 7 milioni di persone, in Yemen, sono malnutrite; tra di loro due milioni di bambini, ovvero un bambino su cinque. Non sorprende, in questo scenario, che il Paese abbia dovuto affrontare la peggiore epidemia di colera che il mondo abbia conosciuto, con 1,7 milioni di persone colpite e quasi 3.500 morti dal 2016. 

Yemen,  Un bambino su cinque soffre di malnutrizione

Yemen, Un bambino su cinque soffre di malnutrizione

Il crollo dei servizi idrici e igienico-sanitari ha indotto il Paese a dipendere dagli aiuti umanitari. 4 milioni di persone, oggi, fanno riferimento all’approvvigionamento idrico fornito dalle autocisterne. Tuttavia, questo sistema ha i suoi limiti: lo Yemen, infatti, vive anche una carenza di carburante, che impedisce agli autoarticolati di circolare quanto serve. Così, a causa della disponibilità limitata di risorse idriche e dell’inevitabile aumento dei prezzi del combustile, molte comunità non possono più permettersi acqua pulita con conseguenze drammatiche sulla propria salute.

Per milioni di bambini, l’accesso all'acqua potabile è, dunque, una questione di sopravvivenza. I team di Azione contro la Fame lavorano, quotidianamente, a fianco delle popolazioni locali con l’obiettivo di fornire un supporto concreto per ripristinare le reti idriche e monitorare la qualità dell'acqua. Così, oltre 27.000 persone, per esempio, possono beneficiare della fornitura giornaliera di acqua al campo di Al-Hali, nel governatorato di Hodeïda. I programmi di distribuzione di coupon e i trasferimenti di denaro forniscono, inoltre, alle famiglie un reddito aggiuntivo per soddisfare le loro necessità di base incluso, appunto, l’acquisto di acqua.

«Grazie ai suoi 274 collaboratori presenti – ha dichiarato Simone Garroni, direttore generale di Azione contro la Fame - l’organizzazione ha attuato una serie di programmi umanitari utili per assistere i civili, con particolare riferimento all’emergenza idrica. Tutti in, Yemen, devono avere libero accesso e all’acqua. Laddove c’è carenza, infatti, non c’è igiene e si registra, inevitabilmente, un tasso più elevato di malattie. Anche alla luce dell’attuale crisi sanitaria, connessa al coronavirus, dobbiamo operare sempre di più per garantire adeguati livelli di igiene e sostenere le strutture sanitarie”.

Azione contro la Fame è presente, in Yemen, dal 2012. Qui supporta dieci istituti sanitari con una serie di servizi che hanno a che fare anche con il trattamento della malnutrizione acuta grave e della malnutrizione acuta moderata. In risposta alle emergenze, l’organizzazione distribuisce kit di igiene agli sfollati con un approccio integrato e inclusivo utile per soddisfare le esigenze delle persone in difficoltà. Azione contro la Fame, inoltre, gestisce programmi nei governatorati settentrionali di Al-Hodeida e Hajjah, nonché in quelli di Aden, Abyan e Lahij, nel Sud del Paese. Nell sue cinque sedi (Sana'a, al-Hodeida, Aden, Hajjah e al-Jhojha), i team sono in prima linea per alleviare la sofferenza causata dal malnutrizione, sia curando le persone colpite sia affrontando le cause sottostanti di questa piaga.

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