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Catania, la droga si ordina per telefono ed un pusher-raider la porta a casa

Operazione "Concordia" a Catania, i carabinieri arrestano 22 persone coinvolte nel traffico di sostanze stupefacenti nella città etnea. I clienti erano serviti direttamente a casa. La banda riforniva in particolare gli ambienti legati alla movida catanese

printDi :: 20 gennaio 2021 16:50
Catania, la droga si ordina per telefono ed un pusher-raider la porta a casa

(AGR) Catania, i carabinieri hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 22 persone indagate, a vario titolo, dei reati di associazione finalizzata al traffico e allo spaccio di sostanze stupefacenti.

L’indagine, denominata “Concordia”(dall’omonima via cittadina dove si sono principalmente concentrate le indagini), ha consentito di disarticolare un sodalizio criminale che gestiva una fiorente “piazza di spaccio” radicata nello storico quartiere catanese di San Cristoforo, nonché di sgominare un secondo gruppo criminale specializzato, invece, nella vendita di stupefacente del tipo cocaina e crack (cocaina in cristalli) “a domicilio” e “su ordinazione” che riforniva, in particolare, gli ambienti della movida catanese.

La “piazza di spaccio”, con sede nell’intersezione fra via Concordia e via Cordai, monitorata dagli investigatori nel corso dell’indagine, protrattasi da novembre 2019 a marzo 2020, attraverso un sistema di videoripresa, era diretta da M. B., che con l’aiuto della moglie S. A. (ripresa dalle telecamere mentre con un bambino in braccio collabora attivamente il marito nel recupero di una busta contenente stupefacente), del suocero, S. F., e degli altri soldali con i classici compiti di pusher e di vedette, si occupava della gestione del traffico di stupefacenti, principalmente cocaina, garantendo centinaia di cessioni giornaliere per un introito medio stimato intorno ai 10.000 euro al giorno.

Durante le indagini, l’attenzione degli investigatori si è focalizzata anche sulla figura del taxista F.E., assiduo frequentatore della “piazza” di via Concordia, il quale insieme all’amico e collega C.A., svolgeva, parallelamente all’ordinaria attività lavorativa, un’attività illecita di spaccio di cocaina rivendendo lo stupefacente - a prezzo maggiorato – ai clienti di un locale notturno (night), oppure facevano da tramite per gli acquirenti che preferivano non esporsi all’acquisto della droga.

Le indagini si sono poi appuntate sulla figura di G. M., posto agli arresti domiciliari in via D’Amico, nei pressi della stazione ferroviaria di Catania, ideatore ed organizzatore di un traffico di stupefacenti del tutto innovativo, che prevedeva la consegna di cocaina e crack esclusivamente “a domicilio” o “su ordinazione” servendosi di due corrieri, i quali si muovevano a bordo di scooter e con al seguito solo i piccoli quantitativi di droga richiesti dai clienti, eliminando così i rischi connessi ad un eventuale controllo delle forze dell’ordine e più in generale alla gestione di una piazza di spaccio all’aperto.

Le cessioni avvenivano infatti in tempi brevissimi, grazie ad un collaudato sistema di “ordinazione telefonica e consegna” che prevedeva la possibilità di ricevere lo stupefacente sia direttamente a casa oppure in qualsiasi altro luogo d’incontro della città. I tempi di intervento sono stati particolarmente brevi in attuazione di un consolidato protocollo di indagini seguito dalla Direzione Distrettuale Antimafia per contrastare il fenomeno delle piazze di spaccio a Catania e che ha consentito di eseguire l’ordinanza cautelare nei confronti dei 22 indagati solo dopo pochi mesi rispetto alla condotta contestata.

Dieci degli odierni indagati sono risultati percettori del “reddito di cittadinanza” e pertanto verranno segnalati all’autorità competente per valutare la sospensione del beneficio.

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