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Controlli antidroga nella capitale, ieri tre arresti

In relazione ai servizi predisposti dal Questore Carmine Esposito per il contrasto allo spaccio delle sostanze stupefacenti sono stati fermati e poi tratti in arresto durante la notte tre pusher. Alla Casilina spacciava pur essendo agli arresti domiciliari

printDi :: 15 maggio 2021 13:19
Controlli antidroga nella capitale, ieri tre arresti

(AGR) Nell’ambito dei servizi predisposti dal Questore Carmine Esposito per la lotta allo spaccio degli stupefacenti nella capitale, gli investigatori della Polizia di Stato hanno arrestato 3 pusher, 2 in zona Fidene ed 1 in zona Casilina. I primi a finire in manette, in ordine di tempo, sono stati M.C. e J.C., entrambi romani, rispettivamente di 29 e 30 anni.

Agli agenti in borghese del commissariato Celio e del III Distretto Fidene Serpentara, diretti da Maria Sironi il primo e da Fabio Germani il secondo, non è sfuggito lo scambio droga soldi tra i 2 pusher a bordo di un’utilitaria e l’acquirente che li ha avvicinati a piedi e così, mentre una pattuglia civetta ha fermato quest’ultimo che si allontanava dopo l’acquisto, l’altra ha bloccato gli spacciatori. All’interno dell’auto i poliziotti hanno trovato: sopra il cruscotto, un portafogli contenente 40 euro; sul sedile passeggero su cui era seduto il 29enne, una busta in cellophane trasparente dentro cui c’erano 34 dosi di cocaina, per un peso complessivo pari a 17,4 grammi; nel portaoggetti del cruscotto, 1 dose di crack ed una bustina contenente 33 grammi di mannite, notoriamente usata per “tagliare” la droga.

M.C. e J.C. sono stati arrestati mentre il compratore è stato sanzionato amministrativamente. Sono stati invece gli investigatori del commissariato Viminale, diretto da Mauro Baroni, a fermare l’attività di spaccio di A.K., albanese di 33 anni, già ai domiciliari in zona Casilina, per reati inerenti gli stupefacenti.Dopo un’indagine lampo, gli agenti hanno scoperto che l’uomo, nonostante fosse sottoposto alla misura cautelare, stava continuando a spacciare e così si sono appostati per verificare le modalità con cui veniva messo in atto il reato. Il 33enne, dopo” la citofonata”, usciva dall’appartamento ma non dal palazzo, riuscendo così ad eludere la sorveglianza tramite braccialetto elettronico che non dava l’allarme, recuperava la cocaina nascosta nel contatore condominiale e la consegnava all’acquirente di turno. Grazie al fiuto dei cani antidroga dell’unità cinofila della Questura, i poliziotti hanno trovato, nell’appartamento, un involucro sferico in carta argentata al cui interno c’erano 4 dosi di cocaina.

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