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Carabinieri, smantellato cartello della droga a Roma, 28 arresti

Maxi blitz antidroga nella capitale dei militari dell'Arma. Raffica di arresti eseguiti in mattinata per traffico di droga, detenzione di armi, tentato omicidio aggravati dal metodo mafioso. Sequestrati 8 Kg di cocaina

printDi :: 01 dicembre 2020 19:39
Carabinieri, smantellato cartello della droga a Roma, 28 arresti

(AGR) Dalle prime luci dell’alba, nelle province di Roma, Napoli e Rovigo, i Carabinieri del Comando Provinciale di Roma hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. presso il Tribunale di Roma, su richiesta della locale Procura Distrettuale, nei confronti di 28 persone (24 in carcere e 4 agli arresti domiciliari), ritenute responsabili a vario titolo di associazione per delinquere finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti, estorsione, detenzione e porto illegale di armi, lesioni personali gravissime, tentato omicidio, trasferimento fraudolento di valori, reati, per la maggior parte, aggravati dal metodo mafioso.

Il provvedimento trae origine dall’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di Roma, nel periodo tra settembre 2011 e aprile 2015, che ha consentito di riscontrare l’operatività di uno strutturato sodalizio criminale, capeggiato dal noto criminale di origine campana M.S., operante ininterrottamente a Roma in varie attività illecite, tra le quali, il traffico e lo spaccio di sostanze stupefacenti, le estorsioni, i reati contro la persona.

L’inchiesta che ha portato all’odierno provvedimento ha consentito di monitorare la fase di riorganizzazione del sodalizio capeggiato da M. S. conseguente alla scarcerazione di alcuni dei principali esponenti del clan e di un periodo di breve libertà di cui ha potuto beneficiare prima dell’arresto per l’omicidio CARLINO. Sebbene il periodo in esame abbia consentito di monitorare una stagione difficile per il sodalizio criminale, le investigazioni hanno comunque consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza in merito all’esistenza di un vero e proprio “cartello” di narcotraffico, nonché di riscontrare numerosi reati commessi dagli indagati nel perseguimento del programma criminoso del gruppo.

Attraverso le indagini sviluppate dal Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Roma, è stato documentato come la banda si sia dotata di un modello organizzativo che lascia ampi spazi di autonomia operativa agli altri gruppi criminali i quali compiono attività delittuose solo apparentemente non riconducibili alla direzione strategica e alla volontà del capo supremo del sodalizio. Infatti, come documentato dalle intercettazioni, M. S. è riconosciuto dagli altri sodali come il “capo indiscusso della malavita romana”, “…il capo di Roma!.....il boss della Camorra romana!....Comanda tutto lui!” e a lui si rivolgono con deferenza per riferire circa il loro operato, per ottenere interventi finalizzati a dirimere controversie con altri malavitosi, per ottenere autorizzazioni ad assumere iniziative di varia natura e a lui forniscono somme di denaro chiaramente provento di delitto.

Tra i più fidati collaboratori vi sono C. M., che ha svolto il ruolo di guardaspalle, e D. P. G., che ha svolto la mansione di autista. Entrambi sono risultati particolarmente attivi nel settore del narcotraffico, potendo contare su un ampio circuito clientelare prevalentemente riconducibile ai quartieri Tiburtino, San Basilio e nella città di Tivoli. Inoltre, sotto l’egida del cartello , si sono adoperati nel mantenimento delle relazioni con esponenti di altre organizzazioni criminali, nonché nel recupero crediti con modalità estorsive. Emblematici, in relazione a quest’ultima attività, sono:

·         il progetto di doppio omicidio ordito nei confronti di “due ragazzi” di  Acilia, responsabili di non aver saldato il pagamento di 11.000 euro derivanti dall’acquisto di stupefacente. I sicari si erano recati armati ad Acilia per eliminare i due fratelli, ma l’evento non si realizzava a seguito del loro mancato rintraccio;

·         la “gambizzazione”, commissionata dal D.P., di un soggetto che era debitore nei suoi confronti di 2.700 €, debito probabilmente contratto a seguito dell’acquisto di narcotico; la notte del 25.05.2015, nel quartiere Primavalle, il debitore veniva colpito alla parte inferiore del corpo, da quattro colpi d’arma da fuoco, esplosi da tre malviventi.

Le indagini dei Carabinieri di via In Selci hanno fatto emergere le attività criminali di un altro soggetto consorziato: M. M., il quale dirigeva e organizzava un’associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti nel quartiere di Tor Bella Monaca.  

Nei quartieri Tuscolano e Cinecittà aveva, invece, posto le proprie basi il sodalizio criminale capeggiato da D. G. D. e dal figlio D.G. U.  La straordinaria caratura criminale, dimostrata dai numerosissimi precedenti penali e di polizia di entrambi, e l’esperienza maturata in contesti di criminalità organizzata hanno consentito loro di porsi in maniera incontrastata alla guida di tale consorteria. In particolare, la gran parte dei delitti ricostruiti durante le attività investigative riguardano attività di recupero di crediti, spesso derivanti dall’attività di compravendita di stupefacenti, condotte con modalità estorsive e spesso avvalendosi del metodo mafioso. In particolare, sono indice della propensione al sistematico ricorso alla violenza e dell’eccezionale pericolosità che caratterizzano l’associazione:

·         la gambizzazione, su mandato di D. G. U., di un soggetto reo di aver mancato il pagamento di una partita di stupefacenti. La vittima aveva falsamente denunciato ai poliziotti, intervenuti nel quartiere Cecchignola, di essere stato oggetto di una rapina a opera di ignoti, nel corso della quale questi gli avevano esploso contro alcuni colpi di pistola alle gambe;

·         le modalità di gestione delle piazze di spaccio;

·         l’approvvigionamento e la detenzione di armi.

Tra i sodalizi in affari connessi con il narcotraffico, vi era il gruppo capeggiato da D. G. G. e da D. G. D. Quest’ultimo, dopo un periodo di militanza all’interno del sodalizio riconducibile alla famiglia D. G.(durato almeno sino all’estate del 2012), aveva costituito e diretto un’autonoma consorteria criminale in grado di movimentare notevoli quantitativi di sostanze stupefacenti. Del sodalizio facente capo ai D. G., avrebbe fatto parte anche Piscitelli Fabrizio, alias “Diabolik” (ucciso in un agguato il 07.08.2019, a Roma), quale soggetto deputato alla commercializzazione della sostanza stupefacente. In relazione a tale consorteria criminale il G.I.P. del Tribunale di Roma, pur riconoscendone l’esistenza, non ha ravvisato esigenze cautelari in virtù di diverse motivazioni tra le quali il decesso di uno dei capi del sodalizio e il decesso di uno dei partecipi maggiormente attivi (PISCITELLI Fabrizio).

Complessivamente, nel corso dell’attività di indagine sono stati:

·         documentati 6 episodi estorsivi posti in essere dall’organizzazione per rientrare in possesso di taluni crediti vantati;

·         ricostruite le fasi di un tentato omicidio e di gambizzazioni nei confronti di due debitori;

·         comprovata l’intestazione fittizia di due motocicli e di un autoveicolo riconducibili al gruppo D. G., per eludere le disposizioni di legge in materia di misure di prevenzione patrimoniale;

·         sequestrati 7,809 kg. di cocaina, 7,798 kg. di marijuana, 70,511 kg. di hashish e n. 9 pistole oggetto di furto e/o clandestine con vario munizionamento;

·         arrestati in flagranza di reato 23 persone, di cui 18 per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e 6 per violazione della normativa sulle armi.

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