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Dignità del lavoro e giusta retribuzione, Papa Bergoglio celebra il Primo maggio

Le sue parole nella messa a Santa Marta: «La prima vocazione dell’uomo è lavorare. La schiavitù di oggi è la nostra in-dignità».

printDi :: 01 maggio 2020 14:07
Il Papa: prima vocazione dell’uomo è lavorare

Il Papa: prima vocazione dell’uomo è lavorare

(AGR) Accanto alla statua di San Giuseppe artigiano, la stessa benedetta nel 1956 da Pio XII e realizzata dallo scultore Enrico Nell Breuning, Papa Francesco rivolge le sue riflessioni al mondo del lavoro. E lo fa nella messa mattutina presieduta nella cappella di Santa Marta in Vaticano nella giornata del primo maggio, parlando «della dignità del lavoro e della bellezza del riposo». Parole ancora una volta di stretta attualità che rimbombano nei silenzi delle strade ai tempi della pandemia, nelle fabbriche che producono a ritmi ridotti, nelle officine artigiane in crisi, nei negozi chiusi.

Citando i passi della Genesi, il Papa nell'omelia afferma come il lavoro «rende l’uomo simile a Dio, perché con il lavoro l’uomo è capace di creare tante cose, anche creare una famiglia per andare avanti». Poi fissa un concetto: «È la prima vocazione dell’uomo: lavorare. E questo dà dignità all’uomo. La dignità che lo fa assomigliare a Dio, la dignità del lavoro». Le riflessioni di Papa Bergoglio sulla valenza e la funzione del lavoro, spaziano con storie di persone in fila alla Caritas, fino ad imprenditori preoccupati per le condizioni dei dipendenti, per poi immergersi nella storia con la deportazione degli schiavi dall'Africa: «Ci sono lavori forzati, ingiusti, malpagati e che portano l’uomo a vivere con la dignità calpestata. Sono tanti nel mondo. La schiavitù di oggi è la nostra “in-dignità”, perché toglie la dignità all’uomo, alla donna, a tutti noi». 

Lo sfruttamento però non è una realtà estranea nelle nostre città: «Pensa ai lavoratori, ai giornalieri - scuote le coscienze il Papa - che tu fai lavorare per una retribuzione minima e non otto, ma dodici, quattordici ore al giorno: pensa alla domestica che non ha retribuzione giusta, che non ha assistenza sociale di sicurezza, che non ha capacità di pensione. Questo non succede in Asia soltanto, questo succede qui».

Per questo il raccoglimento di oggi, nella Giornata del Lavoro dedicata a San Giuseppe, icona di questa dimensione umana, è per coloro «uomini e donne, credenti e non credenti che lottano per avere lavoro degno non lavoro di schiavo».

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